ARRIVA LUCARELLI, NON SOLO IL COCCO DEL MISTER

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Quando si tratta del Napoli, anche le trattative apparentemente più scontate riservano delle sorprese. Tira e molla, depistaggi ad arte ed improvvisi quanto fulminei ritorni di fiamma, fino alla positiva conclusione della trattativa quando stavano girando i nomi più improbabili. Così come accaduto per Cavani, è stato lo stesso anche per Cristiano Lucarelli, che fino all’altro giorno sembrava il nuovo nemico giurato di De Laurentiis. Tutta scena, si aspettava solo l’addio di Denis per andare a chiudere una trattativa che forse addirittura non è mai stata in discussione. Sembra il gioco dell’estate, in casa azzurra, rendere ogni acquisto avvincente come un film. Anche divertente se vogliamo, seppur mortalmente snervante. Insomma, alla fine Lucarelli è del Napoli, fresco ufficializzato dai vertici azzurri: prestito secco con diritto di riscatto. Peccato per Pià, che non è rientrato nella trattativa e quindi resta sullo stomaco a Bigon, che ora dovrà trovare il modo per piazzarlo. Con Pià al Parma sarebbe stato l’affare perfetto, perché oltre alla quarta punta che serve a Mazzarri ci si sarebbe liberati anche di un pesante esubero.

In ogni caso, nonostante l’età Lucarelli resta un acquisto intelligente e utile. Intelligente perché a costo zero non grava sul bilancio partenopeo e lascia qualche soldino per un eventuale colpaccio finale (probabilissimo in caso di Europa League, checché se ne dica) completando il reparto con la quarta punta che chiedeva Mazzarri. Utile perché rinforza il Napoli con uno che ha caratteristiche completamente diverse dalle altre punte al servizio del mister. Non pretende il posto da titolare, tutt’altro, ma si propone come ideale prolungamento del tecnico all’interno dello spogliatoio. Lucarelli non è più il fulmine di guerra di qualche anno fa, ma di certo potrà dare un apporto prezioso in caso di defezioni oppure a partita in corso. Soprattutto, molto più di Denis, accetterà ogni scelta del mister senza fiatare, sgravandolo di un grosso peso decisionale in una rosa già zeppa di potenziali titolari. Un acquisto prezioso, quindi, che potrebbe rivelarsi il “ventiduesimo” perfetto.

Non ha bisogno di grandi presentazioni Cristiano Lucarelli. Nato a Livorno il 4 ottobre del ’75, fin dalle prime apparizioni in B dimostra di essere un centravanti di valore, potente e concreto come pochi alla sua età. Ventinove gol in B fra il 95 e il 97, prodezze che gli valgono la chiamata in A (con l’Atalanta) e in Under 21. Dopo un passaggio meteorico al Valencia, torna in Italia al Lecce, dove in A segna 27 reti in due anni. Poi l’approdo al Torino, il molo da cui salpa la parte più importante della sua carriera: a 28 anni arriva al Livorno, la squadra del suo cuore, per la quale accetta di dimezzarsi lo stipendio e scendere di categoria. Chi non ricorda il “tenetevi il miliardo”, motto di Cristiano da cui è scaturito anche un libro? Oltre ad essere una scelta di cuore, Livorno si rivela anche una decisione clamorosamente efficace per la sua carriera: 29 reti il primo anno (in B), 24 il secondo in massima serie, titolo di capocannoniere ed esordio in Nazionale, con la quale alla fine conterà 6 presenze e 3 reti. Nei due anni successivi altri 39 gol (e 4 in Europa, traguardo storico che il Livorno ha raggiunto grazie a lui) gli valgono un contratto faraonico dallo Shaktar Donets, in Ucraina. Qui gioca poco e non si ambienta, finendo per desiderare il ritorno in Italia. Lo accontenta il Parma, dove resta una stagione e mezza segnando altri 16 gol fra A e B. Infine, lo scorso anno, il ritorno al Livorno, in prestito, dove si lascia trascinare dal marasma generale ma riesce comunque ad arrivare in doppia cifra. Tornato a Parma era palesemente un indesiderato, a Napoli Mazzarri lo vuole sicuramente di più. Ora sta a lui dimostrare di non essere solo il “cocco del mister” ma anche qualcosa in più per questo Napoli.

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