CONDO’, GAZZETTA: “AL NAPOLI SERVE UN RINFORZO VALIDO PER REPARTO. BISOGNA PUNTARE ALLA VITTORIA DELL’EUROPA LEAGUE"
Partiamo da una tua considerazione, in linee generali, del campionato italiano appena concluso…
Lo scudetto è stato aggiudicato dalla squadra che, al di là di ogni episodio dall’influenza insignificante, ha meritato di vincerlo esprimendo il miglio calcio. La Juventus, e poi subito dopo il Milan. Le prime due squadre hanno dominato nettamente sulle inseguitrici che, invece, hanno giocato ad eliminazione. Sembrava che nessuna di loro volesse centrare il terzo posto. La mia favorita per tale posizione era il Napoli, poi la mia previsione si è rivelata sbagliata, considerando la partita persa a Bologna. Si sarebbe potuto fare non molto di più, ma solo un pizzico, per raggiungere la massima competizione europea per il secondo anno di seguito.
Ecco, al Napoli cosa è mancato realmente per dominare nel rush finale alla volta del preliminare di Champions’?
Sono mancati diversi punti facili, contro squadre facilmente abbordabili sia in casa che in trasferta. Ricordo, a tal proposito, la partita casalinga persa contro il Parma, non vanno necessariamente individuate nell’ultima parte della stagione. Le prestazioni straordinarie effettuate nel cammino europeo non sono state ripetute in campionato. Il Napoli è mancato nella continuità e alla fine i punti persi hanno inciso tanto.
L’aspetto della rosa non ampia, o almeno con alternative non valide ai titolari, ha avuto una certa influenza?
Qui bisogna individuare se realmente il Napoli abbia avuto una rosa non particolarmente attrezzata per i vari impegni o se Mazzarri non abbia voluto dare fiducia ad alcune alternative riscontrando un dislivello tra le stesse e i titolarissimi come lui spesso ha evidenziato durante la stagione. Considero lo stesso Mazzarri un buon allenatore, ma, evidentemente, si è comportato in alcune scelte tecniche come se il Napoli non sia la vera grande squadra qual è. Seguendo il calcio estero, il concetto di titolarissimi non esiste nelle grandi squadre, in quanto, citando ad esempio Guardiola nel Barcellona, un allenatore deve plasmare scientificamente un certo minutaggio nelle gambe di almeno 18 giocatori coinvolgendo anche i più giovani in questa politica. Nelle grandi realtà, invece, quando si disputa una finale l’allenatore può affidarsi agli stessi 11 titolari più 2-3 alternative al seguito. Una squadra dalle forti ambizioni come il Napoli non può essere schierata con gli stessi titolari per tante partite consecutive, ma bisogna avere una vasta gamma di scelte.
Per il Napoli del futuro, quando conta aver vinto la coppa Italia?
Conta molto, perché la fatica che si compie scalando nove posizioni è minore di quella relativa alla differenza tra il primo e il secondo posto. In quel caso non conta solo la tecnica del collettivo, ma soprattutto i nervi saldi, la capacità di non sbagliare nel momento decisivo. È fondamentale aver portato in bacheca questo trofeo della nuova gestione societaria in quanto mi appello anche ai precedenti recenti dell’Inter e del Real Madrid, rispettivamente guidati da Mancini e Mourinho, che hanno centrato le coppe nazionali prima di iniziare un nuovo brillante ciclo di vittorie e successi.
Qual è il reparto che necessita di maggiore attenzione per l’operazione rinforzamento in vista della prossima stagione?
Sicuramente, la difesa. Io prenderei un uomo valido per reparto in modo da rendere più completa e, allo stesso tempo, più competitiva la rosa perché, la prossima stagione, il Napoli possa puntare alla vittoria dell’Europa League e al ritorno in Champions’. La competizione europea è più facile vincerla rispetto al campionato e il Napoli, aggiudicandosela, avrebbe la possibilità di dare continuità al nome internazionale del club, attirando anche dalla propria parte giocatori di un certo calibro.
Secondo le ultime voci di mercato, il Napoli starebbe seguendo Godin e Musacchio. Li consideri buoni rinforzi per la difesa?
Sono entrambi difensori dotati della giusta esperienza internazionale per fare bene in altri scenari. Punterei maggiormente l’attenzione su Godin, nazionale uruguaiano, arrivato quarto ai Mondiali e vincitore della Coppa America. Inoltre è di sicuro affidamento, può risultare determinante negli incontri più in vista. Musacchio ha disputato una stagione altalenante considerando anche il rendimento sotto le aspettative del Villarreal.
Ammesso che Lavezzi vada via, su chi punteresti per sostituirlo in modo adeguato, senza rimpianti?
Parto dalla premessa che un giocatore come Lavezzi è speciale, se ce l’hai giochi in un modo, se non ce l’hai è bene apportare qualcosa di diverso. Nel caso vada via, darei fiducia a Edu Vargas, anche per vedere quali sono i suoi margini di crescita e, conseguentemente, i suoi limiti, considerando la cifra sborsata per prenderlo e i presupposti promettenti sul suo conto fatti intravedere in Cile. Come alternativa a Cavani, il Napoli farebbe bene a prendere un attaccante voglioso di riscatto come Pazzini che ha ancora tanto da dimostrare e non preme per giocare subito titolare. In un’ipotetica coppia d’attacco tra lui e il bomber uruguaiano, andrebbe rivisto l’assetto offensivo schierando l’italiano al centro e il Matador leggermente esterno come giocava fisso a Palermo.
