Tutta colpa del patto di ferro

Cari lettori azzurri, ben tornati ad una nuova puntata di “Reality Napoli”.

Brutta sconfitta per gli azzurri di Gattuso che escono con le ossa rotte dal Bentegodi, infatti l’Hellas, domenica, ha vinto per 3 reti ad 1. Due scuole di pensiero, hanno preso il largo tra i tifosi di fede partenopea, la prima che vede “Ringhio” sull’orlo dell’esonero, visto che gli ultimi risultati, sommati alla mancata conquista della Supercoppa, non hanno fatto vedere grandi miglioramenti, nonostante si parli di due vittorie (Udinese e Fiorentina). La seconda che lascia pensare che forse sono proprio alcuni elementi della rosa azzurra a non essere di aiuto, anzi, di remare contro con alcuni atteggiamenti opinabili. Ma se fosse tutta colpa del “patto di ferro”?

Per chi non avesse letto la puntata di settimana scorsa, Gattuso, a pranzo con la squadra, aveva stretto un patto con quest’ultimi, in cui se vincevano, sarebbero stati finalmente degli eroi agli occhi dei propri tifosi, se avessero perso invece avrebbero dovuto correre nudi per tutto il centro sportivo e fare giri di campo extra. Le conseguenze non potevano essere diverse e si sa che Rino è un uomo di parola. Ovviamente precisando di mantenerci sempre in un campo prettamente satirico.

Immaginiamo che dopo la Supercoppa il mister abbia tenuto fede al patto e che prima della partita contro gli scaligeri abbia detto:

“Correte fino alla morte, nudi e crudi per tutto il centro sportivo, sudore e lacrime voglio vedere. La sconfitta è un vocabolo che non voglio sentire più in questo spogliatoio.”

Dopo due giorni di duro lavoro e tanta corsa, i ragazzi arrivano tutti insieme nello spogliatoio a loro destinato dall’Hellas. Ma gli umori sono tutt’altro che carichi:

“Mister siamo stanchi morti, abbiamo dormito come dei sassi nel pullman, come facciamo a giocare?”

E Gattuso risponde:

“Il carattere tempra la mente ed il corpo, ora scendete in campo e fatevi rispettare.” 

Dopo essere scesi in campo, dopo il gol del Chuchy Lozano, dalla panchina si sentivano arrivare tanti sospiri profondi, come se qualcuno stesse russando, ma erano tutti con gli occhi aperti. All’intervallo scendono negli spogliatoi ed il mister:

“Ragazzi ma che state facendo, sento della panchina dei sospiri profondi come se stesse dormendo.”

Nessuno risponde, ma si notano dei pezzi di scotch trasparente su tutte le palpebre dei ragazzi. Si erano allenati per far sembrare che stessero svegli tutti, quando invece tutti dormivano.

Per il momento da casa Napoli è tutto, appuntamento a settimana prossima per una nuova puntata di “Reality Napoli”.

Francesco Reale

Mi chiamo Francesco Reale, sono nato a Napoli ed ho 22 anni. Mi sono diplomato all’I.S.S Giancarlo Siani di Napoli ed attualmente frequento il terzo anno di università, presso la Federico II di Napoli, alla facoltà di lingue, culture e letterature moderne europee.

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