Tommasi: “Anche i calciatori vogliono allenarsi dal 4 maggio: basterebbe un protocollo”

Damiano Tommasi, presidente dell’AIC, ha parlato a Radio24 :

“Il primo problema è la responsabilità. Su Formello qualcuno ha la responsabilità per esempio, mentre se un calciatore va a correre nel parco non si tratta di un allenamento per professionisti. Tutti ci rivolgiamo ai comitati scientifici, ma pensiamo che i giocatori possano allenarsi individualmente all’interno dei rispettivi centri sportivi. La premessa è il modo con cui potremo tornare, però poi ci deve anche essere chi si prende la responsabilità di far allenare i giocatori dentro a delle strutture. Noi vogliamo capire se c’è questa possibilità. Tornare ad allenarsi su un campo sportivo, dopo mesi in casa, ha il suo valore. Abbiamo chiesto di valutare un protocollo per tornare ad allenarsi subito anche per gli sport di squadra”.

“Ci sono responsabilità anche da parte del datore di lavoro nei confronti del dipendente. Ci sono giocatori che vorrebbero tornare subito in campo e chi invece vuole maggiori certezze. Tutti però sono d’accordo nella progressione degli allenamenti. Affrontiamo un protocollo per gli sport individuali e poi quelli per gli allenamenti di gruppo. La cosa assurda è che non abbiamo il protocollo validato per il 18 maggio. Ci sono anche società e presidenti che non hanno intenzione di prendersi la responsabilità della ripresa degli allenamenti. E’ un discorso molto ampio”.

Quanti club non vogliono riprendere?

“Alcune società non hanno spazi o strutture adeguate e dunque è un punto interrogativo. C’è chi ci marcia, strumentalizzando alcune situazioni, ma noi dobbiamo pensare alla salute, alla sicurezza e alla possibilità di tornare ad allenarsi anche da soli dopo un periodo di clausura in casa. Abbiamo chiesto di poter aprire un protocollo individuale anche per lo sport di squadra”.

Francesco Reale

Mi chiamo Francesco Reale, sono nato a Napoli ed ho 22 anni. Mi sono diplomato all’I.S.S Giancarlo Siani di Napoli ed attualmente frequento il terzo anno di università, presso la Federico II di Napoli, alla facoltà di lingue, culture e letterature moderne europee.

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