NAPOLI, TANTI TOP CON QUALCHE FLOP SPINOSO

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In principio si disse che il Napoli di quest’anno si sarebbe ritrovato in casa gli acquisti migliori. Ebbene, poteva sembrare anche logico considerando che il Dossena visto l’anno scorso, arrivato a gennaio e complice una preparazione fisica inadeguata per il campionato italiano, non era altro che il fratellastro di quello partito qualche stagione prima alla volta di Liverpool. Senza dimenticare un certo Fabiano Santacroce, una tra le migliori promesse del calcio nostrano, su cui la passata stagione si erano abbattute tante di quelle sciagure fisiche neanche il giovane difensore avesse rotto tutti gli specchi del mondo, assicurandosi millenni di sfortuna. Ma come si dice: anno nuovo vita nuova, cosicché il grande esterno sinistro e quel difensore tanto bramato erano già alla corte di Walter Mazzarri a Folgaria, con la convinzione che quest’anno avrebbero fatto sfracelli conquistando il pubblico del San Paolo e soprattutto la fiducia del mister. Ma questa previsione si è concretizzata solo a metà: mentre Andrea Dossena non ha tradito le aspettative, fino a diventare un punto di forza di questo nuovo Napoli, lo stesso non si può certo dire di Fabiano Santacroce. L’ex Liverpool allo stato delle cose è senza dubbio il miglio esterno sinistro italiano, nonostante Cesare Prandelli abbia deciso di non premialo con l’azzurro preferendogli (scandalosamente verrebbe da dire) il vetusto Zambrotta ed un Molinaro tutt’altro che esaltante. E così il trio delle meraviglie Hamsik, Lavezzi e Cavani diventa poker con Dossena, per la gioia di Walter Mazzarri che si coccola i suoi gioielli definiti da tanti addetti ai lavori senza mezzi termini “da scudetto”, e che stanno facendo sognare il popolo azzurro a suon di prestazioni entusiasmanti. Ma tornando ai problemi, riecco la (Santa)croce del Napoli: tante aspettative su di lui, ma Fabiano non è più Fabiano, perso tra i meandri di mille difficoltà e ormai alla stregua di un elemento avulso di questo gruppo che tanto bene sta facendo ma cha avrebbe bisogno nel reparto arretrato, perforato oltre il dovuto in quest’avvio di stagione, del Santacroce che fu, quello dei primi tempi in azzurro tanto per capirci. Il ragazzo talentuoso che sbalordì Napoli, piazza esigente, con la sua grinta e con il suo gioco d’anticipo, sempre a mordere le caviglie degli avversari sorretto da una verve e da una sicurezza inusuali per la sua giovane età. Quel Santacroce convinse tutti che sarebbe diventato presto il baluardo della difesa azzurra e della Nazionale, questo Santacroce invece rischierebbe di combinare guai anche giocando una partita tra scapoli ed ammogliati: nervoso, distratto ed insicuro il Fabiano ammirato nelle poche occasioni in cui Mazzarri gli ha concesso di scendere in campo. Questione di fiducia, che il giovane difensore potrebbe non sentire da parte dell’allenatore, o forse trattasi della necessità di ritrovare il campo e le misure dopo mesi di assenza, chissà, ma intanto tutta Napoli aspetta il ritorno del suo Fabiano. Altra nota negativa riguarda Blasi, che dopo un estate di proclami, tornato felicemente in azzurro con tutte le buone intenzioni di “aspettare pazientemente il suo momento”, sembra esser stato già messo ai margini da Mazzarri dopo appena sei giornate. Tre mancate convocazioni, ufficialmente per un piccolo problema fisico, sembrano invece voler celare un momento di gelo tra il calciatore e l’allenatore, che più volte ha raccontato ai microfoni che quest’anno non avrebbe fornito troppe spiegazioni ai suoi ragazzi per le scelte. Evidentemente a qualcuno la politica mazzarriana comincia a stare un poco stretta, e la tribuna sarà probabilmente l’habitat a cui dovranno abituarsi i “dissidenti”. Per quanto riguarda invece i nuovi arrivati, Yebda e Sosa stanno pian piano cominciando ad ambientarsi: il franco-algerino si è fatto apprezzare nella sfida contro la Roma, lo stesso dicasi per Sosa, che ha dato il suo prezioso contributo a Bucarest. Il tempo è galantuomo, ed i nuovi acquisti emergeranno. Speriamo tornino a galla anche i “vecchi”.

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