TIFOSI SCHIFOSI

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La macchina di Bettega/Pessotto sul cruscotto/Salivi al terzo piano/Con il rosario in mano/Perché perché perché ti sei buttato sotto/Pessotto ora sei tutto rotto! Chi trova deplorevole questo coro si unisca alla schiera dei giusti, quelli che hanno ancora un briciolo di sale in zucca per rispettare il dramma di un uomo, che prima ancora di aver giocato nella Juve è un essere umano. Unitevi al coro degli indignados, potete star sicuri che ci ritroverete l’intera tifoseria bianconera, ultras (?) compresi.Giusto, giustissimo, sacrosanto. Non si scherza con le tragedie, men che meno nel corso di una partita di pallone. Dovrebbero saperlo bene proprio gli juventini, loro che più di chiunque altro sono vittime di sfottò scandalosi come quelli sull’Heysel e compagnia bella, roba che ogni nota è una coltellata. Allora perché scendere allo stesso livello di tutti gli altri profanando una tragedia come quella di Superga? Un evento che annichilì una nazione intera, non solo una squadra né tanto meno una sola città. Scandalizzarsi per i colpi bassi e per tutta risposta colpire ancora più basso è da vigliacchi, ancor più di chi colpisce e basta. È questione di dignità prima ancora che di intelligenza. Ma di questi tempi sono aggettivi il cui utilizzo scarseggia parecchio all’interno degli stadi. Ogni occasione è buona per bombardare ciò che si ha di più caro, che sia un morto o anche una strage. Morosini, il Vesuvio, l’Olocausto. Tutto fa brodo, purché i “nemici” siano demoliti nel profondo della loro anima. E stiamo parlando ancora di pallone, fino a prova contraria.Lungi dal fare le verginelle, per certi versi è anche divertente dileggiare gli avversari, a patto che si resti nell’ambito dell’originalità. Provate a cercare “striscioni  divertenti” su Google, c’è tutto un campionario di immagini da sbellicarsi. In modo sano, ci mancherebbe, perché allo stadio c’è anche chi ci va con ironia. Il problema è che sono sempre meno, il resto sembra un ammasso indistinto di animali da zoo, visto che molti impianti hanno già le gabbie a separare il tifoso dallo stadio. Di questo passo finirà che i calciatori invece delle maglie lanceranno le noccioline, e – come nella famosa barzelletta – in molti dovranno fare due biglietti: uno per entrare, l’altro per uscire.

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