NAPOLI: TORNA A SPLENDERE IL SOLE!

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Napoli – Immobilismo? Macché.. Strategia? Forse. Anzi, sicuramente. Il primo vero colpo del mercato italiano è firmato, tanto per cambiare, Aurelio De Laurentiis. Il presidente azzurro non si è tirato indietro, e a suon di soldoni ecco a voi Edinson Cavani, servito su di un piatto d’argento che vale la bellezza di 16 milioni di euro. E se questa è solo la prima portata, l’antipasto, figuriamoci tutto il resto. Potrebbe anche darsi che il patron abbia deciso di iniziare con la pietanza più succulenta, ma con la consapevolezza che poi tutto il pasto avrebbe assunto un sapore diverso. “Napoli, fidati di me.. – aveva tiepidamente tuonato il patron solo qualche giorno addietro, cercando di tranquillizzare i tifosi indispettiti da un presunto immobilismo della società azzurra sul mercato – Sappiamo quello che stiamo facendo. Interverremo al momento opportuno, compatibilmente con le nostre risorse e le esigenze tecniche. Ma guai a spostare l’occhio dal bilancio, l’ambizione primaria dovrà essere quella di tenere i conti in equilibrio”. Una sicurezza tipica di chi ha già piazzato il colpo in canna, pronto ad esploderlo al momento opportuno. Ed ecco che il diktat-De Laurentiis ha preso forma concretamente e rapidamente, passando dai proclami ai fatti: fuori Hoffer, volati in Spagna Contini e Datolo, trovata una sistemazione per Denis e molto probabilmente anche per Cigarini, e soprattutto messi in stand-by gli altri che non fanno più parte del progetto, ecco che il mercato in entrata si è sbloccato. Ma non con un acquisto qualsiasi; perché si sa, quando si muove De Laurentiis, non lo fa mai in maniera banale. Il presidente ha dato prova di voler costruire un Napoli vincente, in Italia ed in Europa. Lo dimostrano gli investimenti dello scorso anno, oltre 56 milioni. Lo dimostra il primo colpo di quest’anno, Edinson Cavani, che costerà alla società azzurra 5 milioni nell’immediato, più 11 milioni spalmati nei tra anni successivi, per un totale di 16. Senza contare il milione e mezzo di ingaggio al giocatore, che arriverà ad 1,9 nel corso dei 5 anni di contratto. “Napoli, fidati di me”. E c’è davvero da fidarsi, senza ombra di dubbio..

Questione di strategia – “Nella gestione passata sono stati sbagliati i contratti, che ci hanno appesantito il bilancio, per questo ora stiamo cercando di fare pulizia”. Parole, quelle rilasciate dal presidente nei giorni di presunto empasse del suo Napoli, che pesano come un macigno su Pierpaolo Marino. Aria nuova è stata portata in riva al golfo da Riccardo Bigon, complice se non principale artefice della mossa a sorpresa che ha vestito d’azzurro il centravanti ex Palermo. Tra un vertice di mercato e l’altro, il d.s. aveva le idee già chiare fin dall’inizio. “Fred? Lo seguiamo con attenzione..”, “Gilardino? Mi piace molto ma per ora non vi posso dire altro..”. Ancora: “Matri? un grande attaccante italiano, con l’identikit giusto per rientrare nei nostri interessi. Maxi Lopez? Non faccio trattative sui media..”. In realtà Bigon aveva già scelto, e quelli che si possono definire veri e propri depistaggi del d.s. hanno permesso che l’affare Cavani maturasse dietro le quinte, senza la pressione insistente dei media.  Enchanté monsieur Bigon..enchanté!

I tifosi – Solo fino a qualche giorno fa lo scetticismo regnava sovrano. “Il presidente non vuole investire”, “il progetto si è fermato sul più bello” sono solo alcune delle frasi che si sentivano rimbombare tra le strade ed i vicoli della città, nei bar davanti ad una tazza di caffè o mentre si acquistava il giornale dall’amico edicolante. E poi, d’un tratto, ecco rispuntare quei bei sorrisi a trentadue denti: “Cavani è nostro, che colpo!”, “Grande presidente!”, e così via, a confermare per l’ennesima volta la volubilità della piazza partenopea. Il buonumore è così tornato tra il popolo dei tifosi azzurri, evidentemente abituati male dalle spese a dir poco sconsiderate della precedente gestione, e fin troppo ansimanti di fronte ad un immobilismo solo presunto, ma che nella nuova società De Laurentiis bis (o post-Marino..) risponde al nome di oculatezza.

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