KARL CORNELIUSSON: VOLEVA ESSERE COME JONAS THERN, MA L’UNICO "THERN" FU LA RESCISSIONE
Karl Corneliusson nasce a Goteborg, in Svezia, il 17 Novembre 1976 sotto il segno dello Scorpione.Motorino di centrocampo con il semplice ruolo di correre e recuperare palloni utili, uomo dai classici polmoni d'acciaio senza grandi doti tecniche e scarna velocità; inizia la sua carriera tra le file dell'AIK, in Svezia, dove mette in mostra la sua dinamicità in linea mediana fino a conquistare le lodi italiane che lo portano a vestire la maglia della Salernitana. Buono l'impatto con il calcio nostrano che lo gratificano con qualche presenza nella nazionale Under 21 svedese prima di provare l'esperienza della nazionale maggiore.Sul finire dell'estate 2004, Pierpaolo Marino, allora Dg del neonato Napoli di De Laurentiis, è costretto a metter su in quindici una rosa numericamente adeguata per disputare il campionato di Serie C1 girone B. Naturalmente, l'idea principale era quella di mettere insieme una squadra numericamente parlando poichè la qualità sembra essere lontana anni luce.Karla Corneliusson si presenta ai tifosi napoletani nella prima storica gara del nuovo Napoli in amichevole a Cava dei Tirreni contro la Cavese: 3 a 0 il risultato finale con reti di Toledo, Sosa e…udite udite…Karl Corneliusson!Il sogno era quello di diventare il successore di uno dei migliori centrocampisti svedesi della storia passato anche per Napoli come Jonas Thern, ma il campionato dell'ex granata fu talmente deludente da costringere la società ad accettare anche un uomo in meno nella rosa piuttosto che affidargli un posto in tribuna. Quasi come fosse un dispetto, Corneliusson rifiuta prima il Ravenna poi il Giulianova, quindi crea non pochi problemi per un suo ritorno alla Salernitana; il Napoli, stufo, attua la rescissione del contratto che lo libera senza troppi ringraziamenti.Torna in Svezia per accasarsi al Landskrona Bois prima di chiudere la carriera a 33 anni e stavolta non per far notizia come un certo Brolin che chiuse la carriera a 28 nel pieno della maturità calcistica, bensì perchè il calcio in poltrona, forse, lo gratifica un po' di più…
