Corbo:”Godiamoci Diawara e Callejon”

Non si vedono, ma ci sono adesso sette punti tra Juve e Napoli. Il bilancio è amaro, Confortano coraggio e dignità di una squadra incomplerta, chiamata a misurarsi con la prima in classifica senza un attaccante alto. Ma Callejon, Mertens e Insigne hanno dato tutto. Con il miglior Milik sarebbe stata una partita diversa, per diversi equilibri tattici. Dubito che sarebbe stato migliore il Napoli con Gabbiadini nel primo tempo, ma nella ripresa poteva forse dare più di Giaccherini se non fosse stato squalificato.
C’è qualcosa di nuovo, e lo rimarco. Lanciando lo splendido Diawara anche Sarri ha dimostrato di essere meno caparbio e prudente di quanto si potesse temere.
Complimenti a Callejon, fa registrare gli stessi sette gol di Higuain. Non dimenticare Callejon: una stagione strepitosa.
C’è tutto per ricominciare bene. Giro volentieri il commento appena scritto per Repubblica.

Tutto Higuain in due immagini. Temuto, odiato e non più rimpianto. Lo sa, e recita subito la parte del figlio che si abbandona tra le braccia del padre tradito, gli chiede scusa abbracciando Sarri. Tutto secondo il copione agrodolce che la partita aveva scritto per giorni e giorni. Finta finché si vuole, la scena rasserena l’inizio, non la partita. Higuain avrà poi il garbo di non festeggiare il suo gol, il secondo per la Juve. Possibile ingiuriare Higuain, come accade a Napoli da quel 23 luglio, il sabato amarissimo della fuga clandestina, ma impossibile non riconoscergli la micidiale abilità nel segnare quando meno te l’aspetti. Dopo l’abbraccio del perdono ed un primo tempo in equilibrio, a riaccendere il sabato dei veleni pensa Bonucci, irritante nello show: dopo il gol cerca la telecamera più vicina per recitare con enfasi puerile la protervia di campione irrisolto, un peccato di stile per un giocatore importante della Nazionale. Quel gol e quella reazione scuotono il Napoli, gli danno la lucida veemenza per replicare con Callejon. Ricomincia la sfida su toni agonistici ancora più alti, perché Allegri aveva scommesso l’impossibile inserendo Cuadrado. Doveva smuovere la Juve, inchiodata a centrocampo e graziata dall’arbitro che non mostra secondo rosso e giallo ad Alex Sandro.

Si sono all’inizio infatti equivalse le squadre, non solo nel risultato, nel primo tempo. La fisicità di una Juve confusa e pesante resiste alla tecnica suadente del Napoli, superiore a centrocampo per velocità di palleggio. Da una parte non s’intendono Higuain e Mandzukic, troppo pesanti e lontani dalla zona centrale dominata da Diawara, felice l’intuizione di Sarri. Un gigante di appena 19 anni che sostituisce l’evaporato Jorginho ed è pronto ormai a candidarsi come una delle rivelazioni del campionato.

Allegri afferra un’opportunità per cambiare la partita. La resa per infortunio muscolare di Chiellini, già ammonito, consente alla Juve di rimodellarsi: si trasforma la difesa, da 3 a 4, con l’ingresso di Cuadrado che vola a destra, tracciando un modulo indefinito tra il 4-4-2 ed il 4-3-3. Ghoulam che aveva con una svirgolata favorito il gol di Bonucci apre un varco proprio ad Higuain che interviene con l’acido diagonale che gela il Napoli. Sarri ha previsto il pericolo portato da Cuadrado inserendo sulla fascia sinistra, la destra della Juve, Giaccherini al posto di un infelice Insigne, che esce rabbuiato. Sembra corretta la mossa, ma Giaccherini non premia la scelta dell’allenatore, semmai giustifica il malumore di Insigne. Perché l’ex jolly della nazionale, sembra un inutile alieno in un Napoli che non tuttavia si arrende. La sconfitta esalta del Napoli coraggio e dignità, ma a che serve pensare che ancora una volta sia riuscito solo a far tremare la Juve?

 

antonio corbo per repubblica

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