2014: UN ANNO DI NAPOLI (PARTE PRIMA)
Riviviamo, mese per mese, l’anno appena trascorso che ha portato due trofei nazionali nella bacheca azzurra.
Non sarà certo ricordato come un anno qualsiasi, questo 2014, da tutti i tifosi del Napoli. Eh già, perché, in 88 anni e mezzo di storia partenopea, solo nell’anno solare 1987 gli azzurri, con un certo Diego Armando Maradona a far da condottiero, riuscirono a riempire la bacheca con due trofei. Allora furono scudetto e Coppa Italia, stavolta, a quest’ultima, gli uomini guidati da Rafa Benitez hanno affiancato la Supercoppa Italiana, conquistata pochi giorni fa in un match al cardiopalma in cui hanno avuto la meglio su Madama, quella Juventus tanto ostile che ha dato alla vittoria quel pizzico in più di libidine. E allora, riviviamolo questo 2014, mese per mese, tornando su quei prati verdi che tante soddisfazioni hanno regalato a Rafa Benitez e ai suoi ragazzi.
Il nostro viaggio parte dal 6 Gennaio. Alla ripresa del campionato il Napoli ospita la Sampdoria di Sinisa Mihajlovic, dando vita ad un match pieno zeppo di occasioni da ambo i lati: lo 0-0 resiste fino al 53’, quando Mertens scarica in rete il perfetto assist di Higuain, prima di bissare 10 minuti dopo con un calcio di punizione che trova impreparato Da Costa, fissando il risultato sul 2-0 finale. Sei giorni dopo si torna a giocare, il 12 gennaio, sul difficilissimo campo del Bentegodi gialloblu; il Verona di Mandorlini si presenta forte dell’imbattibilità casalinga mantenuta fino a quel momento, ma gli uomini di Benitez viaggiano spediti grazie ad un Mertens in stato di grazia, che sblocca il match nel primo tempo con un perfetto tiro a giro sul secondo palo. Al 67’ entra in campo Lorenzo Insigne, ancora a secco in campionato: il talento di Frattamaggiore impiega cinque minuti a trovare l’inserimento giusto che gli consente di gioire per la prima volta, prima che arrivi Dzemaili in contropiede a fissare il rotondo 0-3 in favore del Napoli. Il 15 gennaio al San Paolo è di scena l’Atalanta, per gli ottavi di finale della Coppa Italia: De Luca gela il pubblico di Fuorigrotta, poi Callejon (doppietta per lui) e Insigne firmano la rimonta e lanciano il Napoli dritto verso i quarti di finale. Il 19 gennaio si va a Bologna, parte il girone di ritorno: gli azzurri chiudono in svantaggio, per la rete di Bianchi, un brutto primo tempo, ma la reazione furiosa della ripresa porta ai gol di Higuain su rigore e di Callejon, che a 10 minuti dalla fine sembra poter regalare 3 punti pesantissimi al Napoli. Sembra, appunto, perché nonostante l’espulsione di Kone, i partenopei si fanno beffare ancora Bianchi proprio al 90’. Parte da qui il periodo più difficile, probabilmente, del primo anno della gestione Benitez, periodo che prosegue con la sfida del 25 gennaio al San Paolo contro il Chievo: ancora una piccola, ancora un risultato negativo, e stavolta è il Napoli a salvarsi negli ultimi minuti, con Albiol che in mischia evita la sconfitta interna dopo l’eurogol nel primo tempo di Gennaro Sardo. A far intravedere un po’ di luce è ancora la Coppa Italia: il 29 gennaio la Lazio dell’ex Reja arriva a Fuorigrotta per giocarsi l’accesso alle semifinali, ma la zampata di Higuain a 10 minuti dalla fine risolve la contesa in favore degli azzurri.
