during the Serie A match between Genoa CFC and Carpi FC at Stadio Luigi Ferraris on November 29, 2015 in Genoa, Italy.

Gavillucci:”Samp-Napoli, vi spiego…”

Claudio Gavillucci, ex arbitro, ai microfoni di Radio Marte:“Io faccio ancora parte dell’AIA, non penso minimamente di lasciarla, spero faccia parte della mia vita fino alla fine dei miei giorni, non faccio più parte però della CAN di Serie A. Allontanato per Sampdoria-Napoli? Alcuni siti hanno riportato la cosa. Ufficialmente la motivazione è stata per adeguate motivazioni tecniche, andando a fare le pulci significava che fossi arrivato ultimo nella classifica degli arbitri. La situazione è nota a tutti, attraverso battaglie legali abbiamo fatto maggiore ordine ma c’è ancora tanto da fare, adesso i colleghi riescono a vedere le medie e le posizioni in classifica e non rischiano di avere la sorpresa di non essere riconfermati in categoria nonostante arbitraggi recenti. In Sampdoria-Napoli ho sospeso la gara per discriminazione territoriale e Rizzoli mi disse che avevo fatto bene, il regolamento è in vigore in FIFA e in UEFA ma non Italia, dopo Inter-Napoli c’è un nuovo protocollo per cui l’arbitro non può sospendere in autonomia la gara ma bisogna decidere con il responsabile dell’ordine pubblico.

Da quando non arbitro non guadagno, sono però contento che il Presidente Nicchi e il Presidente Gravina abbiano portato avanti un progetto che porti un arbitro di calcio a livello professionistico ad avere un contratto. Per quanto concerne il sistema, in questo momento visto da fuori risulta anomalo, gli arbitri fungono da controllori e vanno a controllare le stesse persone da cui sono controllate. Metto però la mano sul fuoco sui miei colleghi, se vogliamo però parlare di trasparenza e di un sistema chiaro, sarebbe il caso che la Federazione fosse distaccata dalle società che va a dirigere, dovrebbe essere gestita dal CONI ed essere indipendente, al cui interno fa entrare anche gli arbitri degli altri sport. Avere autonomia non elimina gli errori ma toglie i retropensieri.

Interviste agli arbitri? Parlare in pubblico non è semplice, specie farlo dopo un errore. VAR? Ci sta un margine di errore perché siamo umani, io auspico semplicemente un cambio di cultura. In questo momento sto arbitrando nei settori giovanli, è importante diffondere cultura non solo ai piccoli calciatori ma anche ai genitori. Nelle altre Nazioni succede già ad alti livelli, bisognerebbe iniziare a fare cultura perché tante volte le spiegazioni di addetti ai lavori non sempre riescono a chiarire, anzi si crea più confusione. Nell’era del digitale non possiamo restare così. Nicchi? Credo stia ragionando su questo, i tempi sono maturi. Se non lo farà lui, ci sarà un altro che prenderà in considerazione il tema.”

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