Sarri e Ancelotti: il giorno e la notte

Carlo Ancelotti e Maurizio Sarri, due mondi completamente distanti che in comune hanno poco e niente, a parte l’azzurro. Il Napoli è probabilmente l’unico punto che accomuna i due tecnici, nonostante siano arrivati in momenti della propria carriera differenti; Per Sarri questo club è stato il trampolino di lancio per entrare a far parte del calcio che conta, mentre Ancelotti è arrivato da vincente, o meglio come allenatore affermato che è riuscito a vincere tutto a livello europeo.
Oltre all’azzurro i due tecnici hanno anche un inizio pieno di pessimismo e polemiche, che nel caso di Sarri erano rivolte all’allenatore, mentre adesso tra i tifosi c’è la paura di non ripetersi, di passare da una rivoluzione ad un’involuzione. Ma questo non è mai successo, dopo il ritorno in Serie A questa squadra non ha fatto altro che crescere esponenzialmente fino a raggiungere i vertici del campionato, senza però riuscire ad afferrare per mano un sogno che per molti è diventato un ossessione.
Un cambiamento radicale per il gruppo azzurro, nell’ultimo triennio il Napoli amava tenere il pallone nella metà campo avversaria con un baricentro altissimo per avere in mano il pallino del gioco e far molto male in transizione positiva, mentre la fase di non possesso era curata maniacalmente. Ancelotti è cambiato, nel corso della sua carriera è riuscito ad aggiornare il suo approccio all’evoluzione del gioco. Il suo Bayern e il suo Real Madrid raccontano la sua capacità di adattarsi al contesto. Il suo esordio in panchina risale proprio ad un Parma-Napoli (1996/97), da dove è iniziata la sua gavetta che l’ha portato fino al tetto d’Europa.
La sua notevole capacità di adattarsi alle situazioni fa ben sperare per il Napoli del futuro, che una volta superate queste prime difficoltà potrà mettersi in carreggiata per dimostrare il proprio valore. Sarebbe un errore non dare fiducia alla stessa squadra che solo pochi mesi fa contendeva il titolo alla Juventus. Ancelotti, a differenza del toscano, non si è nascosto ed ha annunciato che l’obiettivo per questo gruppo è lo scudetto, essendo un allenatore che sa il fatto suo bisogna dargli tempo e fiducia, proprio come poi è stato fatto con Sarri.


