TRA SOGNI E REALTA’ IL MERCATO DEL NAPOLI E’ BLOCCATO!
Necessità o continuità? È questa la domanda che un po’ tutti a Napoli si pongono in queste settimane. Le recenti dichiarazioni di Mazzarri e Bigon lasciano intendere che non ci saranno affatto rivoluzioni nell’organico per la prossima stagione. Il punto controverso è che a poco più di un mese dall’inizio della preparazione estiva il calciomercato del Napoli è fermo, anzi bloccato per meglio dire. I tanti prestiti concessi nella passata stagione peseranno come macigni per gli sviluppi di una strategia di mercato tesa a ben figurare sia in Europa che in campionato. Ed allora è più giusto pensare che la scelta della società di puntare sullo stesso gruppo sia il frutto di una necessità, o di capacità latenti nel cedere giocatori in un passato non poi tanto lontano. Ma scomodare persone “non scomodabili” non è poi tanto giusto. Ma lasciare intendere limiti evidenti nella precedente gestione si può, anzi si deve! Mazzarri, come giusto che sia, continua a far buon viso a cattivo gioco. Tutti gli allenatori vorrebbero vestire i panni di Mourinho al Real Madrid, per avere quei 100 milioni o poco meno da sperperare sul mercato. Ma Napoli non è Madrid, De Laurentiis non è certo Florentino Perez. Chi si accontenta gode, così così… Ed allora Mago Maz dovrà per ancora un altro anno rimboccarsi le maniche, con la speranza che il patron azzurro all’ultimo momento metta mano al portafoglio e faccia un regalo ad una città che ha dimostrato negli anni di essere sempre presente, dalla C all’Europa.
D’altra parte però è proprio il Real Madrid che fa da scuola: stravolgere la squadra non sempre paga. Ed allora giusto dare un’occhiata al di là dei confini nazionali dove la campagna faraonica d’acquisti nella capitale spagnola ha portato in bacheca “zero tituli”, per dirla allo Mou. Fatto sta che una rosa più amalgamata e uno spogliatoio più unito potrebbero rivelarsi l’arma in più di questo Napoli, almeno per l’inizio della stagione. Ma come si sa la stagione è lunga e rischiare di presentarsi ai nastri di partenza con una panchina lunga, ma non certamente all’altezza di competizioni europee, potrebbe arrecare danni considerevoli sia in termini economici che d’immagine. Una mancata qualificazione ad una competizione continentale per il prossimo anno segnerebbe di fatto il fallimento del secondo progetto De Laurentiis, quello del secondo quinquennio per intenderci. Da non sottovalutare poi sotto il profilo economico gli effetti che comporterebbe il mancato “botto di mercato”. Una società moderna ben sa che in Italia è giusto rivedere a distanza di anni i canali degli introiti, che non derivano più come in passato da biglietti o plusvalenze da acquisti/vendite. Oggi sulla chiusura in attivo di un bilancio pesano enormemente diritti televisivi, merchandising e campagne abbonamento. Ed allora è facile capire che la continuità non sempre paga, sia sul piano del rendimento che su quello esclusivamente contabile. Per il momento è giusto dare fiducia ad una società che fin qui ben si è comportata ed ha quasi sempre raggiunto gli obiettivi prefissati. La solidità del gruppo e le dichiarazioni “d’amore” dei big lasciano ben sperare per il prossimo anno. Un nuovo Napoli dovrà partire, ma nessuna rivoluzione. I tifosi chiedono solo acquisti di spessore, per alimentare anche nel prossimo anno sogni europei.
