APPROCCIO MENTALE SBAGLIATO, IL NAPOLI PAGA DAZIO A BOLOGNA
Che questa era una strana partita lo si è intuito subito, una strana atmosfera, l’euforia incontrollata dei tifosi, che giustamente hanno ambizioni e traguardi ben precisi nella loro mente, ma oggi il Napoli non c’era, oggi una squadra svogliata e vuota scesa in campo con la convinzione che tutto gli è dovuto o che la fortuna giri sempre nello stesso senso, no cari ragazzi, non è così che si porta avanti una fila di successi meritati e rassicuranti, giusta ed onesta l’analisi di Pepe Reina: “Ho fatto una papera colossale su quel tiro, mi prendo le mie responsabilità e chiedo scusa.” Ci può stare una giornata storta, ci può stare che tutto giri per il verso storto, se poi aggiungi che Mazzoleni, sempre lui, ci metta il suo zampino, il fastidio, il prurito diventa dannatamente infernale. Sarri in conferenza stampa ha ammesso che il problema è stato di approccio sbagliato: “Loro avevano una voglia diversa da noi, non possiamo subire passivamente, il problema non è fisico, altrimenti nel finale non avremmo avuto quella reazione.” Fin qua ci siamo, ma la nostra domanda è: può questa squadra lottare per il vertice incontrando solo le grandi? Il problema è sempre con le piccole, Sassuolo, Empoli, Carpi ora anche il Bologna, allora non era un problema dell’allenatore lo scorso anno, è un problema che il Napoli si porta nel suo DNA, far diventare grandi le “piccole” è un esclusiva della maggior parte delle squadre, ma quando si tratta di affondare il colpo puntualmente, c’è qualcosa che non torna.
Ma Sarri, che ha il polso della situazione, ha forse capito che c’èra qualcosa che non andava per essere così nervoso sabato nella conferenza stampa pre Bologna?
Troppi azzurri con la spina staccata, squadra maledettamente lunga, proprio il contrario di quello che è il volere del suo allenatore, troppi errori, troppo affanno, gli azzurri sono lontani parenti dei calciatori che ci hanno abituato a vittorie schiaccianti e partite stratosferiche. Oggi eccezion fatta per Insigne, Hamsik, Ghoulam e Higuain nel finale, abbiamo visto una squadra senza mordente, ripeto, ci può stare, a patto che questo non sia un campanello d’allarme, perché una cosa è essere stanchi, molli nelle gambe, un’altra è essere vuoti mentalmente.
C’è tutto il tempo per riparare, per ricaricare le batterie, l’importante è che sia capitato e che non capiterà più, tali approcci sono dannosi per le coronarie di chi Vi segue con amore e passione, al diavolo i record, al diavolo le statistiche, vincere è importante per il morale vostro e dei tifosi, non conta partecipare, è tempo di vincere, è tempo di dettare legge e riprendere il discorso lasciato in sospeso oggi in terra felsinea, dove i grandi hanno fatto diventare giganti gli avversari, Napoli è uno stato a parte, Napoli merita ben altro, Napoli è una grande mamma, sa amare, coccolare, proteggere, questo credo lo abbiate capito e allora sotto con la Roma, demoliamo le ambizioni giallorosse senza se e senza ma, riprendiamo il cammino interrotto, perché se mancavano tante partite per la fine del campionato, ne mancano altrettante per riprendersi ciò che è nostro, il primo posto.
Claudio Mellone


