MASSIMO MAURO SUL CALCIOSCOMMESSE: "TOLLERANZA ZERO PER CAMBIARE CULTURA"
Nella sua rubrica Visti dall'ala dal sito di Repubblica, l'ex centrocampista del Napoli Massimo Mauro commenta gli avvilenti sviluppi della vicenda-Calcioscommesse e opina su quelli che potrebbero essere i rimedi per prevenire definitivamente simili scandali in futuro: "Non sono d'accordo con il premier Mario Monti: il calcio non andrebbe fermato ma riformato. Ormai in Italia siamo arrivati ad un punto di non ritorno. Questo calcio non è più divertente anche se poi per nove mesi ci illudiamo che tutto vada bene, che basta rotoli il pallone per cancellare tutto. La botta del calcioscommesse è stata dura, durissima, difficile da sopportare. Nessuna pietà per quei calciatori che hanno scommesso anche un solo euro, e non mi interessa se contro o a favore della propria squadra: punizioni esemplari, che quei giocatori non si vedano più su un campo di gioco. Ma non basta a risolvere i problemi in cui è caduto il nostro calcio. Dobbiamo cominciare a cambiare la cultura in cui è sprofondato questo sport. Non solo tolleranza zero contro i ladri, che mi sembra ovvia, ma anche contro quegli atteggiamenti antisportivi ai quali ci siamo assuefatti. Basta con quelle scandalose partite di fine stagione dai risultati annunciati. Buffon ha denunciato il problema ma ha dimenticato di condannarlo. Non si devono più accettare spettacoli come quel Lazio-Inter di due anni fa con la squadra biancazzurra chiaramente costretta a perdere dai tifosi, con la Roma penalizzata nella corsa scudetto e nessuno ha detto nulla. O con le tante sorprese di squadre blasonate sconfitte da formazioni in lotta per la retrocessione (ha fatto storia un Milan-Reggiana di tanti anni fa…). E mi ci metto dentro anch'io: quando giocavo ricordo perfettamente come a fine stagione tante partite le ho affrontate senza il dovuto impegno per non penalizzare colleghi che mi chiedevano di non infierire. Ho sbagliato, lo ammetto. Nello sport non ci dovrebbe mai rinunciare all'impegno massimale per raggiungere la vittoria. E contrario all'etica, è li che comincia tutto, che si cominciano a sgretolare i muri della morale. Vogliamo ripartire? Bene, quello deve essere il primo passo: tolleranza zero anche per i risultati annunciati, le sfide a saldi di fine campionato, le gare decise dai tifosi. Rispetto delle regole, sempre e comunque".
V.G. (repubblica.it)