Doumbia e Douglas Costa li consiglieresti al Napoli?
Non credo che loro accetteranno di buon grado l’alternanza tra panchina e campo, vorrebbero giocare titolari in ogni gara, ma in quel ruolo di prima punta c’è l’inamovibile Cavani.
Qualche talento sudamericano che valga la pena monitorare e poi prendere?
Dai Mondiali per club mi ha stupito Danilo del Santos, un difensore esterno destro che reputo il nuovo Maicon. Praticamente è del Porto che fa crescere molto bene i sudamericani sia da un punto di vista tecnico che economico. È una delle boutique più costose, monetizzando molto sulle cessioni di giocatori poco prima sconosciuti. Poi c’è Ganso, un centrocampista di qualità, visionato l’estate scorsa dal Milan, ma in Italia si esalterebbe in un metodo di gioco meno dinamico. In coppa America ha evidenziato tanta lentezza per non aver completamente smaltito un infortunio pesante. Nel mondiale per club ho riconosciuto le sue reali potenzialità. Nel Napoli si esprimerebbe bene occupando la posizione di Hamsik, ma lo slovacco non si discute.
L’adattamento contrattuale a Cavani potrebbe essere l’occasione giusta per aumentare leggermente il tetto ingaggi e così rendere più appetibile la destinazione azzurra?
Questa è una scelta che in termini di attuazione lascio volentieri a De Laurentiis. Certo bisogna valutare che, con l’incasso casalingo e con i proventi annuali degli abbonamenti, i tifosi assicurano una buona dose di entrate per il presente e futuro azzurro. Tali decisioni spettano solo ai dirigenti in comune accordo. Posso citare l’esempio dell’Udinese che, avendo meno ambizioni rispetto alla piazza partenopea, riesce a monetizzare tanto dalle cessioni importando un plus notevole rispetto al costo di acquisto ed elementi nuovi in prima squadra. Immagino che, così facendo, potrebbero esserci stagioni in cui i friulani decidono di cedere un giocatore l’anno successivo proprio per non rendere troppo positivo il bilancio.
Daresti subito fiducia a Lorenzo Insigne, dopo l’ottima stagione disputata con Zeman a Pescara?
Considerando che Zeman, molto probabilmente, sarà il nuovo allenatore della Roma, quindi difficilmente resterà a Pescara, e il suo lavoro considerevole a favore dei giovani, non lo lascerei a Pescara. Anzi, ora che mi ci fai pensare, lo porterei in prima squadra a Napoli come primo rinforzo per l’attacco partenopeo.
Pochi mesi fa hai intervistato per la Gazzetta Diego Armando Maradona. Come ti è sembrato e ti ha parlato del Napoli, di un ritorno in Italia?
Lo trovai bene sia fisicamente che mentalmente. Sono stato sempre sulle sue tracce sia quando giocava che quando allenava l’Argentina. Non sono sicuro se Maradona possa esprimersi come allenatore alla pari del giocatore che è stato per il calcio mondiale. Certamente si tratta di un grande personaggio, anche sotto il profilo mediatico, capace di operare determinate scelte godendo del suo peso e carisma. È facile pensare che chi non è capace di prenderlo, conseguentemente lo rimpianga in un certo modo. Nel futuro lo immagino come dirigente di un club come il Napoli, per lui è sicuramente un vantaggio non indifferente lavorare in un ambiente in cui, oltre alla professionalità, metterebbe anche il cuore. Mi disse, tal proposito, che accetterebbe di buon grado esperienze in società come il Napoli e il Boca Juniors. Il suo desiderio più grande è ritrovarsi con i vecchi amici a Piazza del Plebiscito.
Un tuo parere sulla nuova ondata del calcioscommesse…
C’è l’implicazione diretta di un’organizzazione criminale di livello internazionale che ha investito il settore del calcio-scommesse in Italia, terreno fertile dopo altri malaffari, per accumulare le proprie ricchezze. È preoccupante tutto ciò e non c’è altra strada opportuna da perseguire se non quella di punire i responsabili in modo esemplare per poi individuare e sconfiggere il disegno globale attraverso uno sforzo generale delle forze di polizia in tutto il mondo. Abbiamo adottato una guardia bassa, siamo stati ingenui a non evitare in minima parte l’influenza di tale onda criminale in Italia dato che si è parlato tanto di questo nuovo fenomeno rilevante in alcuni libri.
C’è il rischio che il campionato europeo venga messo in secondo piano?
Fino al giorno in cui si inizierà, credo di sì. Poi l’esperienza ci insegna che il calcio giocato prende le dovute distanze e il sopravvento da storie parallele, ma ben diverse. È giusto che sia gli Europei di calcio che il caso calcioscommesse viaggino di pari passi, considerando l’incidentale presenza di alcuni giocatori italiani in questa vicenda poco piacevole. Non dobbiamo dimenticare che il calcio ci appassiona così tanto, perché il giorno in cui tralasceremo questo aspetto, allora bisognerà dare credito alle parole del Premier Monti circa l’opportunità di sospendere i campionati.
La tua favorita per gli Europei e cosa ti aspetti dall’Italia?
Per la vittoria mi ispira la Germania, mentre credo che l’Italia potrebbe fare un brillante campionato europeo se arrivasse fino alle semifinali.
