CAVANI: "AL MERCATO NON CI PENSO, CONTA IL PRESENTE"
L'attaccante uruguaiano ha rilasciato un'intervista esclusiva a IlMattino, ecco i passaggi più significativi: "Aver segnato anche a Parma è stato importante, soprattutto è stato importante vincere una partita difficile contro una squadra determinata e molto pericolosa in casa. Quello di Mazzarri è un modulo molto offensivo, durante le partite riusciamo a creare tante occasioni da gol e tutto ciò aumenta la fiducia nei miei mezzi perché vado con più sicurezza al tiro. In campo però non vado solo per fare gol, mi piace molto dare una mano ai compagni nella fase difensiva, fa parte delle mie caratteristiche e lo faccio con piacere. La squadra viene sempre prima di tutto e a me viene naturale correre anche in altre zone del campo, rientrare per dare un sostegno ai centrocampisti e ai difensori. Avere il Pocho in squadra è un vantaggio per tutti. Lavezzi è un grande attaccante, un giocatore di qualità e soprattutto è uno che non molla mai. Il mio sogno è vincere la Champions, siamo ancora in corsa e proveremo a proseguire nel cammino, ad andare ancora avanti. Barcellona e Real Madrid sono le due formazioni più forti, ma in campo non sai mai cosa può accadere, le partite bisogna sempre giocarle. A Londra contro il Chelsea occorre la massima concentrazione, la giusta attenzione, dobbiamo pensare che ogni giocata degli avversari può essere decisiva. A Napoli mi trovo alla perfezione e voglio gustarmi ogni attimo, vivere ogni momento, pensare giorno dopo giorno a quello che faccio dando sempre il meglio di me e cercando di arrivare il più in alto possibile con la mia squadra. Penso solo a questo, al Napoli, vivo il presente. Alle voci di mercato non do neanche ascolto. Sono contento di essere arrivato dove sono adesso nel Napoli e con l’Uruguay perché in questo modo sono stati ripagati i tanti sacrifici che ho fatto nella mia vita per sfondare nel calcio: sono andato via di casa presto, ho lasciato il mio Paese. Spero di crescere ancora, questo è uno dei miei obiettivi".
(Umberto Tessier)
