BISOGNA SAPER PERDERE
Non si poteva trovare titolo più appropriato per narrare le ultime gesta della Vecchia Signora del calcio. I paladini dello stile Juve, da loro inventato e dai media cavalcato, i persecutori delle buone maniere e della difesa ad oltranza degli “irrisori” cori di discriminazione razziale, sì proprio loro i bianconeri che anche in un giovedì dedicato alle coppe e alla loro avventura in Europa League perdono una grandissima occasione per stare zitti e cercare ove mai fosse ancora possibile di riuscire a salvaguardare quel pizzico di stile che decenni fa li contraddistingueva. Il Napoli gira nei loro pensieri e la sconfitta di domenica brucia ancora. Bei tempi quelli lontani anni luce da Calciopoli, ma purtroppo quell'evento, paradossalmente, ha scatenato ancora di più l'egocentrismo bianconero dopo un paio d'anni di giusta punizione. Prima John Elkann ha esordito in mattinata dichiarando alla stampa di sperare nell'eterna sconfitta dell'Inter, poi ci ha pensato Marotta a rincarare la dose parlando del Napoli nel pre partita di Lione. Ma quanto ha dato fastidio perdere domenica?
Non c'è bisogno di rispondere a questa domanda, i fatti sono davanti a tutti. Il primo a dimostrarlo è stato il solito Antonio Conte che tra fatturato e denuncia di acquisti esosi, indossando i panni prima del commercialista e poi del finanziere, ha cercato di non ammettere le proprie colpe e l'atteggiamento rinunciatario mostrato dalla sua squadra. Furbo il tecnico, l'unico scopo era distrarre l'opinione pubblica dai colpi di Callejon e Mertens, arte psicologica sopraffina. Peccato che quanto detto dal mister non risponda al vero, e a parlare ci sono i numeri. In testa alla classifica dei monte ingaggi in serie A c'è la sua Juventus, il Napoli è terzo, proprio come finora ha stabilito il campo. Monte ingaggi alto? Non si spiegherebbero altrimenti i sei mesi d'inattività che Llorente ha sostenuto pur di approdare a Torino (come citato anche da Benitez). Ma il fondo si è toccato ieri con le dichiarazioni di Marotta che è apparso sorpreso e perplesso per l'euforia “da provinciale” mostrata dal Napoli. A quanto pare gli azzurri sono ritenuti colpevoli di aver festeggiato troppo per i punti conquistati e per aver interrotto una striscia vincente, una mossa avventata da non commettere contro una squadra che vuole dominare dentro e fuori dal campo con arroganza e supponenza. Meriti ed onori alla Juventus per lo splendido campionato finora giocato, ma che tristezza avere come rappresentante dell'Italia in Europa una società che non contempla la sconfitta e che quando accade fa di tutto per sminuirla. Bisogna saper perdere.
