IL NUOVO DIRETTORE GENERALE MARCO FASSONE SI PRESENTA
CastelVolturno – Alle 16 precise arriva l’auto con il nuovo direttore generale del Napoli Marco Fassone. Ad accompagnarlo il presidente De Laurentiis ed il responsabile del marketing Alessandro Formisano. Il presidente fa da Cicerone ed accomapagna il nuovo manager all’interno del centro di CastelVolturno mostrandogli con fierezza la sede sociale, il campo di gioco e tutto quanto presente attualmente al centro. Continua, quindi, il processo di crescita della società e si va a colmare l’ultima figura lasciata vacante dopo l’addio del factotum Marino.
Presidente ci spiega la scelta di Fassone? “Vi avevo detto che saremmo andati per gradi, c’è stato Bigon come direttore sportivo, potevamo andare avanti noi finchè non avremmo trovato la persona giusta. Tra i vari candidati valutati abbiamo scelto il dott. Fassone che aveva gran voglia di venire e poi ha delle qualità enormi e sono convinto che sia la persona giusta.”
Cosa l’ha spinta a Napoli dottor Fassone? “La città e la squadra sono risposte scontate. Sul piano professionale credo che il Napoli sia la squadra italiana con maggiori prospettive, ha i migliori margini di crescita. La parte personale che è altrettanto determinante, mi ha spinto verso De Laurentiis che è il più “ visionario” dei presidenti che ci sono in serie A, visionario nel senso buono. Ha le migliori idee, non sopporta che gli si dica non si può fare perché non si è mai fatto così. Se ci sono delle idee si possono realizzare.”
Quali gli ambiti e quali le strategie? “Vorrei prima conoscere tutto ma ovviamente ho tante idee e tanti progetti ma devo essere un direttore dei fatti e non delle parole. C’è tanta voglia e tanto entusiasmo.”
Alla Juventus erano terminati gli stimoli? “I contatti con il Napoli c’erano già stati la scorsa estate. Questo è il periodo migliore per il mio arrivo perché in autunno del 2009 era importante che completassi il lavoro iniziato a Torino. Ora inizia una nuova stagione mentre a Torino era terminato un progetto”.
Cosa si può fare qui che non ha fatto in passato? “Nei setti anni e mezzo alla Juve ho gestito tante persone, oltre 30, il progetto del nuovo stadio, lo sviluppo economico della società. Il mio tentativo sarà quello di sfruttare il tempo in cui starò qui per far insidiare il Napoli tra le prime 4 squadre italiane stabilmente non solo dal punto di vista calcistico ma anche societario”.
Quali fattori emozionali l’hanno spinta ad intraprendere questa nuova sfida? “Il primo è molto personale: ho fatto per tanti anni l’arbitro e quando facevo la serie C, essendo torinese, ho girato molto in Campania agli inizi del 2000 e ricordo che chiedevo ai miei designatori di andare in Campania perché il calcio vissuto qui è diverso da qualsiasi altra destinazione. L’altro motivo è che per un torinese, mettersi alla prova a 46 anni, è una sfida importante perché vorrei cercare di trasferire qui le mie esperienze.”
Come pensa di articolare lo sviluppo sportivo e lo sviluppo economico? “La mia presenze è di coordinamento, rispetto a tutte le altre squadre, qui c’è una struttura di professionisti del settore di grande qualità. Il mio contributo sarà quella di aggiungere esperienza ad un mosaico già molto ben strutturato.”
Presidente è la prima volta che il Napoli prende un dirigente alla Juventus, sta cambiando la storia? “No perché i contatti come diceva prima il dr. Fassone sono iniziati la scorsa estate ma dato che alla Juventus c’era ancora tanto da fare per lui, quando i tempi sono maturati ho chiesto il placet alla Juventus, con la cui dirigenza ci sono ottimi rapporti, ed ora si è materializzato il passaggio.”
Ha messo in preventivo che il presidente è uno vulcanico? “Assolutamente, io condivido il suo pensiero. Mi fa piacere avere al mio fianco uno così attivo e propositivo piuttosto che uno freddo e distaccato come è capitato anche in passato”
C’è un piano di sviluppo internazionale? “Uno dei miei rimpianti alla Juventus è quello che avrei potuto fare meglio il mercato internazionale, a Napoli come diceva il presidente si è fatto benissimo il marketing. A Napoli si può fare molto bene anche nel mercato internazionale per incrementare la notorietà del Napoli anche nei mercati asiatici e negli Stati Uniti”
Lo stadio San Paolo, come lo immagina in futuro? “E’ uno stadio che ha dei margini di miglioramento. Dovremo fare delle valutazioni più approfondite su come migliorare questo stadio, dobbiamo valutare però se ristrutturarlo, come farlo o pensare nuove soluzioni. Presenta delle aree di miglioramento, ma come si materializzeranno è troppo presto per dirlo.”
Presidente con l’arrivo di Fassone si è concluso l’assetto societario? “No, non si concluderà mai perché le cose cambiano noi siamo un società in fieri ed a seconda dei progetti che vorrà realizzare dovremo incrementare l’organico con altre figure professionali.”
Presidente, il sistema calcio è un work in progress ma lo stadio avrà sempre un ruolo primario? "Noi ora ci troviamo qui grazie agli investimenti del calcio virtuale del gruppo di Murdoch e Berlusconi perché senza di loro qui non ci saremmo stati, ma oltre al romanticismo bisogna fare i conti con la realtà, ci vuole concretezza e pragmatismo cose che riguardano l’industria e l’industria del Calcio è molto affascinante, io sono eccitatissimo. Con Formisano stiamo pensando come focalizzare intorno al Napoli Calcio i bambini di tutt’Italia. Io sono qui perché non penso che il Calcio sia sport e basta come è stato fino ad oggi e per questo ringrazio la FIGC ma per il “calcio industriale” non abbiamo ancora iniziato!”
In chiusura dottor Fassone, un pensiero per i tifosi? “Mi emoziona non poco perché uno dei fattori anomali è che la Juve è una realtà straordinaria ma non cittadina. Mi affascina essere a Napoli che è una città che si ferma per il calcio c’è un empatia perfetta tra la squadra e la città. Mi dovrò adattare presto…” Presidente dopo Denis all’Udinese, c’è qualcosa che ci può dire? “Sono valutazioni che si fanno con grande serietà e Denis ed il suo procuratore non devono fare troppo i furbi perché se si tira la corda, questa prima o poi si spezza. Denis non fa più parte del Napoli, non c’è più spazio per lui quindi al posto suo cercherei di giocare altrove senza chiedere più di quanto l’Udinese può pagare perché poi vorrebbe tornare a Napoli. Mi dispiace per Denis perché è una persona per bene che l’anno scorso ho anche difeso ma i procuratori non devono fare i furbi”.
