CHE SPRECO . . .

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Due punti buttati via incredibilmente. Non si può parlare assolutamente di un punto guadagnato dopo aver visto quanto è successo nel corso dei 90’ minuti. L’ingenuità del Napoli ha permesso al Parma di pareggiare una partita che probabilmente, senza il regalo di Aronica, non avrebbe mai riacciuffato neanche giocando per altri 3 giorni di seguito. Se si eccettua qualche punizione pericolosa di Dzemaili, la squadra di Guidolin non ha prodotto una sola azione veramente degna di nota, a differenza del Napoli che ha fallito più volte in contropiede il colpo del ko. Punti dilapidati in questa maniera, rischiano di pesare inesorabilmente in un campionato così equilibrato come quello di quest’anno, soprattutto per quanto riguarda le posizioni utili per approdare in Europa. Il Napoli del primo tempo era sembrata una squadra perfetta, capace di schiacciare gli avversari nella propria metà campo e di non concedere la benché minima opportunità da rete. Per questo fa male ancor di più tornare a casa con un solo punto, stesso bottino raccolto dal Parma che nulla ha fatto per meritarlo. Purtroppo, però, i disastri combinati da Pierpaolo Marino nel corso di questi anni, sono venuti ancora una volta fuori in tutta la loro interezza.

Nel momento in cui il Napoli avrebbe avuto bisogno di un centrocampista di corsa e grinta (Blasi ad esempio n.d.r.) che avesse dato un ricambio ad un generoso, ma stanco Pazienza, Mazzarri non lo aveva in panchina a sua disposizione ed è stato costretto a gettare nella mischia uno spaesato Cigarini, costato 13 milioni di euro non più 5 mesi fa. Inoltre nel momento in cui un normalissimo calciatore come Aronica diventa un cardine talmente imprescindibile di questo Napoli, tanto da preoccupare tutto l’ambiente per due settimane a causa della sua assenza contro la Lazio, capita anche che il mediocre Trefoloni veda la  evidente, quanto ingenua, trattenuta consecutiva del difensore palermitano ai danni di Lanzafame e fischi il calcio di rigore che regala un immeritatissimo pari al Parma. Tra le note positive della gara, vanno, invece, annoverate le grandissime prestazioni di Campagnaro, Maggio e Denis, mentre ha lasciato molto a desiderare Hamsik, mai capace di caricarsi la squadra sulle spalle quando manca l’altro leader azzurro Lavezzi. In ripresa Quagliarella, anche se svariare per tutto il campo lo ha penalizzato ancor di più in termini di lucidità, quando si è trovato a dover concretizzare nell’area di rigore avversaria.

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