DE LAURENTIIS: “RINGRAZIO MARINO PER QUELLO CHE HA FATTO"; DONADONI: “DIVERSO IL SENSO DELLE PAROLE DEL PRESIDENTE NEI MIEI CONFRONTI. NON MI SENTO IN DISCUSSIONE”; LAVEZZI: “IL MISTER NON HA COLPE. IN CAMPO ANDIAMO NOI"

DE LAURENTIIS: “RINGRAZIO MARINO PER QUELLO CHE HA FATTO"; DONADONI: “DIVERSO IL SENSO DELLE PAROLE DEL PRESIDENTE NEI MIEI CONFRONTI. NON MI SENTO IN DISCUSSIONE”; LAVEZZI: “IL MISTER NON HA COLPE. IN CAMPO ANDIAMO NOI" src=

Dopo partita movimentato negli spogliatoi del San Paolo dopo le dichiarazioni choc di Aurelio De Laurentiis. Il presidente ha attaccato in mattinata pubblicamente, dai microfoni di Sky, sia Marino – “quando qualcuno nel suo ruolo di responsabile indovina si continua, ma se sbaglia, poi, si deve fare da parte con grande signorilità" – che Donadoni – “oggi non lo riprenderei ma mi terrei stretto il mio amico Reja”. Le parole infuocate del patron azzurro hanno provocato la reazione di Marino che prima ha abbandonato infuriato lo stadio, e poi avrebbe rassegnato le proprie dimissioni da direttore generale del Napoli. Domani ci dovrebbe essere l’incontro tra il presidente e l’ormai ex direttore generale per ufficializzare l’addio di Pier Paolo Marino. “Marino? Lo ringrazio per quanto ha fatto per il Napoli, ma la sua vita professionale va avanti nel calcio. Le separazioni avvengono, come nei film…”. Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis dà in pratica il benservito a Pierpaolo Marino, e nel rinviare le sue decisioni definitive a qualche giorno utile per la riflessione mette al riparo dalle voci Donadoni: “Lasciatelo in pace”. Il dg partenopeo non ha assistito oggi alla partita con il Siena dopo le dichiarazioni prepartita del presidente, che aveva detto di lui: “Se sbagliamo, ci si fa da parte”. De Laurentiis, ai microfoni di Sky, ha detto di non sapere che Marino aveva lasciato lo stadio prima del fischio d'inizio: “Avrebbe fatto meglio a fare mea culpa. Ora è venuto il momento di fare reset”. “Non ho gettato nessun macigno, la gente non è nè stupida nè cieca – ha spiegato il presidente del Napoli – Mi sono limitato a fare una parafrasi di quello che è sotto gli occhi di tutti. È arrivato il momento di dire basta. Sono arrivato dieci minuti prima della partita, non ho avuto il tempo di passare per gli  spogliatoi. Quando mi vedono cupo pensano che sono incazzato così non mi sono fatto vedere dai giocatori”. Poi l'affondo contro Marino: “Nella vita quando uno raggiunge uno status di professionalità, ha coscienza di capire dove sbaglia e dove ha ragione. Io avrei gradito da lui un mea culpa dei suoi errori. A questo sempre voler dare all'attacco senza una meta non ci sono abituato. Io ho sbagliato al massimo il 3-4% dei miei film: non ci può essere variabile nell'organizzazione. Ho preso l'aereo dagli Usa per stare vicino ai miei giocatori. C'è molto da lavorare, lo farò nei prossimi giorni e prenderò le mie decisioni per il bene del Napoli, senza vendette. Non devo togliermi sassolini dalle scarpe”. “Il direttore generale – conclude – ha compiti di organizzare le strutture, se vuole avocare a sè quel che in altri club è diviso tra direzione generale e direzione sportiva, è un suo fallimento. Questo non è un processo a Marino: sono cose sotto gli occhi di tutti. Lasciatemi resettare…».

 

In una delle sue rare apparizioni in sala stampa il Ezequiel Lavezzi: “C’è stato sicuramente un passo avanti rispetto alla prestazione di Milano con l’Inter. Questa vittoria ci servirà per preparare con più tranquillità la partita con la Roma”. Il Pocho parla anche della situazione dell’allenatore: “Donadoni non ha colpe di questa situazione perché in campo ci andiamo no. Lo staff tecnico è molto preparato è non credo sia il caso metterlo in discussione. Abbiamo giocato per il tecnico? Abbiamo giocato per lui ma anche per noi”. Lavezzi analizza la sua posizione tattica: “Mi piacerebbe giocare una ventina di metri più avanti ma la squadra spesso ha bisogno che io giochi più indietro e io mi sacrifico per la squadra”. Il Pocho stigmatizza le contestazioni: “I fischi non ci danno fastidio ma ci servono per migliorare. Non credo che ci possano imputare scarso impegno, in fondo solo la partita di Milano abbiamo sbagliato”. Il problema del gol non preoccupa l’attaccante argentino: “L’importante è che qualcuno segni. Io resto tranquillo, aspetto il mio turno. Quello che conta è impegnarsi sempre”. 

 

Il Napoli batte 2-1 il Siena ma Donadoni non riesce a riacquistare la tranquillità. L'intervista con cui il presidente De Laurentiis ha detto che ora non sceglierebbe nuovamente lo stesso tecnico ha lasciato il segno. Donadoni ha una sua interpretazione: “Io non ho sentito le parole come voi le riportate, sono diverse. Per quanto riguarda la partita posso dire che la squadra si è comportante bene. È un risultato importante che non cancella nulla, mi auguro che non ci sia ora nessuno che ritenga che tutto è risolto. Sono contento per i giocatori, so le difficoltà che sopportano. Non mi sono mai sentito in discussione, resto sereno”. Il tecnico del Napoli parla poi degli episodi da moviola: “Voi dite che c'era fallo sul primo gol e non c'era rigore? Ci sono tanti episodi in una partita. C'era un fallo di rigore su Maggio, e stavamo sull'1-0”. “A me interessa portare avanti il lavoro con questa squadra, con questi ragazzi che sono meravigliosi”, ha continuato poi Donadoni. Sullo sfogo del presidente De Laurentiis, il tecnico del Napoli non si sbilancia: “È giusto che chiunque dica quello che pensa, che sia l'allenatore, il presidente o un magazziniere: le cose che il presidente ha detto immagino ritenesse giusto doverle dire. Noi stiamo facendo quello che questa squadra è in grado di fare: col senno di poi siamo tutti maestri, bisogna valutare quello che si ha. Con questo adesso lavoriamo. Se dipendesse tutto da regole algebriche saremmo troppo bravi”. Donadoni spiega poi la seta della difesa a tre: “La facciamo per le caratteristiche dei giocatori. I ragazzi si sentono più sicuri giocando in questo modo”.

 

Emozione per il ritorno al San Paolo per Emanuele Calaiò: “Fa piacere raccogliere l’applauso della gente, vuol dire che ho lasciato un buon ricordo. A Napoli ho passato quattro anni bellissimi”. Il bomber siciliano torna sul match: “Stiamo perdendo punti immeritatamente, spesso per grossolani errori arbitrali. Sul primo gol c’è stato un netto fallo su Vergassola”.

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