NAPOLI-UDINESE 6-5-84 (2-1)
In Città era cominciata a girare la voce che il Napoli aveva intenzione di acquistare Diego Armando Maradona, ma il tutto sembrava più un sogno che una possibile realtà. Nel frattempo però, c’era ancora la salvezza da conquistare, anche se ormai era a portata di mano. La stagione 1983 –1984, tormentata come quella precedente stava finalmente per finire, datosi che si era giunti alla penultima giornata. Tornato in sella in qualità di Direttore Generale, Antonio Juliano aveva scelto come allenatore Pietro Santin, che ben si era comportato in B con la Cavese. Le cose però non erano andate per il meglio, e dopo una sconfitta casalinga con l’ Inter ( 0 –2 ), si era deciso di richiamare Rino Marchesi, che tanti bei ricordi aveva lasciato nei due anni trascorsi in riva al Golfo. La squadra, pur non trascendentale, con un Krol sul viale del tramonto e con il solo indimenticabile Dirceu come giocatore di classe superiore alla media, aveva rialzato la testa, e si presentò al cospetto dell’Udinese di Zico forte di un vantaggio di due lunghezze sulle terzultime della lista ( Genoa e Lazio ), tenendo presente che la vittoria valeva ancora due punti. I friulani, che nelle loro fila vantavano elementi del calibro di Causio, Mauro ( si proprio lui, il commentatore di Sky e futuro azzurro ), Virdis, oltre che al fenomenale brasiliano Zico, uno dei più grandi della sua epoca, ed erano ancora in lotta per un posto in coppa U.E.F.A., che al tempo aveva un fascino ed un prestigio maggiore dell’attuale Europa league. Sotto il classico sole napoletano di tarda primavera, così si schierarono le squadre in quel 6 maggio 1984 : Napoli con Castellini, Bruscolotti e Boldini. Frappampina, Krol e Ferrario. Celestini, Dal Fiume, Pellegrini, Dirceu e De Rosa ( 66° Caffarelli ). L’ Udinese ribatteva con : Brini, Galparoli, Cattaneo, Gerolin, Pancheri e De Agostini. Causio, Marchetti, Mauro ( 66° Pradella ), Zico e Virdis. Comincia il match, ed il Napoli parte subito a spron battuto. Dopo soli sette minuti, agli azzurri viene concesso un penalty per un fallo ( dubbio per la verità ) sul povero De Rosa, attaccante capellone estroso ma un po’ incostante. Già dal campionato precedente, rigorista designato degli azzurri era Moreno Ferrario, stopper tanto implacabile nel segno della classica marcatura ad uomo di italica scuola, quanto persona seria e corretta fuori dal campo. Da Varese arrivò giovanissimo ( a soli 18 anni ) nel 1977, ed a Posillipo si fermerà per ben 11 anni, sino al 1988, vincendo lo scudetto e la coppa Italia nel 1987. Le sue battute dagli undici metri erano in genere secche e a mezza altezza., praticamente imparabili per i portieri. Complessivamente in due stagioni su 7 rigori tirati, ne sbagliò soltanto uno, per l’appunto quello sovra citato, con la sfera terminata altissima ( simile ad un calcio da fermo nel rugby… ) dalla traversa. Gli uomini di Marchesi però non si perdono d’animo, ed al 13 ° passano in vantaggio. Ecco come : punizione liftata battuta dall’indimenticabile Dirceu, e colpo di testa un po’ sporco del guerriero Frappampina, con la sfera che lemme lemme si avvia ballonzolando alle spalle del sorpreso Brini. L’Udinese prova a reagire, sfiora in due occasioni il gol, ma il risultato non cambia sino al 75°, quando l’ arbitro Mattei di Macerata concede un secondo rigore al Napoli, per fallo su Claudio Pellegrini. Breve conciliabolo fra Marchesi e Ferrario, e Moreno si convince a ritentare dal dischetto. Stavolta la sua battuta è perfetta, ed il 2 –0 è cosa fatta. Solo per le statistiche servirà il gol degli ospiti, realizzato da Pradella nel finale, che sancirà oltre al definitivo 2 –1 a favore del Napoli, pure la salvezza matematica per gli azzurri. D’ ora in avanti non si parlerà più di retrocessione, ma solo di coppe e scudetti. Stava per scendere in riva al Golfo il nuovo Dio del calcio…
STATISTICHE
L’ ultimo Napoli – Udinese della sera del 17 aprile 2011, ha in pratica decretato la fine delle speranze azzurre di poter agganciare in testa il Milan, dopo quel match lontano oramai di 6 punti. Curiosamente un futuro ( Gokhan Inler con un gran tiro da fuori al 55° ) ed un ex – azzurro ( German Denis al 61 ° ) hanno firmato le due reti del 2 –1 con il quale l’ Udinese ha conquistato la sua quarta vittoria in assoluto a Napoli. Dopo un penlaty fallito da Cavani, Peppe Mascara siglò il gol della bandiera al 95°. I pareggi sono stati 10 ( l’ ultimo lo 0 –0 del 19 –09 –2009 ), mentre il Napoli non vince dal 3 febbraio 2008 ( 3 –1 con doppietta di Lavezzi al 74° ed al 75° ). Sono da allora passati quasi 4 anni. Sarà giunto il momento di far tornare scornate le “ zebrette “ in Friuli ?
