TUTTOSPORC
Egregi colleghi “giornalisti”, con e senza virgolette, è a voi e soltanto a voi che mi rivolgo. Perché, al di là di qualsiasi campanilismo e di una stima che, onestamente, perde sempre più quota, credo siate ancora voi i principali referenti culturali della popolazione. Non credo di dover rispondere a chi associa le sparatorie ai temporali: razzismo per razzismo, non voglio interloquire con uomini che avranno a stento la terza media e nella vita hanno avuto a che fare soltanto con il pallone. Né tantomeno posso rivolgermi al tifoso medio, guidato e quindi spesso destabilizzato proprio dai giudizi che esprimono gli operatori della carta stampata e della tastiera massacrata. Figurarsi ad allenatori ed operatori di mercato, spesso così proni all’interesse societario da essere disposti a vendere la propria madre (o la salute di un proprio calciatore, e a buon intenditor poche parole) per acquisire un pur minimo vantaggio economico/sportivo.
In merito al vergognoso botta e risposta Torino-Napoli degli ultimi due giorni, voglio invece parlare con voi, che a ragione o a torto considero miei pari, con voi che domenica sera dalle poltroncine e lunedì mattina dai vostri giornali avete avanzato illazioni e affermato stupidaggini che avevano un solo filo conduttore: la partita Napoli-Juventus. Ora, posso capire che siete (siamo) giornalisti sportivi e vivete (viviamo) in un mondo fatato in cui il calcio sommerge anche la realtà circostante, dalla politica alle catastrofi che ogni giorno il mondo è costretto a subire; ma avete provato a cambiare solo per un attimo la prospettiva dei vostri ragionamenti? Avete provato a pensare per un secondo che il centro dell’universo può non essere la Juve o il Napoli ma la pubblica sicurezza? Avete anche solo considerato l’idea che il Prefetto-di-Napoli non è necessariamente un Tifoso-del-Napoli e – ove mai lo fosse – prima di mettere a rischio la propria credibilità e la propria carriera per “far riposare i calciatori stanchi dopo il Bayern” è in dovere di fare ben altre valutazioni? O credete che ogni singolo essere umano sul pianeta veicoli ogni ragionamento con la “fede” per il calcio? Alla luce delle catastrofi delle ultime settimane nel resto d'Italia, che hanno coinvolto e rischiano di coinvolgere ulteriormente proprio le VOSTRE zone, non ci vuole un genio a capire perché si imponga un minimo di prudenza in più in occasioni simili. “O sole nostro” avrebbe anche potuto spaccare le pietre per tutto il pomeriggio, ma sarebbe bastata un’altra ora dell’acqua caduta nella notte di sabato per sconfessare un’intera giornata di solleone.
Traffico congestionato, terreno di gioco ai limiti dell'agibilità, interesse per l'incolumità delle decine di migliaia di persone che avrebbero affollato Fuorigrotta. Ma soprattutto, ed è la cosa più importante, la necessità di personale per fronteggiare le emergenze che potevano verificarsi nel resto di Napoli qualora fosse caduta anche solo un’altra goccia di pioggia. Sapete quanti agenti di Polizia e Vigili del Fuoco occorrono per “tenere a bada” sessantamila scalmanati che frequentano un qualsiasi stadio d’Italia in occasioni di partite del genere? No, non lo sapete, altrimenti le polemiche degli ultimi giorni non sarebbero neanche mai nate. Oppure, e sarebbe molto peggio, lo sapete e siete in malafede perché fa più audience alimentare l’ormai stucchevole contrapposizione fra gente che già di per sé non si può sopportare. Poi, quando inevitabilmente succederà, non state a piangere l’ennesimo stupido morto da stadio o l’ennesimo scontro fra tifoserie rivali: siete voi a fomentarlo, solo per vendere qualche copia in più o per aggiungere qualche punto di share. È a voi e solo a voi che mi rivolgo, perché ho capito che l’informazione in questo paese può essere più potente dei potenti, e per raddrizzare un po’ la baracca basterebbe soltanto usarla nel modo giusto. Ed è a voi e solo a voi che voglio inviare un messaggio forte e chiaro, senza edulcorare, i puntini sospensivi li lasciamo ai giornalini dei boy-scout: fate un passo indietro, e ammettete di aver detto e scritto una marea di stronzate. Per amore della pace, per amore dello sport ma soprattutto per amore dell’intelligenza e dell’obiettività che dovrebbero essere i punti cardine della vostra (nostra) deontologia professionale.
Cordialmente.
