Gennaro Gattuso: una vita da mediano

“Con quella faccia un po’ così e quell’espressione un po’ così” canterebbe Paolo Conte .

Con quella faccia da uomo vero,con i valori da uomo del sud; gli stessi impartiti dal padre Francesco che ha avviato, lui futura stella del calcio, Gennaro fin da piccolo a frequentare la sua pescheria.

Gennaro, detto “Ringhio”, da  Schiavonea frazione di Corigliano Calabro, nasce con il mare dentro e in parte essere figlio di una terra lambita dal mare riflette il suo carattere “andante mosso”. Ringhio è un puro in un mondo opaco: non lo puoi cambiare, devi prenderlo così.

Nel folle pianeta calcio, ha avuto il coraggio di strappare un contratto con il Milan,quando si è sentito un peso per la squadra che l’ha reso grande,chi se non lui poteva fare un gesto così ?

Poi è arrivata la chiamata di Aurelio De Laurentiis e Gattuso, con lo spirito del mediano si è gettato a capofitto nella sfida: gestire una squadra orfana del comandante Sarri e mai figlia di Re Carlo da Reggiolo. Con giocatori a scadenza e non propensi al rinnovo, Gennaro si trova subito a dover affrontare una serie di sconfitte, figlie di difficoltà di testa più che tecniche.

Pian piano entra in tackle nello spogliatoio e uomini spenti e in aperta polemica con la società, su tutti Lorenzo Insigne, si trasformano .

Accettano il sacrificio, squadra corta e pronta a ripartire: si torna a vincere con prestazioni di grande intensità e intelligenza tattica, e arriva un pareggio con il Barcellona che grida ancora vendetta.

Dopo aver salutato la sorella Francesca con un bacio al cielo e le lacrime su quella faccia da uomo vero, Ringhio regala ai tifosi del Napoli la finale di coppa Italia contro quello che lui stesso non ha mai rinnegato come “maestro”.

Così il “traghettatore” Gennaro, accolto con diffidenza, si sta dimostrando allenatore capace ed è entrato nel cuore dei suoi giocatori. Bello l’abbraccio di tutti i calciatori nel momento del pareggio a Gennaro, uomo puro in un mondo sporco.

Si riprende a giocare dopo quasi cento giorni, e nonostante il tempo e il dolore questo Napoli può essere fiero del proprio mister.

E dirgli “grazie” per essere così splendidamente vero e umano, alieno del pianeta calcio dove a regnare sono interessi e ipocrisie, come ben sa l’allenatore mai dimenticato che mercoledì sfiderà Gennaro Ringhio Gattuso in finale.

Gabriella Rossi

Laurea Triennale in Lettere Moderne conseguita presso l’Università degli studi di Napoli Federico II, laureanda magistrale Filologia Moderna presso l’Università degli studi di Napoli Federico II. Mi diverte molto la fotografia, scrivere, andare ai concerti , viaggiare e ovviamente tifare Napoli.

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