Carpe diem…ma anche no
Artefice del proprio destino, per l’ennesima volta in stagione, il Napoli si infrange sul muro ducale costruito al Tardini e alza bandiera bianca nella lotta per un posto in Champions League. La sconfitta della Roma in casa del Milan non accende il fuoco sacro nelle gambe e nella testa degli uomini guidati da Rafa Benitez che scendono in campo con il classico atteggiamento arrendevole e si fanno abbindolare da una squadra retrocessa, fallita da mesi e con quaranta punti in meno. Il Parma sfodera una prestazione tutto orgoglio, approfitta delle amnesie di Andujar in versione Catania e passa due volte in vantaggio senza sudare più di tanto, mentre gli azzurri mostrano ancora una volta le proprie debolezze. La scoppola di Empoli doveva servire come lezione e invece anche a Parma le motivazioni si accendono solo dopo i due schiaffi serviti da Palladino e Jorquera. Ma sulla strada ecco spuntare un Mirante in versione Superman, totalmente diverso rispetto al portiere poco grintoso delle ultime partite, anzi l’estremo difensore di Castellammare si riscatta dopo gli errori stagionali e diventa assoluto protagonista del match concedendo al Napoli solo il pareggio e sfiorando i canoni della santità per i miracoli offerti nel caldo pomeriggio parmense.
Quarantacinque minuti di gioco, possesso palla continuo e occasioni a pioggia che però non servono a riscattare un primo tempo giocato ad immotivati ritmi blandi. Nel più classico dei “carpe diem” il Napoli si piega davanti alle sue debolezze e ora punta tutto solo ed esclusivamente sull’Europa League, con il rischio di trasformare la stagione da trionfale in un vero e proprio fallimento. Il 10 maggio, nel giorno del primo scudetto del Napoli, gli azzurri regalano ai tifosi l’ennesima delusione di un campionato che non li ha mai visti protagonisti e che rappresenta il vero tallone d’Achille di allenatore e giocatori. Un peccato per una rosa che, a prescindere dal mercato, ha dimostrato in più occasioni di poter guadagnare in scioltezza quel secondo posto tanto agognato e che invece si iscrive accanto alla Roma nella lista delle delusioni di questa stagione, sempre in attesa di un’altra occasione da cogliere.


