L’EUROPA NEI PIEDI DI CIGARINI?
L’erede di Pirlo, il regista dai piedi d’oro, Beutiful Mind, prima. E poi? Strana storia quella di Luca Cigarini, passato in pochi mesi da astro nascente del calcio italiano a riserva di lusso quasi mai utilizzata. Acquistato in estate per una cifra vicina agli 11 milioni di euro, il classe 86 di Montecchio non è mai rientrato nei piani e di Donadoni e di Mazzarri. L’exploit di Pazienza gli ha di fatto giocato un brutto scherzo, relegandolo quasi sempre in panchina. Poche volte le sue scarpette sempre lucide hanno calcato i campi per più di un quarto d’ora, ancor meno volte le sue apparizioni sono state degne di nota.
Le scelte di Mazzarri sono state sempre fino ad oggi accompagnate dal favore di critica e tifosi. Fatto sta che nelle ultime giornate il Napoli è riuscito a perdere punti preziosi tra le mura amiche, proprio dove aveva costruito le sue fortune nel girone d’andata. Il duo Gargano-Pazienza vive oggi un periodo di flessione: la solita tanta quantità non è accompagnata da sufficiente qualità nel possesso palla. L’arte del fraseggio non è tra le loro migliori caratteristiche, ma inevitabilmente tale deficienza influisce negativamente sull’armonia del gioco di squadra, ad oggi troppo spezzettato dai continui errori in fase di impostazione. Ed allora in tanti, con il campionato ormai in chiusura e con l’Europa League a pochi punti, si chiedono se quel Luca Cigarini, dimenticato un po’ da stampa e tifosi, possa finalmente inserirsi nella sinfonia di gioco di mister Mazzarri. Di certo il ruolo di centrocampista è fra i più logoranti ed il numero di presenze di Gargano e Pazienza, rispettivamente 34 e 30 solo in campionato, suonano come un campanello d’allarme per il rash finale. Un po’ di turnover sarebbe quindi utile per far rifiatare la squadra e al tempo stesso per aumentare il tasso tecnico in mezzo al campo.
Sfruttare le motivazioni di un giovane in cerca di una riconferma potrebbe essere l’asso nella manica per un Napoli decisamente poco tonico in questo scorcio di stagione. Un ambiente come quello partenopeo è ben difficile da affrontare ed un giovanotto venuto dalla tranquilla Bergamo potrebbe aver patito più di quanto era prevedibile le pressioni di una piazza che vive il calcio come una religione. Ora che però un anno è quasi terminato, il carattere di Cigarini deve venir fuori. Il regista dai piedi d’oro e dalla mente sopraffine, ispiratrice per lunghi anni anche dell’Under 21, ha oggi l’obbligo di dimostrare il suo valore, ma per farlo necessita di fiducia da parte di mister e società. Di certo le continue voci di mercato che vedono il Napoli alla disperata ricerca di un centrale di centrocampo suonano per lui come una bocciatura, ma non è affatto questo il momento per abbattersi. Uno tra Gargano e Pazienza potrebbe riposare, forse proprio quest’ultimo reduce da una frattura al setto nasale rimediata contro il Bari. Mazzarri però si è fin qui dimostrato anche troppo affezionato ai suoi undici, dodici giocatori “titolari” negando di fatto una chance per riscattarsi non solo a Cigarini ed Hoffer ne è un esempio lampante. Chissà dunque se il mister toscano stupirà ancora una volta tutti e con una mossa a sorpresa cambierà il volto di questa squadra. Fatto sta che un po’ di aria nuova è indispensabile per continuare a respirare profumo d’Europa.
