SCUSATE SLOVACCHI, IL NONNO NON HA PRESO LE SUE PILLOLE
La cosa più triste è che alla fine ottiene sempre quello che vuole lui. Perché facciamo tutti il suo gioco. Lo facciamo noi cittadini italiani che ci vergogniamo delle sue affermazioni deliranti come se fosse uno di noi; lo facciamo noi forme di vita intelligenti dando peso a ciò che dice come se facesse parte della nostra specie; lo facciamo noi giornalisti sparando a tutta pagina le sue idiozie, come se avessero la stessa rilevanza di quelle di altri uomini politici degni di un alone di stima. Siamo tutti attori inconsapevoli dello spettacolo di burattini messo in scena da Umberto Bossi e i suoi tirapiedi con il deliberato intento di destabilizzare una nazione intera, buoni e cattivi, senza esclusione di pecora. E visti i risultati direi che ci sta riuscendo benissimo.
Non per scomodare altri geni malati della storia politica, ma il decorso del tumore leghista ricorda da vicino quello di un’altra piaga che incancrenì l’Europa per diversi decenni. Lo stesso esordio sensazionalistico, gli stessi proclami populisti che attecchiscono sui pregiudizi latenti di omini ignoranti che non sono mai usciti dal loro squallido paesino, deviazioni mentali che cavalcano l’esasperazione derivante da una drammatica crisi economica. Lo stesso modo di rosicchiare preferenze al proprio stesso schieramento politico col malcelato intento di spodestarli non appena le congiunture siano favorevoli, con un governo che un po’ alla volta si china a richieste sempre più pretenziose e vessatorie. Ed il contorno di un’opinione pubblica che scandalizzandosi come facciamo noi tutti, alle loro dichiarazioni bellicose, non fa altro che esaltare ulteriormente gli esaltati e compattarli ai piedi di quel folle e aberrante ideale.
Ciò che stupisce è che glielo lasciamo fare, senza muovere un dito, urlanti e strepitanti ma inermi di fronte a chi sta provando a violentare la nostra libertà. Se i nostri governanti (e chi li vota) avessero mai aperto un libro di storia in vita loro, vedrebbero chiaramente quello che sta accadendo, e provvederebbero immediatamente a rinchiudere questi quattro deviati in una casa di cura e a gettare via la chiave. Invece li hanno invitati al party, in casa nostra, in una casa in cui non si riconoscono, lasciandogli modo e spazio per imbrattarla di letame. Di maneggiare i nostri soldi come se fossero soltanto i loro, di cambiare il regolamento condominiale come nessuno (o quasi) aveva mai provato a fare in 150 anni di onorata attività. E poi ci meravigliamo se questo pazzoide ci fa vergognare in mondovisione? Non è un cretino, credetemi, la sa più lunga di tutti noi messi insieme, e ce lo sta dimostrando aizzando tutti noi contro tutti loro.
Con questo articolo abbiamo infranto una delle regole non scritte del calcio, esplicitata alla perfezione da Ringhio Gattuso qualche giorno fa: lo sport non si immischia nella politica, perché non ha né la competenza né i mezzi adatti per entrare in simili discorsi. Ma lo stesso dovrebbe valere anche per i politici con il calcio, nonostante questi strilloni della Lega pare che se ne siano dimenticati. Guarda caso, Calderoli Bossi e i loro leccaculo hanno approfittato proprio di una manifestazione planetaria per riversare quel disgustoso veleno verde sulla nazione che tanto odiano. Ma se ci detestano tanto perché ci tengono tanto a renderci partecipi del loro pensiero, invece di restare chiusi a Pontida a vomitare fra di loro quelle adorabili (scusate il termine adorabili) cazzate?
