PAROLA D’ORDINE: MIGLIORARE!
Se a Firenze il bicchiere era indubbiamente mezzo pieno, stavolta non può che essere mezzo vuoto. Con una seconda giornata di Serie A che ha visto soccombere tutte le big tranne l’Inter, il Napoli si presentava per l’esordio stagionale al San Paolo nei panni del pescatore, ed invece si è ritrovato imbrigliato nella rete di Ventura. Alla fine gi azzurri hanno rischiato anche di vincerla la partita, ma sarebbe stato francamente immeritato considerando che De Sanctis ha tolto le castagne dal fuoco per almeno due volte. E così è pari e patta, con un Napoli che non è certo il festival della birra, e con i pugliesi che dal canto loro non ricordano neanche lontanamente il calcio champagne. Nella cornice di un San Paolo che non regala il solito colpo d’occhio, l’2-2 è forse figliastro dei troppi viaggi in giro per il mondo di Lavezzi e soci a difendere i colori delle nazionali, ma questo è il prezzo della fama e, soprattutto, l’altra faccia della medaglia di una squadra composta da calciatori di livello internazionale. Ed è così che quella che doveva essere una tranquilla serata di fine estate si trasforma in sofferenza, e non tanto per quanto messo in campo da un avversario a tratti anche stucchevole. Forse questa prestazione era già nell’aria, chissà. Per informazioni al riguardo chiedere ai trentamila che stasera a Fuorigrotta non si son visti, o a chi ha tappezzato la città con manifesti di protesta solo qualche giorno or sono. Fatto sta che bisogna ancora lavorare, perché questa sera al San Paolo sono state più note dolenti che intonate: fino alla rete di (uno splendido) Cavani, in pratica fino alla mezz’ora, il Napoli è sembrato un pugile alle corde, incapace di trovare le misure al tedioso ma a quanto pare efficace palleggio dei galletti. Difesa distratta, che ha mostrato troppo spesso il fianco. Merita un elogio Edinson Cavani, tutta classe, movimento e sacrificio. Oltre che gol, ovviamente. L’uruguaiano ha completamente eclissato Quagliarella, che ormai tra i tifosi è meno di un ricordo sbiadito. Ma tornando alle cose che contano davvero, giovedì è solo tra quattro giorni: Napoli, l’Europa non perdona
