LOTRITO (E RITRITO)

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Ormai l’hanno imparato troppo bene perfino i filmacci americani: anche il cattivone di turno ha le sue motivazioni per essere un cattivone. Che siano traumi infantili o qualche vecchia delusione, tutti hanno un motivo per rompere le santissime scatole al prossimo, è difficile trovare uno che sia bastardo gratis. Il che non rende le sue azioni degne di giustificazione, attenzione, perché c’è anche chi è abbastanza equilibrato da non far scontare i peccati di una sola persona a tutti gli altri. Il mondo del calcio è pieno di personaggi del genere, ma ce n’è uno che sembra aver scalzato dal ruolo di evil finanche Zamparini e Cellino, che pure non hanno mai raccolto grossi consensi. Il nostro uomo però li batte per distacco, specie dopo l’ultima assurda querelle con il suo (ex) allenatore.

 

La cosa che dovrebbe apparire strana perfino al protagonista della nostra storia è che – guarda caso – capitano tutte a lui. Pandev, Zarate, Diakitè e ora Petkovic, giusto per citare i casi più eclatanti. Tutti hanno un motivo per avercela con Claudio Lotito, uno che al denaro non ci tiene mica, no. Anzi, è così poco calcolatore che è riuscito a ribaltare il concetto di questione di principio: per gli altri il puntiglio è il fine per disfare, per lui invece è il mezzo per fare. Sì, per fare causa. Certo, mister Vlado non è stato proprio il più limpido dei dipendenti, portando avanti d’inerzia un rapporto logoro da tempo, per la sola necessità di beccare tutta la grana prevista dal contratto, mentre il suo datore di lavoro ne aveva ormai fin sopra i capelli. Gli accordi sottobanco con la Federazione svizzera poi sono stati la classica goccia, la goccia che ha fatto traboccare un vaso colmo di benzina su un fuoco che non aspettava altro per esplodere. La guerra fredda fra i due contendenti si è girata in un attimo in una raffica di bombardamenti incrociati, con Lotito che naturalmente è passato subito all’artiglieria pesante. E siccome in amore e in battaglia tutto è concesso e le regole non contano nulla, il presidente ha deciso di violarle tutte, assumendo un allenatore prima di aver esonerato l’altro e sfoderando subito la bomba atomica: licenziamento per giusta causa, che in questo caso è un po’ come dire che ho il dito sul grilletto ma ti sparo solo se respiri. Bum.

 

 

In ogni caso è ironico che il capo di imputazione sia lo stesso che ha portato Claudio l’indignato a flirtare in tempi non sospetti con Hakan Yakin, sotto contratto con il Basilea, quando Petko era ben saldo in sella e la Svizzera era solo un miraggio. Ma tanto lo sappiamo bene, il motore immobile della questione è sempre e comunque il vil denaro. Di signori come Lotito è pieno il mondo, sono quelli che fanno gli uomini di cuore e di amicizia ma sempre con la mano pronta sulla fondina, che non si può mai sapere. Il giorno prima Petkovic era l’uomo della Provvidenza, il giorno dopo è diventato l’ultimo dei nemici. La causa legale è la loro arma per tutte le stagioni, il modo per avere ragione nei vicoletti dei cavilli, ché sulle autostrade della logica non potrebbero neppure competere. 

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