SCOPRIAMO IL NAPOLI CLUB CUORE AZZURRO CAMBIANO
Continuiamo il nostro viaggio tra i Club Napoli di tutta Italia: abbiamo intervistato il Sig. Pietro Mitrione, presidente del Napoli Club Cuore Azzurro Cambiano, paese situato nella provincia di Torino. “La nostra associazione nasce per dare sfogo a tutti i tifosi del Napoli del Nord – esordisce il Sig. Mitrione – e ha una forte rappresentanza di persone emigrate dal capoluogo campano verso il Piemonte. Vantiamo circa 150 iscritti, tra napoletani doc e loro figli.” Nel Club non si mastica solo calcio, ma anche tradizioni e culture che riguardano la città partenopea: “Oltre alla questione sportiva e al sostegno della squadra in trasferta, abbiamo indetto una sezione culturale basata sulla rappresentazione di commedie teatrali napoletane e sulla musica napoletana, avendo organizzato molto spesso notti bianche in città che avevano come tema principale la napoletanità”. Il Club affronta diverse tematiche, come quella della beneficenza: “Aderiamo ad un progetto di adozione di bambini a distanza e devolviamo in beneficenza una somma per adottare bambini in Brasile. Ne abbiamo già 6 e sono tutti figli del club. Siamo orgogliosi di ciò.” Insieme al Club Napoli La Spezia, il Napoli Club Azzurro Cambiano ha partecipato all’esperienza dell’ospedale Gaslini di Genova, in occasione della partita del Napoli nel capoluogo ligure: “Il 13 settembre in occasione della partita a Genova abbiamo donato tanti regali e sorrisi ai bimbi poco fortunati dell’ospedale Gaslini. Purtoppo gli scenari erano brutti, ma abbiamo cercato di portare un po’ di gioia.” Pietro Mitrione tiene a cuore le questioni della sua città natale e di certo non le nasconde: “Abito da 32 anni a Torino ma non mi sono mai staccato da Napoli. Durante una delle nostre notti bianche, abbiamo affrontato la problematica dell’immondizia che affliggeva la nostra città, aprendo un dibattito nella piazza principale del paese”. Seguono la loro squadra del cuore dappertutto: “Per la stragrande maggioranza dei soci c’è l’adesione a partecipare alle trasferte con qualunque mezzo, che esso sia pullman, treno o auto non ha importanza, l’importante è stare vicini alla squadra. Veniamo spesso lì a Napoli: noi più adulti seguiamo la partita dai Distinti, mentre i giovani preferiscono stare in Curva.” La base principale della loro associazione è dire no alla violenza: “Siamo contro ogni forma di violenza sia dentro che fuori dal campo – sottolinea Mitrione – e stringiamo rapporti con ogni Club Napoli di Italia: nel settembre dello scorso anno siamo stati promotori di un convegno qui a Cambiano in cui hanno partecipato la maggioranza dei Club.” Anche qui è manifestato il problema della mancata comunicazione con i vertici della società partenopea: “Il Napoli, finora, ha interrotto ogni forma di rapporto con il tifo. Abbiamo mandato lettere, raccomandate ed e-mail firmate dall’Assessore allo sport di Cambiano per invitare la società, ma non abbiamo avuto nessuna risposta. Noi tifosi del Nord abbiamo bisogno di vedere la nostra squadra. Speriamo che ora che i vertici societari stanno cambiando, venga nominato un rappresentante che curi il rapporto con la tifoseria. Vedo che i club di altre squadre qui al Nord vengono ben accolti dai rappresentanti delle compagni di cui tifano. Siamo più di 150 iscritti nel cuore della tifoseria juventina e torinista, dovrebbe essere un qualcosa da curare ma invece ci ignorano”. Più della metà degli iscritti segue la partita in sede: “La nostra sede ha prestanze in una piazza del paese. Nella sala dove seguiamo la partita abbiamo montato un megaschermo . La domenica qui è uno spettacolo: vedere la partita insieme a 70 persone è bellissimo, sembra una piccola curva. E’ una festa comunque vada il risultato. Vengono anche soci che abitano a 20 km di distanza”. Una piccola critica nei confronti di chi non segue più il Napoli lì nel Settentrione: “Siamo l’unico Club qui in piemonte. Ai tempi di Maradona ce n’erano molti perché la squadra vinceva.” Un ultimo commento sui nuovi retroscena che riguardano il Napoli: “Facciamo un passo indietro: sono convinto che quello che è stato fatto bisognava farlo. Il rapporto tra Marino, tecnico e presidente si era rotto. Nei primi 3 anni della sua gestione, Marino ha fatto bene, poi negli ultimi 2 non si sono capite le varie scelte che ha adottato in ogni campo. Lo stesso direttore non aveva creato un organigramma in società e De Laurentiis se n’e accorto solo ora. Quello che mi colpisce personalmente – sottolinea Mitrione – è il modo di fare del presidente, ha il vizio di dire le cose pubblicamente ai media e tutto ciò non fa bene alla società. Ad esempio, la questione riguardante il caso Lavezzi, è stata divulgata in modo rumoroso, nonostante il presidente avesse ragione. In questo modo svaluti il giocatore: se il rapporto con lo stesso va via via declinandosi, lo mandi via e basta. Ora si è aperta un'altra porta con Mazzarri, mi piace, è grintoso. Tecnicamente ci siamo rinforzati rispetto all’anno scorso, se i risultati arriveranno allora questo cambio in panchina sarà stato un bene”.
