Corbo: “Higuain non vale 94 milioni. Sarri lavora con calma nel silenzio, fossi in lui lancerei Sepe”
A Dimaro ha parlato Aurelio De Laurentiis. Teso, nervoso, quasi balbettante, ma abbastanza deciso sulla vicenda Higuain. Tranchant e con toni da parvenu, tuttavia, nell’usare il turpiloquio ricordando, a fine conferenza, gli anni bui del Napoli, anzi il periodo in cui il vecchio Ciuccio moriva dodici estati or sono. Di questo, di Sarri, del mercato, di ciò che sarà la stagione 2016-17, ne abbiamo discusso con Antonio Corbo, storica firma di Repubblica con cui abbiamo avuto il piacere di conversare all’esterno del campo di Carciato.
E allora Corbo, qui a Dimaro le parole del presidente De Laurentiis tengono banco. In particolar modo quel “m…” da lui pronunciato alla fine della conferenza, da lei pubblicamente definito uno “scivolone”. Perché il presidente appunto scivola spesso, come successo in passato, pronunciando espressioni pittoresche e colorite?
“Perché lui viene dal mondo del cinema, dove la volgarità sembra chic”.
E come mai, secondo lei, adopera questa strategia?
“Non è una strategia. È un vezzo di quelli che si adottano al cinema, ossia usare intercalari con qualche parolaccia. Quella in conferenza mi è sembrata comunque una caduta di stile, perché in tale contesto si parla con giornalisti e professionisti che poi dovranno riferire ai tifosi. Caduta di stile che, tuttavia, è arrivata nel finale. Evidentemente De Laurentiis è molto teso. Non dimentichiamoci ch’è al centro di un gioco molto importante, sta per vendere o confermare un giocatore da quasi cento milioni, è pur sempre il presidente capace di realizzare tre qualificazioni Champions negli ultimi cinque anni. La stessa cosa di De Laurentiis succede in politica. Renzi è Capo del Governo, non tutti lo amano. Eppure c’è una sovraesposizione mediatica tale per cui lui è sempre in primo piano, dunque sovraesposto, e quindi può capitargli ogni tanto una gaffe. Ma io sono sicuro che sarà in grado di rimediare, chiedendo scusa oppure risolvendo al meglio uno dei prossimi acquisti: il calcio è senza memoria e giudica in base all’ultima vittoria o all’ultimo acquisto”.
Tutti qui si chiedono, specie tra noi colleghi, come finirà la vicenda Higuain. Io invece le pongo una domanda alla rovescia: a prescindere dall’interesse suscitato dal Pipita nei confronti dei club stranieri, questa telenovela come avrebbe potuto essere evitata?
“Poteva essere evitata se Higuain avesse avuto una quotazione riconosciuta all’estero. Quest’estate, in pratica e al di là di ogni chiacchiera, ha dimostrato che purtroppo in Europa Higuain non è considerato un bomber da 94 milioni, giacché nessuno ha portato i soldi per prenderlo. Si pensava potesse scatenarsi un’asta per Higuain. Invece in questo momento il Pipita è finito nelle mire della Juventus, che però vorrebbe comprarlo a prezzo di outlet, mentre in precedenza l’Atlético Madrid aveva cercato di prenderlo, ma a un prezzo più basso. Pertanto il mercato ha detto che il miglior cannoniere italiano, quello da 36 goal che ha stabilito un nuovo record dopo sessantaquattro anni, non è un giocatore da novantaquattro milioni. Vale di meno, e dovrebbe capirlo prima lui poi il fratello, e in seguito adeguare le sue richieste economiche”.
Ma lei crede che Higuain sia così ingenuo, per non dire stupido, da non capire quanto rimarrebbero male i tifosi qualora andasse alla Juve? Premesso che oggi non esiste più romanticismo nel calcio.
“Per i calciatori l’ultimo problema è far felici i tifosi”.
