L’UOMO D’ONORE
"In questo calcio così equilibrato, la differenza la può fare il lavoro che da oggi cominceremo a fare. Bisogna fare gruppo, trovare il sistema per dare un'anima a questa squadra. Voglio una compagine grintosa, che non molli mai fino alla fine", così Walter Mazzarri alla sua prima conferenza stampa da allenatore del Napoli. Da allora sono passati due mesi. E il tecnico livornese si è dimostrato uomo d’onore, rispettando in pieno la parola data. Da quando lui siede in panchina, infatti, la squadra è più convinta. Via i freni inibitori. "Siamo il Napoli, che si preoccupassero loro. In campo si va per vincere. Sempre», questo quello che ripete ogni domenica ai suoi giocatori."
Una filosofia propositiva, una mentalità vincente. A tratti, forse, un po’ azzardata. Ma sicuramente più redditizia dei rischi calcolati di Donadoni. Mazzarri ha portato quella sfrontatezza che, sembrerà un paradosso, mancava ad una squadra giovane come quella partenopea. Ora in campo si va liberi e soprattutto ci si diverte. Il gruppo è unito, tutti si sentono coinvolti. I risultati sono solo una logica conseguenza di questo lavoro: mai una sconfitta da quando l’ex allenatore della Sampdoria è approdato alla corte di De Laurentiis. Questo perché la squadra ci crede sempre. Ha un’identità, un’anima. Non sono un caso le rimonte contro Bologna, Milan, Juventus e Bari. La grinta dell’allenatore, si traduce nella cattiveria agonistica di chi scende in campo. «Dobbiamo provarci anche se sembra impossibile. Non bisogna mollare mai».
Quest’atteggiamento, manco a dirlo, si sposa alla perfezione con il calore di Napoli. Adesso il San Paolo si rivede nella squadra e nel suo allenatore. Perché, al di là dei risultati, il Napoli gioca anche bene. «Vorrei in campo tanti giocatori bravi tecnicamente. Un po’ come fa il Barcellona». Gli esperimenti sono partiti. Il popolo di Fuorigrotta già apprezza. Mazzarri si sta giocando bene le sue carte. Fare bene all’ombra del Vesuvio può essere un buon viatico per la carriera. Lippi docet.
