EL MOTA GARGANO SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI

Walter Alejandro Gargano in arte “El Mota” è un giocatore su cui la platea si spacca. Corridore instancabile, è il polmone della squadra, motorino di centrocampo dicono alcuni… Si ma i piedi? Recupera tanti palloni ma sbaglia altrettanti passaggi, non è un vero regista rispondono altri. Fatto sta che lui, da quando ha messo piede in questa squadra, è entrato nella rosa dei titolari e non ci è mai piu' uscito. Ed a ragione secondo il sottoscritto. La cosa che però non è condivisibile è come mai Gargano è così indispensabile che tutti gli allenatori che si sono avvicendati il buon Edy prima, l'ermetico Donadoni e l'esplosivo Mazzarri poi non sono mai riusciti a fargli tirare un po' il fiato? Questo tipo di situazione accompagnata da un bel caratterino ha fatto aumentare l'autostima del calciatore tanto da farlo sentire “intoccabile”.Tornato dal Mondiale si è presentato in buona forma ed ha sfoderato delle buone prestazioni dove, soprattutto nella partita vittoriosa a Marassi, ha mostrato di avere oltre a delle straordinarie capacità dinamiche, anche un ottimo piede con alcuni lanci ed assist al bacio per Hamsik.

Lavezzi in primis, Cavani ed Hamsik poi sono l'anima di questa squadra. Ma, a dire il vero, quando “El Mota” non gira la squadra sembra andare con il freno a mano tirato. Si, quando Gargano è in forma è un giocatore insostituibile che corre, raddoppia, gioca a tutto campo ed, alle volte, ha anche il piede abbastanza caldo. Capita, però, quest'anno che Mazzarri, da allenatore attento e reattivo qual'è, vedendolo sotto tono in alcune partite, ha cominciato a richiamarlo in panchina a partita in corso. La sostituzione piu' fresca è stata quella al San Paolo contro il Milan. Il centrocampista uruguagio esce dal terreno di gioco molto nervoso, non accettando la sostituzione togliendosi la maglia nell'andare verso la panchina. Qualche occhio piu' attento ha notato un piccolo taglio sul volto di Gargano che, per il colpo subito, va a protestare con l'arbitro Rizzoli. Si è giustificato il suo nervosismo con quell'episodio e forse anche la sostituzione di Mazzarri che ha visto un calciatore molto nervoso che era meglio togliere dal campo. In settimana il calciatore non si è allenato molto con la squadra per un piccolo problema fisico ma a Brescia c'è e, per poco, non lascia la squadra in dieci rischiando di compromettere la partita. E' vero, il fallo è stato inventato dall'arbitro ed il giallo era eccessivo ma quella protesta ha dell'incredibile. Pallone lanciato a terra, braccia che mandano platealmente a quel paese l'arbitro che, per fortuana e con molto buon senso, non espelle il calciatore. Cosa sta passando nella mente di Gargano lui solo lo sa ma certo è che quest'atteggiamento non è positivo. Forse le sostituzioni stanno scalfendo la sua psiche? Non si sente piu' quel giocatore insostituibile che credeva di essere? Forse sente franare il terreno sotto i suoi piedi ma, fatto sta, che Gargano appare molto nervoso e se non fosse stato per il buon senso di Valeri e per gli interventi di capitan Cannavaro e di Lavezzi, sempre piu' leader di questa squadra, avremmo rischiato di non vincere la scorsa partita. Allora spetta all'altro Walter, il toscano noto per il suo dialogo con i calciatori e la sua capacità di essere anche psicologo, di rigenerare mentalmente il mediano azzurro attraverso quelle chiacchierate terapeutiche che solo lui sa impostare. Lui che ha rigenerato gente come Cassano, Pazzini, Grava, Aronica e lo stesso Pazienza deve ora intervenire per far riprendere questo calciatore che sarà fondamentale per il proseguimento della stagione azzurra. Giovedì ci sarà l'occasione della vita, una grande vetrina, per tutti… Dai Gargano, rimetti il turbo.

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