AVANTI NAPOLI, BATTI UN COLPO SE CI SEI!
A dispetto del pareggio ad occhiali, Cagliari-Napoli è stata una partita ben giocata da entrambe le squadre e che entrambe avrebbero potuto vincere se solo un po’ di fortuna avesse accompagnato la giornata dei protagonisti in campo.Se si giudica la singola partita, quello del Sant’Elia è tutto sommato un buon pareggio, raccolto su campo storicamente avverso e contro una compagine che al momento precede gli azzurri in classifica, anche se di una sola lunghezza.A dirla tutta, il pareggio di ieri lascia l’amaro in bocca perché non costituisce un buon viatico per la classifica che vede l’Udinese di Guidolin staccare i partenopei che perdono ulteriormente contatto con la testa, anche se il campionato rimane più che mai aperto.Non si è visto un Napoli affamato al Sant’Elia, con il trio delle meraviglie ancora lontano dalla migliore condizione e dalle prestazioni offerte la scorsa stagione e nelle prime giornate di quella in corso.Ma vedendo il bicchiere mezzo pieno, è già stata un’impresa non aver lasciato i 3 punti agli avversari, come già successo con Chievo e Parma, dopo prestazioni sulla falsariga di quella vista ieri.Puntando l’attenzione al momento complessivo della squadra, si perviene alla conclusione che la squadra vive un momento di netta flessione, provocato forse dagli impegni incessanti e dalla forma non ancora al top degli uomini simbolo.Ma la sensazione è che manca veramente poco a riprendere la dritta via, visto che ieri il Napoli ha comunque dato dimostrazione di essere una squadra compatta e di mentalità, che non riesce però ancora a dare quelle accelerazioni e quella profondità di manovra che l’anno passato erano state connotato tipico della squadra di Mazzarri.L’impressione è che serve lo scossone, la spinta emotiva che possa ridare nuova linfa alla squadra caduta forse nel vortice della pura, proprio adesso che c’è la possibilità di vincere qualcosa.E menomale che il calendario,se da un lato è frenetico, dall’altro offre l’occasione di dare questa possibilità di trovarla questa nuova linfa vitale, quell’entusiasmo tanto caro ai tifosi e che l’anno scorso ha portato gli azzurri alla grande impresa. Mercoledì arriva al San Paolo la capolista, quell’Udinese bestia nera dei partenopei, che ad oggi è la compagine più in forma del campionato e che sta esprimendo forse il miglior gioco della penisola. Una vittoria significherebbe ridurre il gap col vertice e rimettere il Napoli in piena corsa in campionato, compensando in parte i passi falsi delle ultime partite.Al contrario la sconfitta, significherebbe un ridimensionamento delle ambizioni della squadra, non tanto matematicamente perché siamo appena ad inizio stagione, ma in quanto potrebbe venir meno quella carica agonistica ed emotiva di cui una squadra giovane come il Napoli ha bisogno per raggiungere i grandi traguardi.Se certo non si può parlare di un Napoli in crisi perché ancora in gioco per il raggiungimento degli obiettivi stagionali, quello dell’attuale momento è un Napoli al di sotto delle aspettative che non può sperare di condurre in porto partite come quelle di Cagliari con un atteggiamento offensivo svogliato, ma che deve essere più cinico ed affamato se non vuole continuare ad avere sorprese atroci come quella di Verona.Una sola vittoria in cinque partite non fanno una prova ma senz’altro devono portare a riflettere Mazzarri che avrà l’arduo compito di caricare i suo in vista del big match contro l’Udinese, che se non è la partita della vita è comunque il test della verità che ci dovrà dire se l’obiettivo scudetto potrà essere alla portata dell’undici del mister toscano. Diversamente, nella malaugurata ipotesi che non si faccia bottino pieno, sarà tempo di autocritiche e di mea culpa in primis da parte del tecnico e poi dei giocatori, soprattutto di coloro che quest’estate, considerati punta di diamante dalla società, stanno dando veramente troppo poco a dispetto dell’importanza che la stagione ha per la società e l’intera città.Contro i friulano non è la partita del dentro o fuori, ma senz’altro un crocevia importante per capire il reale valore della squadra costruita con tanta sagacia ed abnegazione da De Laurentiis, Bigon e Mazzarri, che ora come ora sembra aver disatteso le aspettative di chi l’aveva disegnata tanto perfetta sulla carta ma che ora sta palesando gravi ed incomprensibili lacune sul piano fisico e caratteriale. Vedremo se gli azzurri sapranno uscire fuori da questa situazione a testa alta e con il sostegno di un San Paolo che, al contrario, non sembra mai disattendere le sue promesse.
