LA MOVIOLA IN CALDO

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Cinque minuti. Uno in meno del recupero assegnato ieri per Napoli-Juve, circa quattro e cinquantanove in più del tempo necessario per decidere se dare o meno un rigore. E invece ieri Rizzoli ci ha messo quest’eternità per decidere se il Sassuolo potesse avere il penalty. Benatia contro Sansone, il “forzuto” attaccante neroverde crolla al suolo dando perfino al giudice di linea l’impressione di essere stato toccato. Rigore sì. Urlacci romanisti. Conciliabolo da operetta. Psicodramma emiliano. Tic tac tic tac. Telecronisti che brancolano nel buio e urlano alla frittata. Sansone “confessa”. Rigore no. Palla contesa e fine della storia. Il tutto in cinque giri di lancetta. 

 

Troppi? Obiettivamente sì. Quanto accaduto ieri lascia spazio solo a due interpretazioni. La prima è la più sgradevole, ma per fortuna anche la meno plausibile. Romanisti che accerchiano Rizzoli e con pressioni asfissianti riescono a fargli cambiare idea. Ma sarebbe assurdo perfino se considerassimo che – è bene ricordarlo – il fischietto bergamasco è lo stesso sfanculato a più riprese da Totti nel 2009.  E allora subentra il piano B: moviola in campo tutta la vita. La famosa testata di Zidane ha sdoganato quello che ormai è un segreto di Pulcinella, ovvero che la moviola in campo esiste in via ufficiosa in attesa di prendere la via ufficiale. Tacito accordo fra direttori di gara e direttori di camera, magari coadiuvati da qualche operatore compiacente a bordo campo. Difficile capire come avviene lo strano movimento, eppure sembra sempre più sicuro è che avviene, ormai in maniera neanche più troppo velata. Se non hai “l’aiutino”, di minuti puoi perderne anche venti, fare un sondaggio con tutti gli arbitri, interrogare a uno a uno i calciatori e chiedere pure l’aiuto del pubblico, ma nessuno saprà mai dirti con certezza se è rigore o no. Mettiamoci poi la pressione di prendere una decisione e poi rimangiarsela, con il rischio di aver scelto bene alla prima chance sbagliando di conseguenza la seconda. Tutto considerato, quindi, com’è stato quindi il ripensamento in corsa di Rizzoli? Corretto, che domande!

 

Ciò detto, non resta che appellarsi a chi tutto vede e tutto osserva, e quando è il caso comunica pure a chi è delegato a fischiare. A nessuno piace essere preso in giro, ma probabilmente alla base di questa strada unofficial c’è un problema politico e di opportunità. Ben venga, anzi venga benissimo l’aiuto della telecamera per decisioni dubbie, si risolverebbero tante questioni idiote vivisezionate a posteriori nei salotti tv; ma venga anche regolamentato a dovere, su questo è bene fare attenzione. Non è stupida l’idea di temporeggiare in attesa di regole più precise. Pensate ad esempio se quest’innovazione tecnologica venisse applicata ad ogni partita, ad ogni azione dubbia, ad ogni fuorigioco millimetrico. Le partite normali non finirebbero più, figuriamoci poi quelle in cui sta perdendo la Juve: con la scusa del recupero post-moviola potrebbero durare pure fino al giorno dopo. Si fa per scherzare, eh…

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