AI CONFINI CON IL LAZIO UN’AMORE AZZURRO A QUOTA 300 METRI: ALLA SCOPERTA DEL “CLUB NAPOLI GALLUCCIO”
Tra le colline dell’entroterra campano, a due passi dal Lazio e ai piedi del monte Camino, sorge un piccolo paese di meno di tremila anime. Poco più di un agglomerato di umane costruzioni immerso nella natura, che dà la sensazione di un borgo d’altri tempi. Stiamo parlando di Galluccio. Tremila anime, è c’è da scommetterci molte delle quali di sangue azzurro. Tanto da permettere la nascita di un simpatico club dedicato alla società partenopea, appunto “Club Napoli Galluccio”, il cui Presidente Andrea Miele si è gentilmente concesso ai microfoni di PianetaNapoli.it.
Presidente Miele, partiamo dai fondamentali. Dove si trova il vostro Club, da quanto tempo esiste e quanti iscritti vanta?
“Si trova a Galluccio, piccolo paesino di circa 2.500 abitanti in provincia di Caserta ai confini con il Lazio, non lontano dalla zona Roccamonfina. Il Club è nato nel 2007, e con gli anni il suo trend è stato tempre in crescita, in quanto l’iniziativa è stata molto apprezzata dalla cittadinanza ed anche dagli abitanti dei comuni limitrofi. Attualmente contiamo 110 soci, muniti di tessera. Gli associati pagano una quota, ovviamente con delle differenze se al di sotto di una certa età o nel caso delle donne. Poi ci sono anche soci senior e junior che non pagano nulla”.
Sappiamo che tra questi 110 soci attuali ce n’è uno speciale, per così dire…
“Proprio così. Si tratta di una figura storica del Napoli: Salvatore Carmando, massaggiatore di Diego Armando Maradona. Per noi è un onore, tant’è vero che il nostro Club è intitolato proprio a lui”.
Salvatore Carmando. Il suo nome è ancora accostato alla toccante vicenda che lo ha visto costretto a lasciare la nuova società qualche anno fa. Può dirci qualcosa in più su di lui?
“Posso dire innanzitutto che è una persona molto corretta. Ama ed ha sempre amato i colori azzurri, e per quanto possa conoscerlo ho ragione di ritenere che non potrebbe mai provare rancore nei confronti della società. Sarebbe forse più appropriato parlare di un pizzico di rammarico del tutto “umano” per come il rapporto con il Napoli si è interrotto qualche tempo fa. Infondo si trattava di una figura storica, e personalmente credo che avrebbe meritato un trattamento diverso. Ma evidentemente il presidente De Laurentiis ha preferito tagliare tutti i ponti con il passato, una scelta che può essere più o meno condivisa”.
Tornando al Club Napoli Galluccio, com’è nata l’idea della sua fondazione?
“Personalmente oltre ad esserne il Presidente, sono anche uno dei soci fondatori. Eravamo un gruppo di persone del posto con una passione per il Napoli molto radicata, e l’idea l’avevamo in cantiere da molti mesi, come un sogno da realizzare. Ci stavamo già pensando dalla nascita della nuova società azzurra, ma siamo riusciti a concretizzare il tutto solo nella prima parte del 2007. Ricordo bene il momento clou: era un giorno di luglio, organizzammo un pranzo di una trentina di persone in un agriturismo del posto. E fu proprio lì che decidemmo di dare concretezza al progetto, buttammo giù uno statuto provvisorio e passo dopo passo siamo arrivati a dove siamo oggi”.
Una caratteristica che vi contraddistingue?
“L’indipendenza. Mi piace sempre sottolinearlo: già dalle fasi immediatamente successive alla nascita del nostro Club, pensammo se fosse in caso di affiliarci a qualche associazione ufficiale dei club tipo ad esempio l’A.C.A.N (Associazione Club Azzurri del Napoli, ndr). Tuttavia abbiamo ritenuto opportuno alla fine non farlo, mantenendo la nostra indipendenza”.
Come vi organizzate per seguire le partite del Napoli?
“Innanzitutto offriamo ai soci la possibilità di guardare in sede la proiezione della partita. E qui vorrei aprire una piccola e curiosa parentesi riguardo appunto la sede: si tratta di una location per così dire “prestigiosa”. E’ un’antica chiesa, che è stata da tempo sconsacrata e distrutta dalla guerra. E’ stata poi ristrutturata e il parroco, anch’egli grande tifoso azzurro, ce l’ha gentilmente concessa come sede a patto ovviamente di prendercene cura e di pagarne le varie utenze. Tornando alle partite, a volte riusciamo anche ad organizzare pullman per lo stadio. In questi casi i soci pagano autonomamente il biglietto d’ingresso, mentre il Club si accolla le spese del bus. Ma ciò non può avvenire molto spesso, una sorta di vere e proprie “spedizioni” ecco, soprattutto a causa della lontananza da Napoli…”
Avete mai ospitato qualche giocatore azzurro?
“Avremmo voluto, ma purtroppo non è stato ancora possibile. Lo stesso Carmando ha provato a portarci qualcuno di rappresentativo, come ad esempio Paolo Cannavaro. Ma bisogna considerare anche la nostra lontananza dalla città, i giocatori difficilmente sono di passaggio dalle nostre parti. In ogni caso quello di ospitare qualche calciatore è un nostro auspicio per il futuro. Nel frattempo ci siamo accontentati di spostarci noi a Caserta per andare a trovare Gianluca Grava al suo ristorante, è stata una bella esperienza”.
Sportivamente parlando, una giornata che ricordate con grande piacere…
“Non ho dubbi: la vittoria della Coppa Italia. Ancor di più della qualificazione in Champions perché in quell’occasione siamo tornati a vincere qualcosa dopo molti anni. E soprattutto perché l’abbiamo sottratta alla Juve, e questa è sempre una soddisfazione non da poco…”
Il vostro Club si impegna anche nel sociale?
“Soprattutto in passato ci siamo occupati anche di manifestazioni sportive dirette in primis ai ragazzi, riguardanti il calcetto, che sono state organizzate nel nostro territorio. Ma siamo attivi anche nell’ambito culturale: ricordo con piacere alcuni premi letterari promossi e sponsorizzati dal nostro Club a braccetto con altre associazioni del posto”.
Non possiamo che chiudere con questa domanda: il Napoli ci sta regalando importanti soddisfazioni. Dove pensi possa arrivare in questo campionato? Una tua opinione riguardo gli obiettivi di questa squadra…
“Da tifoso ovviamente mi auspico sempre il massimo, mi verrebbe da dire “l’impronunciabile”. Tuttavia sono anche molto realista e razionale, dunque credo che il secondo posto sia già un obiettivo di assoluto rispetto. Sarebbe bello lottare per qualcosa di eccezionale fino alla fine: infondo sono dell’opinione che subito dopo la Juventus ci sia il Napoli. Quindi perché non provarci? Magari se i bianconeri dovessero cedere qualcosa…”
