ALLA SCOPERTA DEL CLUB NAPOLI LA SPEZIA

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Comincia da La Spezia il nostro tour in giro per l’Italia alla scoperta dei Club Napoli. Un’iniziativa che Pianetanapoli.it spera possa servire per unire e far sentire sempre più partecipi, i tanti tifosi azzurri che vivono in giro per la penisola. A La Spezia abbiamo sentito il Maresciallo Gennaro Brancato, presidente del club, che ci ha illustrato la struttura della propria associazione: «Ci basiamo su tre principi fondamentali: la non violenza, la solidarietà e il fatto di avere sempre e comunque Napoli nel cuore. Anche per questo motivo non abbiamo volutamente intitolare il club a nessuno perché i calciatori e i dirigenti passano, mentre quello che resta sarà sempre la maglia azzurra». Il club, nato nel 2006 dagli elicotteristi della Marina Militare di base a Luni, conta ormai circa 110 iscritti ma non tutti sono “napoletani veraci”: «Il 95% dei nostri tesserati sono militari. Infatti in principio il club era riservato alle sole forze armate. Poi, viste le tante richieste di iscrizione, abbiamo deciso di aprirlo anche all’esterno. La nota lieta e che ne fanno parte anche tante persone che con la città di Napoli hanno poco o nulla a che fare. E questo è un risultato che ci inorgoglisce perché vuol dire che stiamo “predicando bene”». L’obiettivo è chiaramente quello di stare insieme: «Nel nostro centro – continua il Maresciallo Brancato – abbiamo campetti di calcio, di bocce, un parco giochi per bambini e l’immancabile maxi schermo per vedere le partite. Appena possiamo, comunque, cerchiamo sempre di vedere la squadra da vicino.Diciamo che quando il Napoli gioca nel raggio di 400 chilometri noi ci siamo». Coerentemente al principio della non violenza, il presidente del Club Napoli La Spezia ci tiene a precisare che «le partite non le guardiamo mai nel settore ospiti. Preferiamo stare insieme agli altri  tifosi. Riteniamo, infatti, che solo unendo le tifoserie si possano abbattere le barriere della violenza». Il club si fa promotore anche di tante iniziative sociali: «L’esperienza del Gaslini di domenica è stata bellissima. Abbiamo regalato un sorriso alle tante famiglie che soffrono. Purtroppo i reparti sono sempre pieni e ci sono anche tante famiglie napoletane. Nel nostro piccolo cerchiamo sempre di promuovere questo tipo di iniziative. Possiamo dire che dal punto di vista sociale domenica abbiamo vinto noi perché in campo, i genoani, non si sono dimostrati poi tanto nostri gemellati…».

Nonostante le tante iniziative, resta comunque il problema – manifesta tra l’altro anche da altri club – della quasi assente comunicazione con la società: «Purtroppo nel Calcio Napoli non c’è una figura che ci coordina. A differenza di Milan, Inter e Juve al Napoli non c’è un dirigente che cura i rapporti con i club. Il Napoli ha una tifoseria immensa ma purtroppo frazionata. Noi cerchiamo di unire tutti i club del nord Italia ma se ci fosse una figura atta a svolgere proprio questo tipo di funzione sarebbe di sicuro tutta un’altra cosa». Anche perché seguire il Napoli da vicino non è facile: «L’anno scorso ci sentivamo figli di nessuno. A Napoli non potevamo assistere alla partite perché spesso erano riservate ai soli residenti in Campania; e anche in trasferta era un problema per via delle origini partenopee. Abbiamo più volte contattato Guido Baldari, addetto stampa del Napoli, ma oltre a manifestarci la propria solidarietà non è mai riuscito a fare niente di concreto. Per questo speriamo che la tessera del tifoso posso essere la soluzione». Il Maresciallo Brancato conclude la nostra chiacchierata analizzando il momento della squadra: «E’ inutile nascondere la delusione per domenica. Abbiamo avuto la paura di ripercorrere le tristi tappe del finale dello scorso campionato: forti in casa e alla mercé di tutti in trasferta. Una squadra come il Napoli non può avere questa mentalità da provinciale. Dobbiamo giocarcela su ogni campo e con qualunque avversario. E’ questo, credo, quello che vuole il presidente». Qualche dubbio c’è pure sulla guida tecnica: «Spero di essere smentito quanto prima ma non penso che Donadoni abbia il carisma per allenare il Napoli. Domenica, ad allenatori invertiti, avremmo vinto noi. Restiamo, comunque, fiduciosi perché questa squadra ha tutti i numeri per regalarci grosse soddisfazioni. La speranza è che non debbano passare troppi quinquenni prima di vincere qualcosa…». 

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