Ma, in tutti questi giorni, una persona è stata poco considerata, e tra l’altro non le è stato dato modo di parlare: Maurizio Sarri, l’artefice del secondo posto dello scorso anno insieme ai suoi giocatori. Secondo lei come sta vivendo questo tourbillon?
“Penso che il suo silenzio sia molto eloquente. Lui sa, e cova molta tensione perché vi è stato un errore far coincidere ingaggi da migliorare, acquisti da fare, mercato aperto e ritiro. E grazie a Sarri e al suo silenzio questa squadra non appare come una polveriera, ché se fosse accaduto in un altro club oggi i titoloni dei giornali sarebbero tutti sulla ‘polveriera-Napoli’. Al contrario l’allenatore tiene tutto sotto silenzio, e per fortuna non parla: è una scelta intelligente di attenuare le tensioni. Anche perché poi sul campo, qui a cinque metri alle mie spalle, c’è una squadra che si allena con grande professionalità, e questo è un altro grande merito di Sarri”.
Occupiamoci per un attimo anche di mercato. Il presidente ha detto di voler prendere uno-due centrocampisti. Da poche ore circola il nome di Tolisso del Lione. Le piace?
“Beh, sono giocatori internazionali, non si può non dire che non piacciano. Per risposte del genere ci vogliono senz’altro i tecnici. Ad ogni modo, trattandosi di un profilo interessante, penso che Tolisso vada benissimo”.
Altra piccola grana scoppiata nelle ultime ore è quella relativa ai guai fisici di Reina. Non pensa che nella gestione tecnica dello spagnolo ci siano stati degli errori?
“Assolutamente no. Reina è un giocatore carismatico, ed è importante che torni con la sua tranquillità. Nelle ultime sfide dello scorso campionato è stato molto deludente, e appunto il suo carisma gli ha consentito di coprire certi errori dei quali non s’è parlato molto. Al suo posto un altro portiere sarebbe stato massacrato. Lui invece se l’è cavata. Adesso che è tornato in Spagna, io lancerei subito Sepe e gli darei subito fiducia: se non si scommette su un giovane ora, quando?”.
Nonostante sia ancora reduce dalle scorie dei problemi ambientali e dei malumori vissuti a Firenze?
“Sepe ha disputato un campionato di Serie A a Empoli, e l’ha fatto benissimo. Quell’anno con lui c’è stato Sarri, e il mister lo conosce bene: lo mette in porta e lo lancia. Nel Milan ampolloso di Berlusconi c’è chi ha lanciato persino Donnarumma a tre-quattro anni, ancora in fasce… Quando li lanciamo questi giovani?”.
Rischiare Sepe, dunque?
“Promuovere Sepe, subito. Anzi, è dovere del Napoli affermare: ‘Reina è il nostro portiere titolare, ma in attesa che guarisca diamo piena fiducia a Sepe’ Quanto a Rafael, invece, vorrei essere il suo direttore di banca: il terzo portiere del Napoli, che rispetto a Sarri guadagna il doppio (1,3 milioni netti), secondo me è ideale per entrare come supercliente in una banca. Perché sinceramente faccio un po’ fatica a pensare che in una squadra tutti quei soldi siano meritati… Il Napoli dunque è un club diretto da un presidente che passa per avaro, ma in realtà spreca a causa degli errori del mercato”.
Per concludere, con o senza Higuain e a prescindere da chi possa esserne l’erede, questo Napoli può ripetersi?
“Si ripeterà senz’altro. L’acquisto ideale come sostituto di Higuain mi pare possa essere Milik. Morata costa troppo, per uno che segna quanto Gabbiadini. Dunque, bisogna rimettersi nelle mani dei tecnici: Sarri dirà la sua, Giuntoli dovrebbe dire qualcosa in più. Però mi piace anche De Laurentiis: parla come uno che conosce il calcio, e questo fatto mi fa un po’ sorridere perché c’è gente che c’ha cent’anni e quando parla di calcio ha dei dubbi… “.


