AAA CERCASI MEDIANO

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È tempo di mercato. Dobbiamo prepararci: arriveranno alle nostre stanche orecchie decine e decine di nomi. Già sono tanti infatti, i nomi accostati al Napoli, quelli proposti dai vari procuratori, dai vari presidenti, quelli che senza nessun pudore si auto propongono, quelli che infine annunciano più cinematograficamente che altro, i dirigenti azzurri. È inutile nasconderci che l’acquisto che fa e che farebbe più audience, l’acquisto che molto verosimilmente si protrarrà fino alla fine dell’estate è quello del tanto ricercato bomber. Non c’è dubbio. Non c’è altrettanto dubbio che è il grande attaccante a scaldare le piazze, ad accendere gli animi dei tifosi i quali, accecati dall’arrivo del nuovo eroe che sicuramente farebbe dormire loro sonni più tranquilli, si priverebbero di qualsiasi cosa, cibo compreso, pur di assicurarsi un abbonamento o quanto meno il maggior numero possibile di presenze allo stadio. Senza badare a spese. Alla faccia della crisi. Però, noi che dovremmo fare un’analisi lucida ed oggettiva, abbiamo l’obbligo di tirarci fuori da quella foga e da quell’entusiasmo che contraddistinguono il tifoso.

Dobbiamo dunque immediatamente dire che l’acquisto di un centrocampista, che ci perdonino i tifosi questa apparente bestemmia, potrebbe addirittura essere la vera priorità. Perché se è vero come è vero che i pur sempre talentuosi attaccanti azzurri sono stati quest’anno tutt’altro che prolifici, lo è altrettanto il fatto che un buon attacco senza un buon centrocampo non ha la vita facile. Con questo non vogliamo dire che il centrocampo napoletano non sia valido. Tutt’altro. Il problema è questo: il gioco di Mazzarri, che prevede tre attaccanti (Hamsik compreso) con le due fasce che spingono, necessita di due incontristi che recuperano palla e coprono la difesa. Un regista vero con i piedi buoni, come Cigarini, non può trovare spazio nella mente del mister. D’altro canto due giocatori come Gargano e Pazienza, incontristi instancabili protagonisti comunque di un’ottima annata, non possono assicurare quella qualità che (anche senza un regista puro) è necessaria per la costruzione di un buon gioco che è il primo vero passo di un’azione da concludere in rete. Ciò che serve a questo Napoli è quindi il classico centrocampista che si ama definire “di qualità e quantità”.

Il primo nome accostato al Napoli che avrebbe le caratteristiche necessarie è quello di Tiberio Guarente, centrocampista dell’Atalanta. Sicuramente un giocatore giovane, classe ’85, da far maturare e crescere in azzurro. Ha dimostrato di possedere buone potenzialità, questo è certo, è un buon giocatore, questo è sicuro, ma…ci domandiamo ansiosamente, è l’uomo giusto? È quel giocatore che darebbe sicurezza al centrocampo  e che giocherebbe da titolare la maggior parte delle partite della stagione oppure finirebbe per essere una pur lussuosa riserva dei soliti ma inadeguati Gargano e Pazienza?  A quanto pare anche De Laurentiis e Bigon sono afflitti dallo stesso dilemma dato che qualche tempo fa l’affare sembrava concluso e ora come diciamo noi altri a Napoli “tengono in mano”. Ebbene chi altro potrebbe fare al nostro caso? Probabilmente il massimo (tutto è relativo) potrebbe chiamarsi Angelo Palombo. Forte fisicamente, bravo ad interdire, ottimo piede, capace anche di esibire gol di pregevole fattura. Poche possibilità però che venga a Napoli: con la Samp in Champions forse potrebbe andar via solo se davvero, come pare, segurirà Marotta alla Juve. Oltre ad avere un costo piuttosto elevato, non dimentichiamocene. Gokhan Inler, 26 anni a breve, potrebbe essere un obiettivo maggiormente raggiungibile. Il calciatore dell’Udinese, che corrisponde perfettamente al centrocampista “mazzarriano”, potrebbe essere un bel colpo. Bello e giusto. Però si ripropone instancabile il solito vecchio ostacolo: è troppo caro, o almeno tale lo definisce  De Laurentiis. Recentemente tuttavia non si è dimostrato un affare impossibile poiché Pozzo ha dimostrato più che un interesse verso German Denis, che potrebbe ricoprire perciò, ahilui, il ruolo di pedina di scambio. Un altro candidabile, che ci apprestiamo ad aggiungere alla nostra personalissima lista della spesa, si chiama Sergio Almiron. È infatti un buon centrocampista che unisce alle sue qualità una buona dose di esperienza, come ci ricorda spietata l’anagrafe. Il trentenne argentino, di proprietà della Juventus, non sembra essere destinato ne ai bianconeri ne al Bari dove ha disputato una buona stagione; potrebbe rivelarsi perciò per il Presidente un buon affare, economico e conveniente. Un’altra alternativa, seguita da tempo dalla dirigenza azzurra, è l’interessantissimo Asamoah, ancora Udinese. Giovane, forte e veloce, malgrado le sue 21 primavere, ha già dato prova delle grandi doti di cui dispone. Anche lui, a differenza del suo compagno di squadra già nominato, non dovrebbe costituire particolari sforzi economici. Tanto per ripresentarci presso la bottega doriana, scriviamone un altro: Andrea Poli, ventenne molto promettente che lo stesso Mazzarri fece esordire in serie A a suo tempo. Nonostante la  giovanissima età Poli, soprattutto nell’ultima stagione, è riuscito a mettere in mostra le sue caratteristiche: piede buono e ottime capacità da incontrista.

A questo punto conviene fermarci. La lista potrebbe divenire fin troppo lunga e noiosa. Una cosa è certa però, e converrete: le possibilità sono tante e tanti i giocatori che farebbero al caso del Napoli. È chiaro, non è tutto così semplice come sembrerebbe. Acquistare un giocatore non è certo farsi un giro al supermarket: gli ostacoli sono tanti, le parti in causa troppe. Purtroppo il calcio mercato è così e si spera che De Laurentiis e Bigon, malgrado l’esperienza non esattamente trentennale di entrambi, riusciranno ad aggiungere alla squadra gli innesti giusti che permetteranno l’ormai famoso “salto di qualità”. Ai tifosi frenetici e impotenti, non resta altro che attendere. E che Mazzarri ce la mandi buona.

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