Il mese di Febbraio parte nel peggiore dei modi: c’è l’Atalanta, domenica 2 all’Atleti Azzurri d’Italia, e gli azzurri escono sconfitti con un pesantissimo 3-0, frutto di orrori difensivi a raffica nella ripresa. Pochi giorni dopo, il 5 febbraio, il Napoli vola all’Olimpico per la semifinale d’andata di Coppa Italia contro la Roma: gli azzurri giocano bene ma chiudono il primo tempo in svantaggio per 2-0. L’autogol di De Sanctis dopo appena un minuto della ripresa galvanizza la squadra di Benitez, che trova il 2-2 con un gol bellissimo del neo entrato Mertens, prima che Gervinho firmi all’87’ la rete del definitivo 3-2. Serve uno scossone e l’occasione arriva l’8 febbraio, quando al San Paolo va di scena Napoli-Milan : i partenopei vanno sotto con il gran gol di Taarabt, ma da li in avanti giocano un match sensazionale in fase offensiva, e prima trovano il pareggio con la bordata (deviata) di Inler, ribaltando definitivamente il risultato grazie alla doppietta del pipita Higuain. Il 12 febbraio è ancora Coppa Italia, è Napoli-Roma, ci si gioca l’accesso alla finale contro la Fiorentina: gli azzurri giocano una delle partite più belle della gestione Benitez, ribaltando il risultato dell’andata con un secco 3-0, grazie alle reti di Callejon, Higuain, e del neo acquisto Jorginho, il tutto sotto gli occhi di Diego Armando Maradona , arrivato in un San Paolo festante. Non c’è pausa e la domenica dopo si torna in campo, alle 12:30, sul campo del Sassuolo: il Napoli gioca bene e rischia poco, battendo i padroni di casa per 2 a 0 grazie alle reti di Dzemaili e Insigne. Giovedì 20 si vola in Galles, sedicesimi d’andata della Europa League contro lo Swansea: match difficilissimo per gli azzurri, in costante sofferenza durante i 90 minuti di gioco e salvati dalle prodezze di Rafael prima e Reina poi, con il portiere spagnolo entrato per l’infortunio del brasiliano; sarà rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. L’intasatissimo mese di febbraio continua con il Monday night di lunedì 24 contro il Genoa: Higuain apre le danze nel primo tempo con un dolcissimo tocco sotto, ma il Napoli spreca una miriade di palle gol e viene punito, a sette minuti dalla fine, dall’ex Calaiò, che trova un’incredibile punizione con cui fissa il risultato finale sull’1-1. Tre giorni dopo è ancora Europa League, al San Paolo per il ritorno contro lo Swansea: apre Insigne, pareggia De Guzman (che coincidenza!). Poi è tanta sofferenza, contro una squadra che gioca un ottimo calcio, ma è ancora Higuain a portare avanti il Napoli al 78’, prima che Inler , in contropiede, chiuda la pratica con la rete del definitivo 3-1.
Arriva Marzo e domenica 2 si va a Livorno contro gli amaranto di Di Carlo: il Napoli va in vantaggio con il penalty trasformato da Mertens, ma pochi minuti dopo è sfortunato quando in un’azione confusa Reina spedisce il pallone nella sua porta. Nella ripresa il Napoli praticamente non scende in campo, e solo con Zapata al 90’ avrebbe l’occasione di portare a casa la vittoria, ma il colombiano non trova l’impatto con il pallone; altro pareggio, altri punti persi contro una piccola. Dopo una settimana al San Paolo arriva la Roma di Garcia, che mette sotto la squadra di Benitez per tutto il primo tempo. Nella ripresa la musica cambia: gli azzurri vanno vicini al vantaggio con una doppia clamorosa occasione firmata Callejon-Higuain nell’arco di un minuto, prima che lo spagnolo trovi il gol vittoria con un preciso colpo di testa sull’assist al bacio di Ghoulam. Quattro giorni dopo torna l’Europa League, l’andata degli ottavi di finale contro il Porto al Do Dragao: finirà 1-0 per i padroni di casa, con il Napoli a mangiarsi le mani dopo aver completamente regalato il primo tempo, fallendo poi quattro clamorose occasioni da gol nella ripresa. Lunedì 17 ritorna il campionato, Torino-Napoli, partita complicatissima per gli azzurri, che gioiscono proprio al 90’ con la rete di Gonzalo Higuain. Giovedì 20 il San Paolo si riempie fino all’inverosimile per la sfida contro il Porto valevole per il ritorno degli ottavi di finale di Europa League: apre Pandev dopo 20 minuti e sembra che la serata si debba trasformare in una goleada. I partenopei gettano alle ortiche almeno 6 palle gol nitide, e vengono freddati al 69’ da Ghilas, prima che Quaresma