MAZZARRI “ARMA” IL SINISTRO: ECCO ARMERO!
Partiamo da un presupposto insindacabile: il Napoli ha fatto un affare. Con la cessione di Dossena si chiude un capitolo che ormai si trascinava stancamente da oltre un anno, e se ne apre un altro che può essere grandioso come può rivelarsi un disastro. Ma l’importante è provarci, e con Pablo Armero il rischio di successo è piuttosto alto. Per un prezzo poi abbastanza irrisorio: prestito con diritto di riscatto della metà fissato a 4 milioni, una cifra bassa vista la caratura del giocatore e la sua reputazione fino a giusto un anno fa.
Armero non ha bisogno di molte presentazioni, lo conosceranno un po’ tutti gli appassionati del campionato di serie A. Nato a Tumaco, in Colombia, il 2 novembre del 1986, cresce nell’America di Calì per poi essere acquistato dal Palmeiras. In Brasile sboccia tardi ma sboccia, attirando le attenzioni di vari club di serie A. Lo opziona il Parma, che poi lo molla perché extracomunitario, poi nel 2010 lo prende l’Udinese di Guidolin, che ne intravede subito le grandi potenzialità e lo lancia subito da titolare, ripagato da prestazioni di spessore: il colombiano si lancia a capofitto sulla corsia mancina, arrivando spesso sul fondo e servendo assist pregevoli per i compagni, senza disdegnare la conclusione da fuori area. Qualche problema nella fase difensiva, ma pian piano Armero affina anche quella, facendo leva soprattutto sulla prestanza fisico-atletica. Il secondo anno, dopo che l’Udinese ha rifiutato offerte importanti, iniziano i problemi. I bene informati parlano di un paio di grossi diverbi con l’allenatore, uno dei quali dovuto ad una serata allegra nella quale fu trovato ubriaco al volante con una ragazza non proprio immacolata al suo fianco. Inizia quindi il declino, complici le incomprensioni con Guidolin che ormai gli preferisce sempre di più Pasquale, e ha deciso di puntare su Gabriel Silva come alternativa. Da lì la cessione a prezzo stracciato.
Questo è l’unico aspetto da verificare di Pablo Armero. Se si limitano queste sue uscite brillanti siamo di fronte ad un cavallone di razza, uno che la fascia la consuma con i tacchetti e che ha anche un bel piede. Un fluidificante puro, insomma, quello che non è mai stato Zuniga e che Dossena è riuscito ad essere soltanto all’inizio della sua esperienza in azzurro. In più questo acquisto consentirà a Mazzarri un’importante variante tattica: con Armero a sinistra si potrà utilizzare Zuniga anche a destra, dando un po’ di respiro a Maggio nei momenti (sempre più frequenti) in cui avrà bisogno di tirare il fiato.
