GLI INASPETTATI ALLEATI DI CORINI…
Un Napoli sfortunato ed ingenuo perde la prima in casa al San Paolo dopo una settimana in cui parte della stampa ha preferito puntare il dito contro Benitez , approfittando della sua assenza in Inghilterra. Un epilogo quasi scontato che testimonia quanto sia difficile fare calcio alle falde del Vesuvio per la visibile malafede di alcuni ben noti personaggi
La sconfitta in casa col Chievo ha mandato nello sconforto un’intera tifoseria che , nonostante i trentatrè tiri in porta di oggi , ha assistito al tonfo della sua squadra , fermata dall’imprecisione del proprio reparto offensivo e dalla giornata di grazia del portiere clivense Bardi. Una sconfitta dolorosa perché è la testimonianza lampante di quanto questa squadra abbia iniziato l’anno sulla falsariga della stagione scorsa , puntualmente regalando punti a squadre che a lungo andare lotteranno per la retrocessione : sintomo che in rosa esistono ancora tanti , troppi calciatori incapaci di avere la forza fisica e mentale di saper recuperare un risultato , oltre a soffrire dell’assenza di adeguati ricambi che possano servire a far tirare il fiato a chi negli ultimi tempi proprio non si vede (Albiol fa rimpiangere ultimamente il peggior Britos , Callejon è l’ombra di quel calciatore fantastico visto un anno fa).
Benitez ha sicuramente le sue colpe : sarebbe ingiusto esentarlo da qualsivoglia responsabilità , specialmente se la tifoseria azzurra è costretta a veder ancora giocare ( in luogo di calciatori comunque validi come Henrique , Mesto , Michu e De Guzman) un Maggio , ormai prossimo all’età pensionistica , ed un Hamsik , che tutto sta dimostrando fuorchè di essere quel leader che Benitez gli ha sempre chiesto di essere. Ma sicuramente non possiamo rimproverare alla squadra di non essere scesa in campo senza quella grinta che lo stesso Rafa aveva mostrato in conferenza stampa appena il giorno prima , per zittire chi dall’inizio dell’anno proprio non trova miglior passatempo se non quello di inventare di sana pianta notizie da fornire al proprio editore di turno e di infangare la figura di un professionista esemplare come l’allenatore madrileno. Ma di questo ci occuperemo tra poco. La partita di oggi si è persa per vari motivi : per sfortuna , sicuramente . Se la gara si rigiocasse altre cento volte , probabilmente il Napoli vincerebbe tutti e cento i match. Sfortuna ma non solo. Non è possibile invocarla all’infinito , in fin dei conti fu proprio la fortuna a svolgere un ruolo fondamentale nella vittoria degli azzurri a Genova. Gli errori sono di tutti , come detto. Sono anche societari , dato che De Laurentiis non ha consentito di portare a Napoli quei calciatori che potessero regalare al Napoli quello spessore tecnico-caratteriale, ideale proprio per poter vincere partite come quella con il Chievo: facili sulla carta ma che diventano una scoglio insormontabile se un episodio le gira a sfavore. Una campagna acquisti altresì incompleta nei numeri , che ha visto la prematura partenza di un Fernandez che oggi sarebbe servito a far tirare il fiato ad Albiol , attesa l’assoluta mancanza di centrali difensivi all’altezza in panchina. Ma la verità assoluta non è solo questa. Raccontiamola , una volta per tutte. La verità è che la sconfitta degli azzurri oggi avrà sicuramente fatto nascere più di un sorriso a chi ha assistito inerme ed in silenzio allo sfogo in conferenza stampa di Rafa sabato pomeriggio. Improvvisamente la sempre odiata Verona calcistica si è ritrovata dalla sua parte improbabili ed insperati alleati. In fin dei conti, questi personaggi sono carta conosciuta , sono gli stessi che covano ancora un amore viscerale , quasi morboso , per tecnici ormai lontani da Napoli ma che tanti privilegi fornivano loro quando sedevano sulla panchina azzurra. Una sorta di triste e servile riverenza , accompagnata da abbondanti dose di saliva che ancora adesso viene versata , nonostante le strade di ognuno si siano divise ormai da parecchio. Almeno apparentemente. Sono quei signori che continuano a disperarsi per la partenza di semplici panchinari dello scorso anno , che – in un ciclo di quattro anni – hanno alzato lo stesso trofeo che la rosa guidata da Benitez ha conquistato in appena 12 mesi , stabilendo il record di punti in campionato e Champions League. Sono quei “ galantuomini” che costituiscono l’immagine più sporca ed abietta della Napoli calcistica e giornalistica : quella che fa del gossip inventato e del “chiacchiericcio da bar” il proprio punto di forza , al sol fine di aizzare ancora di più una tifoseria – già di per sé lunatica – contro squadra e tecnico. E sono bastati pochi mesi ad “un Signore del calcio” , come Benitez , per identificarli. Tutti. Avranno sorriso di gusto questi individui dopo il goal di Maxi Lopez ed ancor di più al fischio finale dell’arbitro. Alcuni di loro hanno gongolato pochi minuti dopo l’incontro, ricordando a Benitez le parole dure usate in conferenza stampa , chiedendo ipocritamente di recitare il “ mea culpa” e di non vedere nemici ovunque. Peccato che sabato abbiano tutti abbassato vigliaccamente il capo in seguito alle parole del tecnico. E poi , di grazia , di quale “mea culpa” parlano? Di cosa dovrebbe scusarsi un allenatore che decide , in accordo con la società , di passare qualche giorno in compagnia della propria famiglia che vive in Inghilterra? Di cosa dovrebbe scusarsi un tecnico che – al suo rientro – chiede alla stampa ed alla tifoseria di restare unita perché quella rappresenta l’unica strada per conseguire un risultato? La verità è una soltanto : che si sta travalicando il limite della sopportazione e che , se queste “penne in malafede” non vengono messe a tacere da chi davvero dovrebbe farlo ( dove è stata per un’intera settimana la società mentre testate giornalistiche del Nord gettavano fango sul suo tecnico?) , il Napoli cadrà sempre più a picco , al di là della bontà della squadra , del progetto e di quant’altro.
Rafa Benitez non ha bisogno di avvocati difensori, si rialzerà come ha sempre fatto nella sua fulgida e vincente carriera. Nel frattempo le serpi in seno , i nemici “ in casa” potranno sorridere avranno una lunga settimana per sparlare prima della partita contro l’Udinese e soddisfare i propri nordici editori : una settimana in cui sottolineare come un “grande ex” della panchina abbia rifilato sette goal al portentuoso Sassuolo, oppure quanto sarebbe stato utile un Cannavaro ( panchinaro finanche in un Sassuolo che prende un’imbarcata a San Siro) al posto di un Albiol , un Behrami al posto di Jorgihno o un Pandev negli ultimi venti minuti di gara. Parlino adesso , diano fiato alle loro scontate e servili bocche. Metterli a zittire anche quest’anno equivarrà ad una vittoria , forse anche maggiore della conquista di uno scudetto che almeno loro non meritano affatto.