chiuda i conti dopo cinque minuti; inutile, quindi, la rete del 2-2 di Zapata al 90’, il Napoli esce incredibilmente dall’Europa League. L’occasione per ripartire arriva subito, c’è Napoli-Fiorentina, ma la squadra di Montella esce con i tre punti da Fuorigrotta dopo un arbitraggio scandaloso del signor Tagliavento, che espelle incredibilmente Ghoulam nel primo tempo e costringe il Napoli a giocare tutta la ripresa in inferiorità numerica: gli azzurri conducono una partita stoica, con Callejon a fare da terzino, centrocampista ed esterno alto, e vanno anche vicino al gol del vantaggio, ma vengono freddati a due minuti dalla fine dal colpo di testa di Joaquin. Tre giorni dopo si va a Catania per il turno infrasettimanale: il Napoli distrugge la squadra di Maran, ultima in classifica, nei primi 45’ minuti di gioco, andando negli spogliatoi sopra addirittura di 4 gol, grazie alla doppietta di Zapata, alla rete di Callejon e al gol fantascientifico di Henrique. Nella ripresa l’attenzione comprensibilmente cala e gli etnei riescono a trovare due gol grazie a Monzon prima e Gyomber poi. A chiudere il mese di Marzo arriva la sfida più attesa, c’è la Juventus prima in classifica allo stadio San Paolo: gli uomini di Benitez disintegrano l’armata bianconera, con occasioni a raffica nel primo tempo fino al gol di Callejon al 37’. Nella ripresa il Napoli rallenta il ritmo e soffre leggermente gli attacchi dei ragazzi di Conte, ma ci pensa Mertens, entrato da due minuti, ad ubriacare di finte Marchisio prima di scaricare una bordata sul secondo palo che pietrifica Buffon; finisce così, 2-0.
Aprile regala subito una delusione. Una settimana dopo il trionfo sulla Juventus, il Napoli è di scena al Tardini di Parma: prestazione bruttissima quella dei partenopei, che escono sconfitti per 1-0, gol di Parolo, e subiscono le sfuriate di Benitez e del presidente De Laurentiis. Domenica 13 c’è subito l’occasione di rifarsi, c’è Napoli-Lazio: finirà come all’andata, 4-2 per i partenopei, con tripletta di Higuain (saranno i suoi ultimi gol in campionato) preceduta dal meraviglioso gol all’incrocio di Mertens. Prima della finale di Coppa Italia arrivano due pareggi in trasferta in campionato, 1-1 a Udine, con Bruno Fernandes che annulla il vantaggio Napoli firmato Callejon, e 0-0 a Milano contro l’Inter dell’ex Mazzarri , che, bastonato all’andata per 4-2, si salva solo grazie al palo colpito da Inler a 10 minuti dalla fine.
3 Maggio, è il giorno della finale di Coppa Italia, è il giorno di Fiorentina-Napoli, sarà, purtroppo, il giorno degli scontri che porteranno alla morte di Ciro Esposito. In campo scende un Napoli affamato di vittoria: Insigne stordisce la squadra di Montella con un uno-due terrificante nello spazio di sei minuti, Vargas la riapre e costringe il Napoli ad un secondo tempo in apnea. A sancire il trionfo azzurro ci pensa Mertens, che chiude il match al 91’ e fa esplodere di gioia una città intera; è la vittoria del Napoli, è la vittoria di Rafa Benitez, il re di coppe colpisce ancora. Il campionato però non è ancora finito, e gli azzurri, ormai sicuri anche del terzo posto, infilano tre vittorie consecutive condite da ben 13 gol: si parte con Napoli-Cagliari, è un 3-0 senza storia, con le reti di Mertens, Pandev e Dzemaili, intervallate anche dal rigore fallito da Hamsik. Poi si a Genova, contro la Sampdoria; è il festival del gol, finirà 2-5: inizia Zapata, raddoppia Insigne, con Eder ad accorciare le distanze prima che Callejon allunghi nuovamente su calcio di punizione. La ripresa si apre con il ritorno al gol dopo sette mesi di digiuno di Marek Hamsik; a fissare il risultato finale ci saranno l’autogol di Mustafi e il gran siluro di Wszolek sotto la traversa. L’ultima di campionato è per pochi, il San Paolo è aperto solo ai bambini (dopo i fatti dell’Olimpico), e il Napoli gli regala un’altra goleada per chiudere in bellezza una grande stagione: altri 5 gol, Callejon prima, doppiette di Zapata e Mertens poi. Il Napoli finisce il campionato al terzo posto, a cui aggiunge la vittoria della Coppa Italia, il record di vittorie in trasferta (10) e di gol realizzati in una stagione (104) e un fantastico cammino in Champions League che ha visto la clamorosa eliminazione ai gironi dei partenopei nonostante i 12 punti conquistati.


