ABDELILAH SABER: UN INTERCITY SENZA CORRENTE
Abdelilah Saber nasce a Casablanca (Marocco) il 21 Aprile 1974 sotto il segno dell’Ariete. Al secolo, terzino destro di spiccata velocità, bravo nel saltare l’uomo per poi scodellare interessanti cross verso il cuore dell’area di rigore avversario; inizia la sua carriera nel 1993 con la casacca bianco – rossa del Waydad Casablanca. Quattro stagioni di altissimo livello che lo portano a consacrarsi come una sorta di eroe nel paese nordafricano; raggiunge la nazionale prima e Lisbona poi. In Portogallo resta tre stagioni collezionando 61 presenze e la partecipazione al mondiale francese del 1998.
L’estate del 2000 sarà ricordata come l’anno del ritorno in serie A del Napoli di Novellino, ma la dirigenza formata da Giorgio Corbelli e Corrado Ferlaino cambia i propri piani portando Zdenek Zeman sulla panchina azzurra. Il 4-3-3 del boemo richiede esterni difensivi di grande corsa e qualità, così la società partenopea sborsa fior di miliardi (valutazione in lire, per rendere meno amaro l’impatto psicologico) per accaparrarsi l’esterno marocchino. Il 30 Ottobre del 2000, il Napoli fa il suo esordio al San Paolo contro la Juventus e Zeman si affida proprio alle sgroppate di Saber; quarantacinque minuti di spettacolo estremo con sgambettate continue su e giù per il binario destro facendo ammattire un po’ tutti. I tifosi azzurri, intanto, restano sbalorditi. Quei quarantacinque minuti avrebbero fatto arrossire perfino il miglior Cafù. Napoli non sembra crederci…e fa bene! Dopo quella frazione di gioco, Saber sparisce definitivamente non lasciando traccia di se. Soprannominato “Intercity” (in ricordo di quel primo tempo), Abdelilah resta improvvisamente, e per sempre, senza corrente! Il vero Saber si scopre, però, proprio nella ripresa quando con uno scellerato colpo di tacco al limite della propria area di rigore, costringe Baldini all’errore che vale il 2 a 1 bianconero; da quel momento in poi, Saber, riuscirà a collezionare solo fischi, sfottò e tante panchine. Il Napoli non riesce a piazzarlo sul mercato dopo le prestazioni fornite nella stagione 2001/2002, così è costretto a confermarlo anche per le seguenti due stagioni in Serie B, portandolo a collezionare 49 presenze totali, panchine e tribune a ripetizioni, milioni di “vaffa” dal pubblico partenopeo. Nell’estate del 2003, poi, accade qualcosa d’impensabile ma possibile: il Torino in piena crisi ingaggia Saber, come a dire che “al peggio non c’è mai fine”. Anche i granata avrebbero voluto vedere quei quarantacinque minuti, ma probabilmente lo spettacolo illusionistico è stato riservato solo al pubblico partenopeo dato che, nelle 11 presenze totali, non se ne vedono nemmeno 30 nano secondi. Un piccolo record gli va comunque attribuito: è stato il primo (e data l’esperienza, anche l’ultimo) calciatore marocchino a vestire la maglia granata in cento anni di storia. Nel 2004, Saber torna in patria per chiudere definitivamente la propria carriera, con i sentiti ringraziamenti di tutti i tifosi partenopei.
