IL MANTOVA RISCRIVE LA STORIA
Cinque squilli nella giornata dei pareggi. Il Napoli bussa, il Mantova risponde. Anche il Pescara ha qualcosa da dire ed è una sorpresa, e nella conversazione si inseriscono Triestina e Brescia. Tutte le altre restano in stand-by, in attesa di Arezzo-Rimini che archivierà la diciannovesima giornata e di Juventus-Cesena, match utile a chiudere definitivamente il 2006.
Un anno che la vecchia Signora aveva chiuso senza sconfitte in campionato: quella striscia magica si è chiusa a Mantova, dopo 45 partite di imbattibilità. Se c'era un campo dove i bianconeri potevano cadere, questo era proprio il "Martelli": la solidità dell'armata guidata da Mimmo Di Carlo era un indizio, una traccia utile a fiutare il pericolo. Il risultato libera quasi di un peso psicologico i bianconeri, ma soprattutto rilancia le ambizioni dei virgiliani, che con Bernacci piombano in zona play-off per restarci.
Un passo avanti in più per il Napoli, che si prende i sottotitoli grazie ad un rigore di Bucchi trasformato a pochi minuti dalla fine. Contrassegnata dai petardi, dalla noia e dalle espulsioni (Calaiò prima e Iunco poi), la giornata si chiude con un'ingenuità degli ospiti che, dopo aver fallito una ghiotta palla-gol, regalano all'avversario uno shoot da undici metri che l'ex re dei bomber non ha dimenticato come tirare.
La sorpresa della giornata arriva dallo stadio "Adriatico" di Pescara, vestito a festa per salutare il nuovo proprietario Angelo Renzetti. Per l'architetto italo-svizzero è un esordio da raccontare ai nipotini: gli abruzzesi vincono la prima partita della stagione e lo fanno ai danni del Genoa dell'ex Gasperini, che alla vigilia, privo di nove uomini, "sentiva" il pericolo. Una vittoria che ha lasciato l'amaro in bocca per come è venuta (due rigori, uno dubbio, trasformati da Rigoni, momentaneo pari di Forestieri) e che ha consigliato al tecnico rossoblu di pungolare Preziosi sul mercato. Da parte sua, il Pescara tiene viva la fiammella della speranza e si prepara ad annunciare i primi acquisti e il nuovo allenatore che sarà probabilmente una vecchia gloria (Gigi De Rosa e Bruno Nobili i favoriti).
Vince dopo tanto tempo la Triestina, che con Allegretti inguaia la posizione di Zoratto a Modena. La rimonta in casa del Vicenza consolida (se mai ce ne fosse stato bisogno) la posizione di Mario Somma a Brescia: le sue rondinelle sono state finalmente capaci di finalizzare quanto costruito, e sono bastate una doppietta di Possanzini ed un gol di Mannini ad annullare il parziale vantaggio di Schwoch, arrivato su rigore.
Per il resto il primo sabato dell'anno ha offerto solo pareggi: nessuna rete in Bari-Albinoleffe (non è una novità), Bologna-Treviso (Ulivieri, che occasione!) e Cesena-Lecce (per Papadopulo un laccio emostatico alla crisi), un gol per parte in Frosinone-Crotone (Margiotta e Cariello), molti di più in Spezia-Piacenza: Degano e Cacia portano Iachini tre volte in vantaggio, ma gli emiliani non sono capaci di gestire il vantaggio e si fanno raggiungere altrettante volte da Confalone, Guidetti e Padoin.
Cinque pareggi che consolidano una (definitiva?) certezza, in attesa dei recuperi: saranno quelle sette squadre racchiuse in quel fazzoletto di tre punti a dividersi oro, incenso e mirra.
