ADDIO CHAMPIONS. AL SAN PAOLO SI INFRANGE UN SOGNO AZZURRO
85’ Quagliarella viene espulso per proteste: è l’epilogo di un sogno protrattosi per quasi un intero campionato ma è anche la sintesi finale di reiterati errori che coinvolgono la Società, la squadra e, purtroppo, anche il suo allenatore. Walter Mazzarri, complessivamente, ha svolto un’opera di ricostruzione meritevole di elogi e la determinazione che ha trasmesso ai suoi giocatori è stata determinante per recuperare il terreno perduto, ad inizio di torneo, sotto la guida di Roberto Donadoni.In qualche circostanza, il tecnico toscano, non è stato tempestivo ad apportare alla formazione iniziale alcuni correttivi che avrebbero permesso al Napoli di ovviare a situazioni poco favorevoli determinate dalle prestazioni sotto tono di alcuni giocatori oppure da moduli tattici che non risultavano confacenti alla giusta interpretazione della partita.La Società, per il secondo anno consecutivo, dopo essersi trovata al giro di boa del campionato in una posizione di classifica idonea per tentare di centrare il massimo obiettivo programmatico ovvero la qualificazione, al termine del torneo, alla massima competizione continentale, non è riuscita a colmare quelle lacune presenti nell’organico da molto tempo.Nel mercato invernale di riparazione, se De Laurentiis avesse provveduto all’acquisto di un bomber e di un centrocampista in grado di poter sostituire i pari reparto titolari in caso di infortuni, squalifiche o affaticamenti, non solo avrebbe dato un significato più preciso ai notevoli investimenti effettuati a giugno ma avrebbe permesso alla sua squadra di poter partecipare ad una competizione europea che, oltre a gratificare l’ineguagliabile seguito di tifosi sparsi in Italia e nel Mondo, avrebbe permesso al Presidente un ritorno economico notevole.Visto l’andamento altalenate delle dirette concorrenti, il Napoli, con una squadra altamente competitiva per effetto dei necessari ulteriori innesti, avrebbe potuto posizionarsi, anzitempo, in una migliore posizione di classifica tale da supplire ad eventuali sfortunati episodi o errori arbitrali avvenuti nel corso di alcuni match. Con la pressione di una piazza esigente come quella partenopea e con la decisa volontà di raggiungere un obiettivo altamente gratificante sotto tutti i punti di vista, i calciatori azzurri si sono caricati di un nervosismo latente improduttivo e penalizzante per centrare l’ambito traguardo.Napoli – Parma è stata una partita disputata da due squadre con diversa condizione psicofisica. Il Parma, proveniente da sette risultati utili consecutivi e con la possibilità di agganciare le squadre in lotta per un “posto al sole” europeo, è riuscito a mantenere la giusta lucidità per approfittare, al momento giusto, dei soliti errori difensivi dalla squadra azzurra. Gli uomini di Guidolin, con la giusta serenità ed opportuno cinismo, sono riusciti a conseguire un importantissimo successo finalizzando nel migliore dei modi le uniche vere occasioni da rete che sono capitate agli emiliani nel corso del match.
Il Napoli, dopo aver disputato un buon primo tempo in cui avrebbe dovuto realizzare almeno un altro gol, nella ripresa, non è riuscito a chiudere il match. Gli azzurri sono rientrati in campo, alla ripresa del gioco, con un ingiustificato nervosismo ed una mancanza di lucidità che non ha permesso la dovuta fluidità di manovra. I troppi errori in fase conclusiva, le solite distrazioni in difesa, la mancanza di un giocatore esperto in cabina di regia, l’inserimento di Aronica dopo un stop dovuto ad infortunio, la insufficiente prestazione di Zuniga in fase difensiva, i tardivi cambi effettuati da Mazzarri ed alcune discutibili decisioni arbitrali, hanno, forse fatto calare il sipario sulle ambizioni europee della squadra napoletana e sui legittimi sogni di un intera tifoseria. Restano da disputare ancora cinque partite e quindi la matematica concede qualche ulteriore chance agli azzurri per centrare la Champions League ma, realisticamente, bisognerebbe, almeno, non farsi sfuggire l’Europa League per poter, ulteriormente, crescere sul piano sportivo ed organizzativo.
