Cosa succede al Napoli?

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Il giorno dell’Epifania, dopo l’operazione pre natalizia con il Torino, il Napoli si è travestito anche da befana, omaggiando lo Spezia di tre punti che potevano essere pesantissimi considerato il passo falso delle milanesi.
L’allenatore spezzino Italiano con grande onestà intellettuale ha dichiarato in conferenza stampa:

“Il calcio è strano, imprevedibile. Nella partita peggiore da parte nostra riusciamo a strappare tre punti contro una squadra di tantissimi livelli superiore”.

Mentre Gattuso da parte sua, se ne esce con un’incomprensibile: “bisogna capire perché accadono certe cose”. No Gattuso non ci siamo. Basta giustificare le sconfitte con dichiarazioni come: “le perdiamo tutte così”.

Sessanta tiri in porta tra Cagliari e Spezia, Inter dominata, sconfitta con il Sassuolo senza subire e in ultimo il continuo richiamo alla mancanza di veleno.
Il veleno c’è ed è quello che ha in corpo il tifoso napoletano, domenica dopo domenica in balia delle onde, senza poter capire cosa succede.
Si ha la sensazione che il Napoli sia una squadra da scudetto ma che non tutti i suoi interpreti vadano nella stessa direzione .

Vero quello che dice Gattuso che il Napoli e la squadra che tira di più in porta in Europa e quella che subisce meno tiri in serie A, vero che al primo tiro in porta gli avversari segnano ma purtroppo è anche vero che lui non incide sulla testa dei giocatori.
Si non è un problema di veleno ma di testa e anche di lassismo di alcuni giocatori che la testa l’hanno altrove. Fabian Ruiz su tutti, anche con la giustificazione di giocare in un centrocampo a due dove non è evidentemente arte sua.

Si è un problema di gestione, e quella dipende dall’allenatore.
Una gestione a tratti incomprensibile, confusa e testarda. Insistere su uomini come Ruiz e Maskimovic che non si sentono al centro del progetto e non rinnovano, Mario Rui la cui presenza è oramai impalpabile, tirare fuori dalla cristalliera della nonna il buon Lrorente che era lontano dal progetto con risultati orrendi ma perché?
Perché non puntare sul giovane Cioffi? O a quel punto provare a recuperare Milik visto che è a busta paga?

Purtroppo il demerito non è del tutto imputabile al tecnico ma anche a una società assente e ferma.
Colpa del suo uomo mercato Cristiano Giuntoli che non incide, non può portare a Napoli giocatori di seconda fascia, non punta sui parametri zero e a scambi alettanti, facile comprendere il momento di difficoltà del calcio e la mancanza di fondi, ma si può e si deve fare di più!
Comprendiamo alla larga anche il ritardo dell’allenatore nel firmare: aspetta un segnale dalla società che dichiari apertamente i suoi obiettivi.

A Napoli si attende un restyling da parte della società: un direttore generale magari alla Italo Allodi che coordini il tutto, un direttore tecnico che abbia una rete capillare di mercato con collaboratori che gli suggeriscono dove trovare anche eventuali enfant prodige, un allenatore manager che riesca a non perdere la rotta e magari richiamare lo staff del dottore de Nicola per mettere un freno a tutti questi infortuni.

C’è molto da cambiare in casa Napoli, perché lo spettro di un’ennesima stagione in chiaroscuro fa male, soprattutto adesso che il campionato è più vivo che mai e che a Fuorigrotta giganteggia il nome del Diez sugli spalti. Se non per soldi, almeno i calciatori in questa stagione cacciassero fuori gli attributi per l’onore e per amore!

Gabriella Rossi

Laurea Triennale in Lettere Moderne conseguita presso l’Università degli studi di Napoli Federico II, laureanda magistrale Filologia Moderna presso l’Università degli studi di Napoli Federico II. Mi diverte molto la fotografia, scrivere, andare ai concerti , viaggiare e ovviamente tifare Napoli.

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