Senza il vero Lorenzo non si cantano messe!

Pessimi, inguardabili, imbarazzanti…ci sarebbe una marea di aggettivi negativi per definire la prestazione nerissima degli azzurri nel primo tempo. Tutti bocciati, senza alcuna attenuante. La squadra sarebbe da sostituire in massa per le oscenità imbarazzanti commesse nel giro dei primi quarantacinque minuti dell’orrore. La palma di peggiore in campo spetta al capitano della serata: Lorenzo Insigne. Quello che sulla carta dovrebbe essere il top-player del collettivo ha fallito totalmente al terzo appuntamento stagionale. Dopo aver tentato vanamente di aprire le marcature dopo venti secondi, con un tiro smorzato, il talento di Frattamaggiore scompare letteralmente dal match facendo mancare in tal modo un pizzico di fantasia ed estro ad un attacco che si rivela ancora una volta macchinoso e prevedibile. Attorno alla metà della prima frazione di gioco il numero 24 avrebbe anche la chance per dare la scossa ai propri compagni, ma la sua punizione termina ampiamente lontano dai pali. Lorenzo Insigne si rivela oltremodo nervoso, stop. Ad onor del vero bisogna ammettere che il resto della squadra non ha fatto praticamente nulla per supportare il proprio compagno, ma dallo scugnizzo ci si aspetta ben altro. In questa circostanza non si fa vedere neanche in fase di non possesso, quasi come se fosse svogliato, al tal punto che Ancelotti lo toglie dal campo all’intervallo. La Samp avanza su tutti i fronti, corre sul velluto come se avesse di fronte una compagine di categoria inferiore. Urge un esame di coscienza per tutti, un bagno di umiltà per ripartire, sperando di ritrovare il miglior Insigne, perché senza di lui non si cantano messe. 

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