La piu’ grande delle delusioni

Una finale buttata Il tifoso napoletano aveva aspettato questo momento da oltre 25 anni. Il tifoso napoletano sognava già di vedere scendere in campo i cosiddetti “ 11 leoni” con gli occhi schiumanti rabbia , quelli che mai hanno tradito le aspettative della tifoseria in occasione di gare così importanti. Gli undici leoni se li aspettavano davvero tutti ieri sera in campo a Kiev , non fosse altro per vendicare l’osceno arbitraggio di Moen della gara di andata e le infinite polemiche nate dopo la gara col Parma. In fin dei conti , per molti azzurri quella di ieri sera era la gara della vita , una partita che probabilmente in molti non giocheranno per il resto delle loro carriera. Ed invece , la parte del leone è toccata al Dnipro che – al di là di tutti i propri limiti tecnici , ha sfoderato una gara ammirevole in termini di concentrazione e grinta contro un Napoli che è sembrato il solito docile e  svogliato agnellino , già troppe volte si è visto durante questa stagione , specialmente nelle gare di campionato. Uno sterile possesso palla che andava puntualmente ad infrangersi sulla barricata difensiva messa su dagli stoici ucraini che – al contrario – praticavano un estenuante possesso palla in fase di non possesso , rendendo complicato l’inizio della manovra a calciatori ( come Albiol , Britos e Lopez) che già di loro hanno sempre fatto molta fatica ad imbastire uno straccio di azione decente. I famosi “ occhi da tigre” non erano quelli partenopei , i giocatori azzurri pare che non abbiano mai capito quanto davvero contasse per il popolo partenopeo rivivere una finale europea che soltanto Maradona aveva fino a quel momento donato loro.L’immotivata svogliatezza in campo di calciatori , quali Callejon ed Higuain , renderebbero superfluo qualsiasi commento. In particolar modo , quest’ultimo ieri sera ha dimostrato – al di là della sua squisita tecnica calcistica – di non essere affatto quel leader di una squadra che punta ad affermarsi sul panorama calcistico internazionale. Visibilmente ingrassato , costantemente nervoso , Higuain si è lasciato nuovamente ipnotizzare dal fortunato e goffo portiere ucraino , completamente surclassato dal dinamismo della difesa avversaria e perdendo qualsiasi contrasto con oscena superficialità. Parimenti insufficienti sono state le prestazioni dei suoi compagni di reparto . Insigne , Gabbiadini ed Hamsik non sono riusciti ad incidere sulla gara , male supportati dalla solita mediana lenta e compassata e da un campo ai limiti della praticabilità. Nel grigiore totale , gli unici ad aver parzialmente salvato la faccia sono stati Inler ma soprattutto Mertens , l’unico probabilmente a gettare sul campo sudore e grinta al momento del suo ingresso. Poco. Troppo poco visto tutto ciò che era successo all’andata. In poche parole , il Napoli ha letteralmente gettato alle ortiche la finale. L’ennesima , umiliante , delusione che il popolo napoletano non meritava e difficilmente perdonerà.

Presidente assenteista  Ci si domanda però come possa la squadra sfoderare una prestazione d’orgoglio e di carattere se non è supportato dal proprio condottiero. E non parliamo di Rafa Benitez , ormai abbandonato solo al suo destino inevitabilmente legato a quella che era la gara di ieri , ma ad Aurelio De Laurentiis. Sugli spalti ieri sera il patròn del Napoli non c’era. Sarebbe stato assolutamente doveroso da parte sua prendere parte alla spedizione ucraina , sia considerando l’importanza storica della gara , sia alla luce delle pesanti affermazioni scagliate contro Platini in conferenza stampa. La squadra avrebbe sicuramente avuto un impulso diverso in gara , sapendo di avere al suo fianco il proprio presidente. Una società che è ancora una volta venuta meno , evidentemente Dela aveva cose ben più importanti da svolgere alla Filmauro per poter sostenere il suo Napoli in una trasferta tanto decisiva. Una mancanza societaria che ha inevitabilmente inciso anche sull’arbitraggio , laddove – ancora una volta – si è assistito ad autentici scempi della terna arbitrale. Al di là del secondo goal consecutivo irregolare concesso al Dnipro , al Napoli è stato negato un rigore ed un espulsione solare  , per non parlare degli inesistenti offside fischiati ad Higuain a tu per tu col portiere. In conclusione , il Napoli è stato abbandonato al proprio destino proprio dal suo “ Generale”.  E la conclusione più logica è stata quella di assistere ad una mortificazione che rischia seriamente di compromettere il futuro del Napoli stesso. Siamo purtroppo sempre alle solite. La Società Calcio Napoli urge di una seria e profonda ricostruzione , fondata su un progetto innovativo , vincente e che abbandoni le arcaiche convizioni presidenziali che non possono affermarsi in una piazza che vuole vincere. Se non si vuole compiere questo passo , sarà inutile pensare che il problema sia legato alla figura dell’allenatore. Mancano tre partite alla fine del campionato. Vincendole tutte , il Napoli si qualificherebbe automaticamente per la prossima Champions. E questa volta non sono ammesse scuse. Bisogna vincerle tutte. Quantomeno per rispetto di tutti i tifosi che hanno visto morire ieri sera un sogno atteso venticinque anni.

NICOLA MOSCATO

 

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