RAFA BENITEZ : IL MIGLIORE DI TUTTI.
Otto goal realizzati nelle ultime tre partite della stagione , un solo goal al passivo. Terzo posto consolidato in campionato , Fiorentina tenuta a distanza a +6. Una finale di Coppa Italia conquistata , tramortendo sul campo una squadra ( la Roma) praticamente impenetrabile in questa stagione. Una difesa nuovamente solida , grazie alla ritrovata condizione fisica dei singoli ( Maggio e Fernandez su tutti) ed al prezioso innesto dei rinforzi di gennaio ( Ghoulam). Un centrocampo finalmente dinamico e propositivo che , con il rientro di Behrami e l’innesto di Jorgihno ha permesso alla squadra di ritrovare dopo anni un equilibrio totale in termini di quantità e qualità , facendo risaltare le doti di quei giocatori che fino ad ora risultavano latitanti ( Inler su tutti , ma anche Dzemaili). Un attacco atomico , una vera e propria macchina da guerra , capace di avvalersi di veri e propri fenomeni del reparto ( i lettori ci perdoneranno se il sottoscritto ha terminato gli aggettivi per descrivere calciatori del calibro di Higuain , Callejon e Meertens alla luce delle ultime prestazioni contro il Milan , la Roma e da ultimo il Sassuolo ) e che può nuovamente avvalersi dell’infinito e ritrovato talento di Marek Hamsik e Lorenzo Insigne. Basterebbero solo questi pochi numeri per smentire le tante frettolose voci che parlavano , dopo soli pochi mesi dal suo arrivo a Napoli , del presunto fallimento di Rafa Benitez sulla panchina azzurra. Lamentele superficiali e fuori luogo , spesso proferite da chi, con estrema superficialità , male si è informato sull’effettiva valenza di un tecnico , negli anni protagonista indiscusso in tre diversi paesi in Europa ( Spagna , Inghilterra ed Italia) , nonché vincitore assoluto di ogni titolo nazionale ed internazionale per club. I numeri ( nonché la bontà dell’attuale progetto tecnico napoletano) parlano chiaro : al suo primo anno , il Napoli versione 2013/2014 viaggia in campionato ( 50 punti in 24 incontri disputati) sugli stessi ritmi di quello precedente che vedeva una squadra sì competitiva , ma amalgamatasi negli anni , grazie ai pochi e mirati acquisti , voluti espressamente da Mazzarri , e che non disputava la Champions League. Il laborioso e silenzioso Rafa è stato costretto , invece , a lavorare a metà. Le sue idee tattiche erano chiare dal principio : 4-2-3-1 , lo stesso modulo che ha permesso allo spagnolo di vincere con Valencia , Liverpool ed infine Chelsea. Accontentato soltanto a metà dalla campagna acquisti di Giugno (gli acquisti di Reina , Albiol , Higuain e Callejon sono da subito sembrati insufficienti da soli per poter rendere competitivo , al pari della già rodata Juventus , un organico abituato a giocare in modo totalmente opposto negli anni passati) , il buon Rafa ha iniziato a lavorare in silenzio , elogiando sempre il lavoro della società , anche quando – a fine Gennaio – gran parte della tifoseria rimproverava a De Laurentiis e Bigon di non aver proceduto adeguatamente al completamento della rosa e di aver tenuto gelosamente custodito il tesoretto di oltre cinquanta milioni di euro , sbandierato qualche mese prima. Ma Benitez non si è mai perso d’animo , neanche all’indomani della sonora sconfitta in casa dell’Atalanta , laddove le “maligne penne” della stampa locale e nazionale non soltanto avevano sciaguratamente ritenuto insufficiente la sua esperienza alle falde del Vesuvio rispetto a quella del suo predecessore , ma avevano paventato un sicuro addio al termine del campionato in corso. Ma chi conosce bene la carriera di Rafa , sa che per lui parlano i risultati sul campo. Ed è bastato ritrovare un minimo di condizione fisica ed attendere il graduale inserimento dei nuovi arrivi per mostrare nuovamente all’Italia calcistica quello spumeggiante Napoli di inizio anno che sembrava non avesse mai subito una rivoluzione in termini di modulo e di rosa. Sono bastate tre partite per far risalire tutti coloro che , recitando puntualmente il “ De Profundis “ , avrebbero dovuto preventivamente osservare l’andamento globale delle squadre di Benitez in campionato. Nel frattempo , a differenza di molti suoi colleghi che sfogano le proprie frustrazioni inveendo contro ogni accusa loro mossa ( vero Conte , Garcia e Mazzarri?) , Rafa eguaglia il record di punti di Albertino Bigon ( impresa mai riuscita a nessuno prima di adesso) col silenzio della sua infinita professionalità e sorridendo con signorilità ad ogni tipo di critica infondata e preventiva. Il tutto con l’andata dei sedicesimi di finale di Europa League da disputare contro lo Swansea questo giovedì ; altra competizione nella quale il tecnico di Madrid vuole continuare a sbalordire , in barba a coloro i quali rievocano ancora la figura di quel tecnico che , giusto un anno fa , mortificava la figura europea del Napoli contro il semisconosciuto Viktoria Plzen. Davvero niente male per un “ Signore” in procinto di far abbandonare Napoli tra qualche mese. Non vi pare?
