MAURICIO PINEDA: IL FANTASMA DELLA CORSIA
Mauricio Pineda nasce a Buenos Aires il 13 Luglio 1975 sotto il segno del Cancro. Esterno sinistro pseudo volante che inizia la sua "carriera" da calciatore pseudo professionista nell'Huracàn, club argentino che lo lanciò nel calcio nazionale come ala offensiva sinistra. In maglia bianco – rossa disputa 73 presenze in due stagione (dal 1993 al 1995) mettendo a segno 6 gol. Su di lui si lancia il Boca Juniors dove lo asseconda per sole 17 presenze in una sola stagione, ma è dopo questa esperienza che il grassottello Pineda lancia la sua immagine.Udite udite, nel 1996 arriva in Italia per vestire la maglia dell'Udinese, uno dei primi "colpi" dell'allora dirigente Pierpaolo Marino messo a segno con la collaborazione di Jorge Cyterszpiller, ricordiamo questi due nomi perchè saranno importanti. I primi tempi non sono cattivi anche grazie all'intuizione di Alberto Zaccheroni che lo arretra a terzino in un 4-3-3 di spinta prima di scaricarlo senza troppi rimpianti; le sue prestazioni italiane conquistano anche il Ct sudamericano Marcelo Bielsa tanto da convocarlo per i mondiali francesi del 1998. Qui, Pineda, trova anche la soddisfazione di un gol alla gara d'esordio contro il Giappone, ma sarà questo il punto più alto della sua carriera poichè di lui si perderanno completamente le tracce, o quasi.
Lascia momentaneamente l'Udinese nel Gennaio del 1999 per accasarsi in Spagna al Mallorca con la formula del prestito, ma bastano solo 4 presenze per lasciar capire del grande errore commesso e così viene rispedito al mittente senza ringraziamenti, quindi inizia la solita storia già decantata in altre occasioni: a soccorrere il piccolo argentino arriva il Napoli nell'estate del 2001 che lo preleva in prestito. Ma anche per quel Napoli Mauricio Pineda fu troppo: gioca solo 22 partire chiudendo la sua esperienza napoletana con una media a dir poco stellare: 5.30. Meglio di lui, si fa per dire, fece solo Gaizka Mendieta approdato alla Lazio.La stagione seguente passa al Cagliari sempre in prestito e anche in Sardegna disputa 22 gare senza gloria e senza neanche la sufficienza; torna all'Udinese, ma solo per svuotare l'armadietto e scappare in Argentina al Lanùs dove chiuderà la carriera disputando in tutto una decina di partite.la storia di questo calciatore dovrebbe finire qui e invece no, continua. Nel 2006 la procura di Udine apre un'inchiesta sul calcio scommesse e in particolare sulla gara tra Reggina e Bologna del 2005 dove una maxi-puntata da cento mila euro sul segno X (gara effettivamente terminata 1-1) portò nelle tasce dello scommettitore, in arte "Villa Maria" ben quaranta mila euro. In un articolo della Gazzetta sulla questione spunta anche il nome di Mauricio Pineda oltre quelli di Iaquinta, Jankulovski e altri. Tutto riguardava l'agenzia Eurobet e un edicolante di Udine che prelevava varie giocate anche da calciatori. Ma non è tutto e qui rientrano in gioco i due nomi già citati: sempre nel 2006, infatti, Mauricio Pineda è condannato a 8 mesi di reclusione (stessa pena anche per il connazionale Navas) dal tribunale di Roma per aver ricevuto lo status di comunitario presentando un passaporto non regolare. Ci dice niente?! Una cosa sicuramente, che Mauricio Pineda, adesso, con il calcio non ha proprio più nulla a che fare…finalmente!
