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Ricordate Richard Vanigli? Mezza Italia si accanì contro il difensore dell’Empoli, reo di aver avuto un ruolo chiave nell’infortunio che rischiò di strappar via il Mondiale 2006 a Francesco Totti. Eppure, a riguardare quel video, sembra non esserci nulla di cattivo. Palla in arrivo, un anticipo maldestro di uno che non è proprio Nesta; solo dopo, in caduta, la caviglia di Totti fa un movimento innaturale e salta il legamento. Insomma, un intervento come tanti altri che però ha avuto peggior sorte. Irruento ma senza cattiveria.

Ripensi a quei giorni, alla pioggia di insulti piovuta sul “macellaio” Vanigli. Poi confronti quell’intervento con le recenti follie di Matuzalem (non parliamo di Flamini perché saremmo di parte e rischieremmo la denuncia, ma il discorso è quello) e ti verrebbe da chiedere la galera per il brasiliano. Prima l’ex compagno Brocchi, carriera probabilmente finita e le urla “cinguettate” dall’altro ex collega Baronio, che gli ha dato del vigliacco e dell’uomo di merda. Ora il giovane Krsticic, falciato da un tackle altrettanto vigliacco, con la deliberata intenzione di far male, e parecchio. Il piede che resta sotto e il dolore atroce. Le urla, le lacrime, l’uscita in barella. Il day after, il responso dei medici e la stagione finita. In mezzo ci sono le scuse del genoano, apparso pentito dell’ennesima follia. Redenzione o semplicemente ipocrisia? Ci sarebbe da propendere per la seconda, vista e considerata la recidività. E quelle parole al vetriolo di Baronio – che al tempo fu anche querelato da Matuzalem – ora suonano un tantinello meno esagerate.

La pancia, in questi casi, auspicherebbe una vendetta in stile-Keane, quando l’irlandese stroncò volontariamente la carriera di Haaland perché lui qualche anno prima era quasi riuscito a stroncare la sua. Ovviamente si ragiona col cervello, Dio ci scansi da altri psicopatici del prato verde. Ecco perché la soluzione migliore viene dall’esterno del campo, purché ci sia e non sia blanda come sempre. È necessario un giro di vite importante contro questi balordi con i tacchetti ai piedi, gente che sopperisce con la cattiveria ad evidenti limiti tecnici. Basterebbe poco, basterebbe distinguere ex post un fallo realmente cattivo da una casualità fortuita; riscontrato il primo caso si dovrebbe entrare a gamba tesa sulla carriera del killer, fermandolo fino al ritorno in campo dell’avversario. Una squalifica lunga come un infortunio: scommettiamo che anche chi ha poco cervello inizierebbe a ragionare di più?

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