NAPOLETANI AL MEAZZA, FLOP DEL DIVIETO TRASFERTA

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MILANO – Il settore destinato ai tifosi napoletani era chiuso. Vuoto. Ma i napoletani c’erano, eccome, allo stadio ‘Meazza’. Oltre duemila, sparpagliati. Il divieto di vendere biglietti ai partenopei è saltato prima ancora di essere indetto. Per due motivi: perché moltissimi napoletani risiedono al Nord e si sono potuti appropriare del tagliando senza grossi problemi, e perché la vendita messa appunto dalla società nerazzurra è avvenuta in maniera non irreprensibile. E’ stato possibile comperare più di un biglietto a persona, senza la necessità della presenza dell’acquirente (disposizioni comunicate, imposte ma non fatte osservare dal club). E così da Napoli sono potuti giungere a Milano moltissimi supporters. Alla fine erano quasi tremila, sparsi in tutti i settori con potenziali rischi per l’ordine pubblico. Di polizia ce n’era poca, gli steward più di tanto non sanno e non possono fare, e allora si è agito cercando di limitare i danni, non riuscendoci perfettamente.Inter-Napoli ha dimostrato quanto sia inutile e perdente in partenza la decisione dell’Osservatorio sullo sport di vietare le trasferte, perché alla fine i grandi club muovono sempre numerose masse di tifosi, che vanno necessariamente controllati e non mandati allo sbaraglio. 

 

Alle 19.15 la curva sud del ‘Meazza’ ha cominciato a riempirsi di napoletani, sparpagliati ovunque e con la voglia di tifare. Troppo rischioso. Gli steward dunque hanno convogliato la maggioranza dei napoletani in un angolo, costringendo gli abbonati interisti a spostarsi altrove. Ma i napoletani erano anche di fronte alla tribuna autorità e nella stessa tribuna centrale uno spicchio era azzurro, una bandiera ha fatto capolino intorno alle 20.00. Alla lettura delle formazioni la presenza dei napoletani appariva notevole. Boati provenivano da tutti i settori e il bel Napoli dei primi venti minuti esaltava la folla azzurra. Con coraggio si levava dalla tribuna il coro “Napoli Napoli”, subito spento dalla prima prodezza di Cruz che poco dopo raddoppiava spegnendo i fuochi azzurri e accendendo gli animi sugli spalti. Perché gli sfottò si sprecavano (e fin qui nulla di strano), ma era necessario l’intervento delle forze dell’ordine per impedire gli scontri fisici. Che alla fine, dopo il gol di Sosa, non sono stati evitati perché in tribuna qualche tafferuglio non è mancato. E’ mancata invece la promozione alla decisione dell’Osservatorio sullo sport e del prefetto di Milano di chiudere il settore dei tifosi ospiti. Non è così che si vince la violenza negli stadi, anzi. E non bisogna che ci scappi il morto per cambiare di nuovo. Inter-Napoli ha dimostrato che la strategia è impraticabile e improponibile in un paese dove non c’è cultura sportiva. Si avvicina Roma-Napoli, non si può far finta che tutto è andato bene. E la capitale è ancora più vicina di Milano…

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