SAMPDORIA- NAPOLI 27-10-96(0-1)
La Sampdoria di Eriksson era partita col botto, in quella stagione targata 1996 –’97. Aveva si perso col Perugia di Gaucci alla prima giornata, ma poi, in rapida sequenza, si era imposta per 2 –1 sul Milan campione d’ Italia, e aveva folleggiato all’ Olimpico di Roma contro i lanciatissimi giallorossi ( due vittorie su due ) guidati da Balbo e Fonseca ( con un ancora imberbe Totti ) addirittura per 4 –1. Indelebile ( come sempre in tutti i grandi successi dei blucerchiati ) in quelle due vittorie fu il marchio del sampdoriano d.o.c. per eccellenza, simbolo di tutti gli anarchici di classe : Roberto Mancini. Oltre a Mancini, in quella Samp figuravano nomi come quelli di Montella, Veron e Sinisa Mihajlovic, con il corredo di una rosa complessiva di buon livello ( ricordiamo Ferron, il Mannini dello scudetto, e un preziosissimo jolly, Fausto Salsano ). Per la quarta giornata di quel torneo ( 27 –10 –1996 ) , a “ Marassi “ era in programma il match con il Napoli, guidato da uno storico avversario di tanti derby, emblema per anni del Genoa, sia da giocatore che da allenatore, al secolo quel gran galantuomo di Gigi Simoni. Gli azzurri, che in estate avevano affrontato per il quarto anno di seguito, la solita rivoluzione della rosa dovuta agli atavici problemi economici, avevano in carniere alla vigilia del viaggio in Liguria, quattro punti, frutto di un successo per 1 –0 con la Reggiana, e di un pareggio per 1 –1 contro il Piacenza. Da dimenticare invece l’ esordio, con un secco rovescio per 3 –0 subito dal Parma di Ancelotti e Zola. Con simili premesse, era persino troppo ovvio pronosticare un successo dei blucerchiati, galvanizzati dall’ inatteso trionfo di Roma. Agli ordini di Bettin e Padova, così scesero in campo le formazioni : Sampdoria con Ferron, Balleri e Mannini. Mihajlovic, Evani e Iacopino. Karembeu ( che poi andrà al Real Madrid ), Franceschetti, Veron, Mancini e Montella. Simoni rispose con : Taglialatela, Colonnese e Ayala. Baldini, Milanese e Beto. Pecchia, Cruz, Caio, Caccia e Turrini. Come si noterà, la squadra non era poi così malaccio, con Cruz e Ayala nazionali nel Brasile e Argentina ( ed in seguiti entrambi giocheranno nel Milan ), con “ Batman “ Taglialatela in porta coadiuvato in difesa da Ciccio Colonnese, e con Fabio Pecchia a centrocampo. Molte delle speranze azzurre erano anche rivolte ai nuovi acquisti, come i talentuosi ma discontinui Nicola Caccia ed i brasiliani Beto e Caio, che per svariati motivi però, non offriranno al pubblico del S. Paolo il meglio di se. Specie Caccia, emigrante di ritorno come Fabio Quagliarella, patì in modo particolare quella stagione, benché ( anche se di rado ), fece vedere lampi della sua classe cristallina. L’ inizio della gara come previsto, vide la Sampdoria gettarsi in avanti ventre a terra, ma la grande giornata di tutta la difesa azzurra ( con Taglialatela in testa ), mise in mostra una prestazione “ super “, riuscendo a bloccare l’ atomico attacco doriano, che a fine stagione registrerà il ragguardevole bottino di 60 gol in 34 partite ( miglior attacco in assoluto ). Il Napoli timidamente, cercava di reagire alla furia di Montella, eseguendo ogni tanto delle cosiddette azioni di alleggerimento. Fino al minuto fatidico del match : il 73°. A diciassette minuti dalla fine, Martin Araujo Joubert detto “ Beto “, scambiò rapido al limite dell’ area con Caccia, e dai venti metri fa partire uno stupendo fendente assolutamente imprendibile per Ferron. Fu il gol decisivo : Sampdoria 0 – Napoli 1. Nel finale, per altre due volte i padron di casa sfiorarono il gol, ma il ounteggio non mutò più, ratificando il bel colpaccio della “ Simoni – band “. Da quella vittoria, gli azzurri iniziarono una stupenda cavalcata per tutto il girone d’ andata, ma nel ritorno un po’ per lo sforzo effettuato durante un inverno di corsa, ed un po’ per l’ anomala situazione che si era venuta a creare attorno a Gigi Simoni ( divenne ben presto ufficiale il suo futuro passaggio all’ Inter ), i risultati cominciarono impietosamente a mancare, tanto che alla fine, gli azzurri si classificarono soltanto al 13° posto. La Sampdoria invece giunse sesta, cullando per qualche tempo anche velleità di scudetto. Se per la Doria la situazione oggi non è di molto cambiata ( anche se in meglio ), fortunatamente non è più la stessa per il nostro amato Napoli…
STATISTICHE
Di medio rendimento il bilancio azzurro in casa della Sampdoria : 20 sconfitte, 16 pareggi e 10 vittorie. Il pareggio non esce dal 5 aprile 2009 : un divetente 2 –2, firmato da una doppietta di Palombo, intervallata dai gol di Zalayeta al 44 °, e da un pezzo di bravura di German Denis a 90° inoltrato. La Sampdoria non vince dal 10 –2 –2008 ( 2 –0, reti di Delvecchio e Franceschini ), mentre è stato il Napoli di De Canio in serie B, a conquistare per 2 –0 l’ ultimo successo azzurro il 30 marzo 2002, con gol di Vidigal e Rastelli. Vista l’ attuale situazione di Lavezzi e c., ci auguriamo che la prossima vittoria avverrà nel 2010 –2011…
